Art in Italy | luoghi, persone, storie e sapori dell'arte


CAT | Art e letteratura

M. Lazzarato, Omphalos, Mosaico, cm,18x18, Collezione Galleria Signorini

M. Lazzarato, Omphalos, Mosaico, cm,18x18, Collezione Galleria Signorini

Il settimo raggio ovvero l’idea del centro. Indagine sulle radici della nostra cultura, è il titolo del libro di Marco Lazzarato, appena uscito in libreria. L’artista, nato a Badia Polesine (Ro) e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, è anche un attivo teorico e saggista. Dal 1990 si occupa di arte pubblica, finalizzando la propria ricerca artistica al recupero della Decorazione architettonica: tra le opere pubbliche realizzate, la decorazione del ponte di Pontelongo a Padova. Art In Italy gli rivolge alcune domande (continua…)


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MLB Home Gallery, foto di Marco Caselli Nirmal

MLB Home Gallery, foto di Marco Caselli Nirmal

Chi frequenta abitualmente la casa-galleria MLB ben sa di essere avvolto da un’accogliente e raffinata atmosfera. I galleristi e padroni di casa, infatti, conducono alla scoperta di un angolo di Rinascimento che sposa felicemente l’arte contemporanea, fin nella stanza da letto, dove le numerose opere d’arte raggiungono letteralmente il soffitto. (continua…)


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Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione

Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione

Se mi soffermo sul titolo scelto per questa importante mostra, Gli Anni Folli – La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì 1918-1933, la mia mente spicca il volo e corre tra le mansarde e i boulevards della capitale d’inizio Novecento. La Parigi delle esposizioni universali, centro nevralgico in cui confluiva la cultura del globo intero nella sua strabiliante varietà.

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952

Penso alla straordinaria enarmonia dettata dal costante dialogo tra differenti discipline quali: pittura, scultura, musica, fotografia, danza, teatro, ecc. Non solo un’osmotica amalgama di linguaggi, ma una radicale fusione di arte e vita che, in questi anni particolari, a cavallo tra i due conflitti mondiali, pare essere indissolubile. L’arte non si esprime senza il brulicare della vita stessa ben testimoniato dalle biografie di artisti, intellettuali, collezionisti e dalla gente comune, fatte di speranza e incertezza, di gioia e disillusioni.

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris

Con questa mostra, inaugurata sabato 10 settembre nella storica cornice del Palazzo dei Diamanti, Ferrara Arte ha cercato di ricostruire questo spirito, questa atmosfera, aprendo il sipario con le opere di due grandi maestri, Monet e Renoir che, ancora attivi al termine del primo conflitto mondiale, costituiscono il naturale trait-d’union con la modernità.

Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata

Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata

La sensualità femminile immortalata da De Chirico o Foujita e il mondo fantastico esplorato da Chagall testimoniano il fermento dell’École de Paris, mentre la luce e la natura della Côte d’Azur si riverberano nella capitale francese attraverso le opere di Matisse, Bonnard e Maillol. Il linguaggio cubista si ammorbidisce confluendo in una sinuosità di forme e linee qui rappresentate dalle nature morte di Picasso e Braque, o dall’essenzialità di Ozenfant e di Jeanneret, meglio noto come Le Corbusier. (continua…)


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Dante Gabriel Rossetti, Venus Verticordia, 1866

