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Il settimo raggio ovvero l’idea del centro. Indagine sulle radici della nostra cultura, è il titolo del libro di Marco Lazzarato, appena uscito in libreria. L’artista, nato a Badia Polesine (Ro) e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, è anche un attivo teorico e saggista. Dal 1990 si occupa di arte pubblica, finalizzando la propria ricerca artistica al recupero della Decorazione architettonica: tra le opere pubbliche realizzate, la decorazione del ponte di Pontelongo a Padova. Art In Italy gli rivolge alcune domande (continua…)
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E’ in occasione dell’anno di scambio culturale tra Italia e Russia, il cui ricchissimo programma conta oltre 550 eventi previsti in entrambi i paesi, che il MAMM – Multimedia Art Museum Mosca – omaggia gli italiani del Gruppo Zero e le Avanguardie artistiche degli anni ’60 con Italian Zero & Avantgarde 60’s.
Inaugurata il 13 settembre scorso, la mostra è inserita nel programma speciale della Biennale d’Arte Contemporanea 2011 della Capitale russa e mira a porre in luce un momento particolare di evoluzione dell’arte, svoltosi nel decennio a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, testimone della costituzione di gruppi di ricerca “guidati” da totale autonomia e interagenti fra loro tanto da valicare le frontiere dell’intera Europa. (continua…)
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Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione
Se mi soffermo sul titolo scelto per questa importante mostra, Gli Anni Folli – La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì 1918-1933, la mia mente spicca il volo e corre tra le mansarde e i boulevards della capitale d’inizio Novecento. La Parigi delle esposizioni universali, centro nevralgico in cui confluiva la cultura del globo intero nella sua strabiliante varietà.

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952
Penso alla straordinaria enarmonia dettata dal costante dialogo tra differenti discipline quali: pittura, scultura, musica, fotografia, danza, teatro, ecc. Non solo un’osmotica amalgama di linguaggi, ma una radicale fusione di arte e vita che, in questi anni particolari, a cavallo tra i due conflitti mondiali, pare essere indissolubile. L’arte non si esprime senza il brulicare della vita stessa ben testimoniato dalle biografie di artisti, intellettuali, collezionisti e dalla gente comune, fatte di speranza e incertezza, di gioia e disillusioni.

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris
Con questa mostra, inaugurata sabato 10 settembre nella storica cornice del Palazzo dei Diamanti, Ferrara Arte ha cercato di ricostruire questo spirito, questa atmosfera, aprendo il sipario con le opere di due grandi maestri, Monet e Renoir che, ancora attivi al termine del primo conflitto mondiale, costituiscono il naturale trait-d’union con la modernità.
La sensualità femminile immortalata da De Chirico o Foujita e il mondo fantastico esplorato da Chagall testimoniano il fermento dell’École de Paris, mentre la luce e la natura della Côte d’Azur si riverberano nella capitale francese attraverso le opere di Matisse, Bonnard e Maillol. Il linguaggio cubista si ammorbidisce confluendo in una sinuosità di forme e linee qui rappresentate dalle nature morte di Picasso e Braque, o dall’essenzialità di Ozenfant e di Jeanneret, meglio noto come Le Corbusier. (continua…)
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Livia Skugor indossa un modello di Michele Miglionico sulla scalinata della chiesa di San Francesco a Matera
Proprio nel centro di Matera, uno dei primi siti abitati d’Italia (fin dal Paleolitico) già scelta da registi come Pasolini, Rosi, Lattuada, Tornatore, Gibson per l’ambientazione dei loro film si è tenuta, nella cornice scenografica costituita dalla facciata barocca della chiesa di San Francesco d’Assisi (1670), la terza edizione del Premio Moda “Città dei Sassi”.
Il Concorso Nazionale per Giovani Stilisti quest’anno è stato vinto da Anna Mattarocci, originaria di Cagliari, che si è aggiudicata anche il Premio Giovani Stilisti; al secondo posto Luca Tommasoli di Gubbio (Perugia) e al terzo posto Cecilia Lopedota di Altamura (Bari; il Premio della Critica è stato assegnato a Chiara Banelli di Tolmezzo (Udine).
