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Sentieri Selvaggi,Venezia, 55. Festival Internazionale di Musica Contemporanea

Sentieri Selvaggi,Venezia, 55. Festival Internazionale di Musica Contemporanea

 

Biennale Musica 2011: Venezia, Teatro Malibran, 29 e 30 Settembre 2011, Sentieri Selvaggi e Studio for new music Moscow.
Sentieri Selvaggi e Studio for new music Moscow sono due ensemble quasi coetanei: infatti, il gruppo milanese è stato fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto, mentre il 1993 è l’anno di nascita della formazione russa all’interno del Conservatorio di Mosca, grazie all’ucraino Vladimir Tarnopolski, docente di Musica Elettronica.

(continua…)


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Jazz Club Ferrara © Matteo Mangherini

Jazz Club Ferrara © Matteo Mangherini

La copertura a ombrello del tetto ricorda i cappelli delle streghe dell’antica cittadella di Carcassonne. E’ nato come fortificazione ma, nel corso dei secoli, ha sopperito agli utilizzi più disparati: polveriera, magazzino, deposito…
Nei primi anni del ‘700 un’inondazione lo ha sommerso fino al primo piano. Nella seconda metà del 1800 il tetto fu scoperchiato da un uragano.
Si tratta del Torrione San Giovanni, baluardo difensivo delle antiche mura di Ferrara, realizzato nel 1493, su progetto dell’architetto di corte Biagio Rossetti.
L’equilibrio di pesi e proporzioni di questa indistruttibile architettura affascina al pari della sua storia: il sistema di travi, a sostegno del tetto, converge sull’imponente colonna centrale del piano superiore, che scarica tutto il suo peso sulla copertura a volta del piano sottostante, per poi diluirsi sulle pareti perimetrali.

Francesco Bettini direttore artisitco del Jazz Club Ferrara © Matteo Mangherini

Francesco Bettini direttore artisitco del Jazz Club Ferrara © Matteo Mangherini

A seguito dell’importante opera di ristrutturazione, finanziata dalla Comunità Europea, in occasione del conferimento alla Città Estense del titolo di patrimonio mondiale dell’umanità da parte di UNESCO, il Torrione San Giovanni si è trasformato in un vero e proprio tempio della musica jazz.
Da 13 anni, infatti, questa incantevole cornice ospita il Jazz Club Ferrara che, il 7 ottobre, riaprirà i battenti con una nuova stagione di Ferrara in Jazz, collaudata rassegna concertistica che conta circa 100 appuntamenti da ottobre ad aprile.
Per l’occasione, Art In Italy ha intervistato il direttore artistico, Francesco Bettini.

Che cosa ci riserva questa nuova stagione?
Senza alcun dubbio, una ricca e articolata programmazione. Ferrara in Jazz alternerà a grandi nomi internazionali, il meglio del jazz nazionale e qualche pregevole incursione nei territori della musica sud americana e della canzone d’autore. Ben consolidata è, inoltre, la collaborazione con Ferrara Musica, il Bologna Jazz Festival, CrossroadsJazz in Emilia Romagna e il Dipartimento Jazz del Conservatorio “G. Frescobaldi”. (continua…)


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R. Cascone,“The Two cities”, 2010. (Courtesy GiuseppeFrau Gallery, Gonnesa -CI)

R. Cascone,“The Two cities”, 2010. (Courtesy GiuseppeFrau Gallery, Gonnesa -CI)

Art In Italy chiede a Roberto Cascone di raccontare i prodromi di una delle sue più eclatanti invenzioni artistiche e poi gli sviluppi della propria propensione alla creazione di happening, situazioni, eventi.

Negli anni 90 tra le tue operazioni spicca senza dubbio il Cattelan Funs Club. Come è nata l’idea e qual è il tuo rapporto con Maurizio Cattelan?
Il Club, come accennato, nasce dal tentativo di superare difficoltà relazionali, ai limiti della fobia sociale. Quando Claudia Colasanti mi presentò Maurizio nel 1992, provai attrazione ma anche repulsione per lui. Fui gentile, ma lui, senza motivo, attaccò a fare battute su fatto che mi firmassi Mistika Zero (mi chiamava Mistiche Nutelle, un gruppo oggi sciolto). Cattelan dunque rappresentò subito un problema, creando in me invidia e simpatia, incarnando le mie difficoltà relazionali all’interno del sistema dell’arte. Le parole di uno dei massimi sostenitori economici del Club, il collezionista PierLuigi Mazzari, che un giorno mi rilasciò un’intervista in cui sosteneva che detestava Cattelan come persona almeno quanto lo amava come artista, spiegano bene il mio conflitto emotivo.