Dante Gabriel Rossetti, Venus Verticordia, 1866

Puntuale nel festeggiare le ricorrenze, nonostante le dimissioni del ministro Bondi, il MiBAC anche quest’anno in occasione della Festa dell’8 marzo offre a tutte le esponenti del gentil sesso l’ingresso gratuito ai musei statali. Miriadi d’iniziative ed eventi a tema si moltiplicano nei musei, nelle biblioteche e archivi d’Italia (vedere il sito: http://www.beniculturali.it), ma noi segnaliamo una mostra della Galleria d’Arte Moderna di Roma, che pur non essendo espressamente dedicata alla donna, in realtà ne celebra l’idea proprio nel momento storico in cui l’identità femminile sta per affermarsi nella lotta per la propria emancipazione: Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones. E il mito dell’Italia nell’Inghilterra Vittoriana.
Dante Gabriel, figlio dell’esule carbonaro Gabriele Rossetti,  è tra i sette fondatori della Confraternita dei Preaffaelliti, nata per coniugare l’arte con la “Donna”, nel senso in cui la intesero Dante Alighieri e gli stilnovisti italiani: la Filosofia neoplatonica ed esoterica dei Fedeli d’Amore, una cerchia “aristocratica” in cui alla nobiltà del sangue si contrapponeva la nobiltà d’animo. L’amore per questa donna spiritualizzata, mediatrice tra l’umano e il divino, è la via per arrivare alla divinità stessa.
Cogliendo suggestioni letterarie dai Classici, da Omero a Shakespeare, ricercando la verità in una Natura rousseauviana, e ritrovando uno stile più limpido e lineare nella nitida essenzialità dei pittori italiani del Quattrocento, i Preraffaelliti creano una pittura, che, come la poesia dei mistici persiani, in realtà si fa sensualissima e ricca di suggestioni visive e  di raffinatezze cinquecentsche, spesso attinte dall’arte di quella Venezia che Burne-Jones visitò con Ruskin.
William Morris infuse tali idee nel socialismo d’impresa realizzando i laboratori artigianali delle Arts and Crafts che presto vennero imitati in tutto il mondo e diedero origine al moderno design, all’Art Nouveau, al Liberty.
Oggi in esposizione a Roma, oltre alle opere dei Preraffaelliti si trovano anche dipinti di artisti italiani che li ispirarono e che ne furono ispirati: da maestri come Giotto,  Botticelli, Palma il Vecchio ai simbolisti  Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis e Gaetano Previati
Le idee di questo gruppo incontrarono infatti una grande fortuna sebbene la biografia dei singoli artisti fosse costellata di contraddizioni, insuccessi e di rapporti infelici con le rispettive donne-modelle-mogli-muse, tra le quali forse la più infelice fu proprio la prima moglie di Rossetti, Elizabeth Siddal, modella, pittrice  e poetessa apprezzata da Ruskin. La Siddal soffriva di depressione e morì in seguito ai postumi di una bronchite (e forse per una dose troppo forte di laudano) contratta dopo aver posato per la famosa “Ophelia” di Millais. Donna indipendente dalla bellezza eterea dai lunghi capelli ramati, “Lizzie” Siddal ispirò Allan Poe per il personaggio di Lenore nel poema “Il Corvo”, illustrato da  Dante Gabriel Rossetti. (continua…)


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Dante Alighieri nell'interpretazione di Salvador Dalì

Dante Alighieri nell'interpretazione di Salvador Dalì

Botticelli, Blake, Böcklin e Doré ed anche Salvador Dalì: tanti, tantissimi gli artisti che hanno ripercorso l’itinerario di Dante Alighieri tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. A Marsciano (Pg), uno dei borghi storici della media Valle del Tevere, resterà aperta ancora fino a domenica 27 febbraio una mostra da non perdere. Si tratta di Dalì. La Divina Commedia, che presenta una sezione poco nota della produzione del maestro spagnolo, ma in grado di suscitare moti di entusiasmo anche in un pubblico normalmente più incline ad altre categorie di mostre. Sono esposte 100 opere a colori, firmate, numerate e pubblicate da Les Heures Claires a Parigi nel 1960. Dalì lavorò 9 anni per ultimare 100 acquerelli legati al testo dantesco ed in sinergia con con il maestro stampatore Raymond Jacquet, realizzò le xilografie presentate in mostra.
All’interno del Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, interessante esempio di istituzione culturale fortemente connessa con la tipicità produttiva di un’ intera area territoriale dell’Umbria, il visitatore è chiamato a compiere idealmente il viaggio dantesco, spostandosi nelle tre sale riservate all’esposizione e destinate ad Inferno, Purgatorio e Paradiso. Le xilografie esposte dimostrano quanto potente sia stato il legame stretto dall’immaginario di Dalì con il testo dantesco. La presentazione dei personaggi e delle vicende de “La Divina Commedia” è resa attraverso il ricorso ad elementi peculiari dello suo stile. (continua…)


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