Sulla spettacolare scalinata della chiesa hanno sfilato gli abiti di otto giovani finalisti e, per il gran finale, Michele Loprieno ha presentato la passerella “in rosso” dello stilista d’haute couture e presidente della giuria, Michele Miglionico: il colore è simbolo d’amore e di passione per la sua terra, la Basilicata. La modella croata Livia Skugor ha indossato i capi più significativi dello stilista di questi ultimi anni. “La Città dei Sassi”, afferma Miglionico nel suo discorso, “è il connubio perfetto tra moda e bellezze naturali che può candidarsi non solo a Capitale Europea della Cultura 2019 ma anche dell’ Alta Moda”.
Anna Mattarocci · Livia Skugor · Michele Miglionico · Moda a Matera · Premio Moda "Città dei Sassi"
Si è conclusa domenica, presso il veneziano Palazzo Cavalli Franchetti (che ospiterà dal 4 giugno l’evento collaterale della 54. Biennale, Glasstress) la prima personale in Italia dedicata a Lino Tagliapietra, artista vetraio muranese apprezzato in Italia e all’estero per l’eccezionale creatività e la particolare eleganza delle sue “forme soffiate”.
La mostra, dal titolo: Lino Tagliapietra. Da Murano allo Studio Glass. Opere 1954 – 2011, promossa dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, con il contributo di Regione Veneto e il patrocinio di Provincia e Comune di Venezia, verteva innanzitutto su una sezione storico evolutiva dell’artista e comprendeva una selezione di pezzi unici degli ultimi dieci anni, tra cui alcune installazioni inedite di sorprendente impatto visivo.
Nato a Murano nel 1934, nel ’56 Tagliapietra è stato maestro nella vetreria Ferro e dopo aver collaborato con Venini e La Murrina, nel ’76 è entrato a far parte della Effetre International come direttore artistico. Nel ’79 ha insegnato alla Pilchuck Glass School di Stanwood –nello stato di Washington- e in altri luoghi degli Stati Uniti, oltre che in Francia, Giappone e Australia, entrando così in contatto con differenti personalità artistiche e sperimentando quindi, pur senza rinnegare le proprie tradizioni, incredibili e personali innovazioni tecniche). Le sue opere sono esposte nei più importanti musei europei ed extraeuropei, oltre che nel Museo del Vetro di Murano.
Distintosi come uno dei più importanti interpreti del vetro contemporaneo, l’artista esplora le diverse capacità della materia attraverso l’utilizzo di canne vitree che compone personalmente, secondo particolari cromatismi, dando così vita ad opere inedite e suggestive, talvolta completate da specifici interventi superficiali ottenuti grazie alla “molatura”.
Oltre ad avere una salda formazione tecnico-vetraria, Lino si è sempre e comunque dimostrato aperto all’innovazione e alla sperimentazione, trasformandola poi in un linguaggio artistico proprio e ben definito, riconoscibile anche dall’occhio meno esperto. Non si è limitato quindi, ad accettare e utilizzare le tecniche che gli sono state insegnate, ma ne ha create delle proprie. La sua esperienza negli Stati Uniti l’ha portato a conoscere e apprezzare l’arte nativa americana, tanto che alcune sue opere come gli Hopi e i Makah, si ispirano proprio ai manufatti di queste tribù, riprendendone le forme delle ceramiche o gli intrecci dei cesti. Ovunque mi sembra ci sia una sorta di “contaminazione”, se non vissuta personalmente, comunque in qualche modo recepita. Nei Masai africani appesi alla parete a mo’ di quadro (quelli dorati nascondono dettagli ispirati alla natura, come alberi, foglie e serpenti) nelle collezioni Fuji e Osaka, nelle “pennellate” dei vasi Provenza, nelle Borbolete “brasiliane” e nell’installazione Avventura, che denota il fascino del maestro per la vetreria archeologica. (continua…)
'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti · 54. Biennale · arte contemporanea a Venezia · arte del vetro a Venezia · Glasstress · Lino Taglipietra · Palazzo Franchetti Cavalli





