Venezia / Gli Ambient Paintings di Brian Eno alla Giudecca – parte I

Il gallerista e curatore Paul Stolper con un Light painting di Brian Eno alla GalleriaMichelaRizzo alla Giudecca (Ve)
Il gallerista e curatore Paul Stolper con un Light painting di Brian Eno alla GalleriaMichelaRizzo alla Giudecca (Ve). Foto Octavian Micleusanu

Inaugurata nella galleria di Michela Rizzo all’ex Birreria Dreher alla Giudecca (Venezia) un’affascinante esposizione di Ambient Paintings di Brian Eno. La scelta della gallerista è stata di affiancarvi, in apertura, il dipinto di Joseph Albers, Blue Depth (1961) e in chiusura, quello di Riccardo Guarneri, Angolare ambiguo (2017).
Incominciamo con l’intervistare il curatore della mostra “madre”, il gallerista londinese Paul Stolper , che lavora anche con Damien Hirst. Leggi tutto “Venezia / Gli Ambient Paintings di Brian Eno alla Giudecca – parte I”

#Venezia75 La lista di Davide: un pronostico per i leoni

Venezia75’ La regista di The Nightingale Jennifer Kent e l’attrice Aisling Franciosi. Foto Valentina Zanaga

First Man: tecnicamente molto ben realizzato, ma la storia è sempre quella e la sceneggiatura mediocre. 4

Sulla mia pelle
: tosto e rigorosissimo, resterà con voi per qualche giorno. 8

The Favourite
: alcune scelte di regia come il fish eye alla lunga stancano, appena divertente. 6

The Mountain
: si salva solo Jeff Goldblum. 5

Isis, tomorrow. The lost souls of Mosul
: documentario italiano molto coraggioso. 7

Roma
: cinema è vita e Cuaròn ha un talento incredibile nel raccontarla. 10

Doubles vies
: classica commedia francese che analizza i nuovi media e come stanno condizionando le nostre vite, molto ben scritto. 7

Mi obra maestra
: divertentissima commedia sul mondo dell’arte contemporanea e sull’amicizia. 7

The Ballad of Buster Scruggs
: 5 corti dei fratelli Coen combinati in un opera antologica western. 8

Suspiria
: non ne sentivamo il bisogno. 5

Venezia75 Guillermo del Toro, presidente della Giuria del Festival del Cinema 2018. Foto Octavian Micleusanu
Venezia75 Guillermo del Toro, presidente della Giuria del Festival del Cinema 2018. Foto Octavian Micleusanu


Frères Ennemis: Una specie di “The Departed” francese, ma venuto male. 3

Aquarela: un’opera d’arte dedicata all’acqua, al confine tra cinema e video arte. 8

La Noche de 12 
Años
: è la storia della lunga prigionia dell’attuale presidente uruguaiano. 7

The Sisters Brothers
: western di produzione europea, il suo regista Jacques Audiard vinse la palma d’oro col suo film precedente. 7

La quietude
: l’approccio narrativo è tutto meno che interessante,
stile “Il segreto” di Canale 5. 5

What you gonna do when the worlds is on fire
: primissimi piani e movimenti di camera angoscianti rendono un tema impegnativo
difficile da affrontare. 4

Sunset
: ipnotizzante. 8

Joy
: è la storia di una prostitua nigeriana in Austria. 6

At eternity’s gate:
solida performance di Dafoe che interpreta Van Gogh. Schnabel impressionò maggiormente con il film su Basquiat. 6 

Vox Lux:
buona solo la prima metà. 6

Venezia75 Naomi Watts, giurato del Festival del Cinema 2018 . Foto Octavian Micleusanu
Venezia75 Naomi Watts, giurato del Festival del Cinema 2018 . Foto Octavian Micleusanu

Were one Autor (Never look away): emozionante classicone un pò piatto. 6

Jinpa
: film tibetano in concorso Orizzonti, visivamente impressionante. 7

Nuestro Tiempo
: talento visionario un pò sprecato per una storia che ricorda una soap opera. 7

22 July
: se aggiungeva 45 minuti e lo divideva in 4 usciva una buona miniserie, così non è nient’altro che un modesto film per la tv. 5

