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Art in Italy | luoghi, persone, storie e sapori dell'arte

In Primo piano Steve Reich, Leone d'oro, e il direttore del concerto Jonathan Stockhammer (a sinistra) al Teatro alle Tese dell'Arsenale. Credits Akiko Miyake

In Primo piano Steve Reich, Leone d’oro, e il direttore del concerto Jonathan Stockhammer (a sinistra) al Teatro alle Tese dell’Arsenale di Venezia. Credits Akiko Miyake

Questo fine settimana con i concerti di Prode-Savron, Ensemble Intercontemporain e l’opera da camera Kater I Rades – Il Naufragio, Biennale Musica volge al termine.
Nelle giornate inaugurali del 58. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, a 77 anni, il compositore Steve Reich aveva regalato al pubblico una memorabile conferenza pomeridiana al pubblico delle Corderie dell’Arsenale, e tre significativi concerti, il primo alla matinée del Teatro Piccolo Arsenale e gli altri due, la sera, al suggestivo Teatro alle Tese in occasione della consegna del Leone d’Oro. (altro…)

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George Clooney e Amal Alamuddin sposi a Venezia, credits Octavian Micleusanu 2014

George Clooney e Amal Alamuddin sposi a Venezia, credits Octavian Micleusanu 2014

Ebbene si, anche Art in Italy ha ceduto alla Clooneymania di questi giorni, pagando alla settima arte il pedaggio dell’evento mondano dell’anno a Venezia, il matrimonio Alamuddin-Clooney.
Il nostro fotogafo Octavian Micleusanu, di stanza nella città lagunare, nei ritagli di tempo e con qualche escamotage, è riuscito a ritrarre la coppia di  belli, bravi e famosi, nonché impegnatissimi promessi sposi nel momento che precede il sì, pronunciato nella sala degli stucchi della sede comunale di Palazzo Loredan  (presidiata con Ca’ Farsetti, oggi scena di un’infuocata Asssemblea cittadina) davanti all’amico Walter Veltroni, quasi a sottolineare il cotè ‘impegnato’ e politico dell’unione.

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Palestinese, di religione musulmana, tra gli ebrei ci sono i suoi migliori amici. Parla l’ebraico e l’arabo, legge il Corano e la Bibbia.

Il fotografo Haitham Al Khatib abbraccia Zoya Hosseini di Restiamo Umani con Vick nella campagna per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi a Venezia. Credits Valentina Zanaga

Il fotografo Haitham Al Khatib abbraccia Zoya Hosseini di Restiamo Umani con Vick e un altro partecipante alla campagna per la liberazione del prigioniero politico palestinese Murad. Credits Valentina Zanaga

Il fotografo Haitham Al Khatib, quest’anno vincitore del primo premio “colori” e del terzo “bianco e nero” al concorso torinese Scatt…Abili, domenica 20 settembre ha presentato a Venezia (Scoletta dei Calegheri)  il suo documentario Najah all’interno della mostra fotografica: La Palestina attraverso la mia lente. (altro…)

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Isabella Ragonese sul red carpet del film Il Giovane Favoloso alla
71. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Credits Valentina Zanaga

Dobbiamo dare atto a Mario Martone di aver realizzato un film su un personaggio tutt’altro che facile: Giacomo Leopardi. Le intenzioni di Martone erano buone, ma all’uscita dalla sala sembra di aver assistito più ad un film per la TV che ad un prodotto creato per il grande schermo. Elio Germano è abbastanza bravo ad interpretarne il ruolo, anche se forse un pò troppo accademico (aspetto che condiziona spesso il cinema di casa nostra), mentre incanta la fotografia di Renato Berta, realizzata nella splendida cornice di Recanati e tra gli angoli di Roma e Firenze. Il limite del film sembra invece essere la sua struttura a episodi, e il ricorso frequente a monologhi poetici, oltre che il minutaggio, veramente troppo lungo. C’era poi molta attesa per come avrebbe potuto coniugarsi alla tematica del film la colonna sonora di Apparat: dj e producer berlinese fortemente voluto da Martone. Le musiche, sebbene siano efficaci non sono originali, cioè non sono state registrate appositamente per il film Il giovane favoloso. Il pezzo “Goodbye”, che si sente sia in versione strumentale che cantata da Soap & Skin (talentuosissima cantante austriaca poco più che vent’enne), è uno dei pezzi più belli sentiti l’anno scorso, almeno per quanto riguarda la critica musicale fuori dal mainstream.
Davide Bonotto

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Alba Rohrwacher, Coppa Volpi alla 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Credits Valentina Zanaga

Alba Rohrwacher, Coppa Volpi alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Credits Valentina Zanaga

Hungry Hearts è il quarto lungometraggio di Saverio Costanzo. Tratto dal libro “Il bambino indaco” dello scrittore padovano Marco Franzoso, il film racconta la storia di una ragazza italiana e un ragazzo newyorkese che si conoscono rimanendo bloccati in un bagno di un ristorante cinese della grande mela, finendo per fidanzarsi e ad avere un figlio. Le vicende prenderanno poi una piega un po’ diversa, quando la madre, interpretata da un’ottima Alba Rohrwaker (Coppa Volpi), comincerà a controllare maniacalmente l’alimentazione del figlio, convinta di trovarsi davanti a un “bambino indaco“. Molto bravo nel ruolo del padre l’attore californiano Adam Driver, presente al Lido l’anno scorso con Tracks.

Il film è molto ben fatto, a cominciare dalla primissima scena, il lungo pianosequenza all’interno del bagno, probabilmente voluto per rendere più credibile l’incontro tra i due. Costanzo si dimostra quindi capace dietro la macchina da presa: congeniali le riprese delle scene girate in interno, con strettissimi grandangoli, come a sottolineare il disagio che si veniva a creare nell’ambiente familiare.
Davide Bonotto

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