Un giorno all’improvviso
: buono il primo lungometraggio di Ciro d’Emilio che ci racconta il difficile rapporto tra un figlio e sua madre. 6

The Nightingale
: revenge movie pazzesco, Kathryn Bigelow non è più sola. 9

#Venezia75 Taika Waititi giurato del Festival di Venezia 2018. Foto Octavian Micleusanu
#Venezia75 Taika Waititi giurato del Festival di Venezia 2018. Foto Octavian Micleusanu



Capri-Revolution:
siamo nel 1914, Lucia è una capraia che vive nell’isola campana, verrà attirata da una comune di giovani nordeuropei, mentre la sua famiglia cerca di trovarle un marito e sistemarla. Le interpretazioni degli attori lasciano un pò a desiderare. 5

Ricordi
? Malickiano nella messa in scena, ma in maniera molto intelligente. Affronta un tema semplice come quello dei nostrI ricordi
: come cambiano nel tempo e come influenzano la nostra vita, ma lo fa in maniera innovativa e mai banale. 8

Davide
#Venezia75

Il Branco Ottico e il Festival della Fotografia Sperimentale

Ca’Vendramin- 1,2,3 giugno 2018- Branco Ottico

Il termine “sperimentale” significa: “di teoria, ipotesi o procedimento conoscitivo basato sulla sperimentazione e sull’esperienza”, questa definizione è un buon punto di partenza per una riflessione personale riguardo all’evento Branco-Type, Festival della Fotografia Sperimentale, tenutosi nella scenografica sede di Ca’ Vendramin , sul Delta del fiume Po, in data 1, 2 e 3 giugno 2018. Leggi tutto “Il Branco Ottico e il Festival della Fotografia Sperimentale”

Venezia/Biennale Danza 2018. Report from the front

12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Debora Hay con il Cullbergballetten, in "Figure a sea" (foto @labiennale.org)
12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Debora Hay con il Cullbergballetten, in “Figure a sea” (foto @labiennale.org)

Fluttuazioni azzurre di costumi leggeri, vibrazioni di corpi che si muovono. Il Cullbergbaletten svedese nella coreografia di Debora Hay rimane una delle immagini piú belle della Biennale Danza di Venezia 2018.
Un incontro tra ventuno danzatori con solida formazione accademica che si aprono alla pioniera americana della sperimentazione, conosciuta fin dall’esperienza del Judson Dance Theatre di New York degli anni 70.
Una meditazione in movimento dove si colgono solo brevissimi e rarissimi sincroni coreografici ma la relazione rimane costante, piena e plasticamente perfetta, imprevedibile ma con un flusso continuo. Leggi tutto “Venezia/Biennale Danza 2018. Report from the front”

Biennale Architettura: alla scoperta di nuovi spazi di libertà

16. Mostra Internazionale d'Architettura a Venezia. Finestra di Carlo Scarpa al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale,
16. Mostra Internazionale d’Architettura a Venezia. Finestra di Carlo Scarpa al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale. Foto Octavian Micleusanu

Yvonne Farrell e Shelley McNamara iniziano la Biennale dove Alejandro Aravena  l’aveva lasciata e immaginano un tempo presente/passato/futuro dove lo spazio dell’architettura si apre al dialogo con il pubblico, possibilmente con il sociale  e anche con l’ambiente.  Si presta attenzione ai materiali, a ciò che la natura dona, e che i nostri manufatti del passato lasciano in eredità al presente. Al Manifesto – appello di Farrel-McNamara ad un’architettura più generosa e umana, hanno risposto molti tra i più famosi architetti mondiali, e anche le partecipazioni nazionali  hanno raccolto il guanto.  L’immaginazione, così come lo fa la natura, irrompe negli spazi abbandonati, recuperati e restituiti al pubblico con minimi interventi architettonici. Si riscoprono i metodi costruttivi tradizionali accanto ai nuovi:  il fascino del mattone, del legno, della terra cruda e dei dettagli curati in modo artigianale, accanto agli usi più raffinati del cemento armato. Leggi tutto “Biennale Architettura: alla scoperta di nuovi spazi di libertà”