R. Cascone, L'incontro della madre di Cascone con Cattelan, da  “Cattelanews”, 1997.

R. Cascone, L'incontro della madre di Cascone con Cattelan, da “Cattelanews”, 1997.

Non potevo che trasformare il problema sublimando la rabbia in “amore fanatico”. Così, sempre nel ‘94, esposi  Omaggio a Maurizio Cattelan (il calco dei miei denti, argentati e fluttuanti in un cielo blu metallizzato), poi, a fine anno, progettai qualcosa che fosse virale, simbiotico ai limiti del parassitismo, giusto per lui al punto che non potesse sottrarsi all’operazione, ma che mi desse libertà di manovra. Funzionò. Infatti creò fraintendimenti e qualcuno arrivò a scambiarlo per una sua operazione. La cosa ci stava, ma Maurizio si infuriò al punto che, senza nemmeno voler sapere chi la pensava così (tra i tanti Giorgio Verzotti), mi ingiunse di scrivere sulla fanzine, Cattelanews, che considerava un cretino chi lo diceva.
Il Club, quindi, ha una matrice diciamo biografica e “terapeutica”, ma va inquadrato in un progetto più ampio, quello di RA First Agency, nata a sua volta dall’esperienza di Rentwork, agenzia di noleggio opere d’arte, e di Artplan, l’archivio delle idee. Col primo lavoro mi ero creato un’identità da promoter, mentre col secondo gestore di una banca dati alla quale chiunque poteva accedere purchè depositasse almeno un’idea della quale perdeva il copyright (una sorta di collettivizzazione dei progetti).
Il RA è composto dalle iniziali delle due operazioni, ma, come tutta la sigla, vuole ricordare e dare vita ad un fantasioso progetto di mio fratello, purtroppo arenatasi in un letto di contenzione. Egli nel 1985, convinto di essere la reincarnazione di Ammone RA, deciso a raccogliere fondi per un concerto per l’Africa, aprì, con tanto di partita IVA, l’Agenzia, arrivando a ricevere l’interessamento di vari potentati economici, tra cui Fiat, Fininvest, ecc.

Massimo Cascone interpreta il video “Comico a domicilio”. Arte x tutti, 1997.

Massimo Cascone interpreta il video “Comico a domicilio”. Arte x tutti, 1997.

Con l’Agenzia, che come molte attività nostre era a conduzione famigliare, collaboravano mia moglie Mari Iodice, e, occasionalmente, mia madre Maria Luisa, il vero “problema” di casa. Nel 1997, quando RA First (e quindi il CFC che era la nostra operazione di maggior successo), fece la mostra “Arte per tutti” con Loredana Parmesani, portammo oltre al Club, Lavori in corso (di cui parlo più avanti) e il Comico a domicilio, paghi solo se ridi, un video in cui mio fratello leggeva i titoli di alcuni miei racconti comici, mentre sul suo capo incombeva un quadro ad olio in misura reale che mi rappresenta a un anno di vita. Il video, che non ha niente di divertente, nonostante i racconti siano piaciuti a Paolo Rossi che li ha voluti per il suo show Scatafascio, fu gradito da Maurizio che mi fece i complimenti, quindi, conosciuta la mamma, staccò da una parete un’opera altri artisti e gliela diede a mò di fiore. Le foto le pubblicai subito sulla fanzine che testimonia un interesse e l’adesione di diverse centinaia di soci, a favore e persino contro Maurizio (sul lavoro del fachiro alla Biennale ho scritto un editoriale a favore e uno contro), anche perchè eravamo funs, e Maurizio divideva noi e il mondo, favorendo un’atmosfera di ambiguità dal sapore paradossale e non sense. (continua…)


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egon-schiele-donna-seduta-1917

Rache’s is an american instrumental chamber music group born in 1991 in Louisville, Kentucky. Influenced by classical and minimalist music of the late 20th century, in 1995 composed the soundtrack of the theatrical production ‘Egon Schiele’ by Stephan Mazurek, staged by the Itinerant Theater Guild at the University of Illinois Chicago. It was about the life of Austrain painter Egon Schiele.
Click and listen…


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José Muñoz, una tavola tratta da "Carlos Gardel", 2008

José Muñoz, una tavola tratta da "Carlos Gardel", 2008

Nell’ambito della quinta edizione di BilBOlbul-Festival Internazionale del fumetto, il Museo Civico Archeologico di Bologna ha dedicato una duplice esposizione conclusa il 10 aprile scorso a due maestri del mondo del fumetto e dell’illustrazione:  José Muñoz e Vanna Vinci.
La mostra dell’argentino Muñoz (visto l’anno scorso a Ca’ Pesaro con la strepitosa storia del Tango di Gardel) “Come la vita” è stata allestita come un viaggio in  retrospettiva della sua vita d’artista, dalle ultimissime produzioni sino ai primi anni da fumettista a Buenos Aires. Le opere del disegnatore di Buenos Aires erano ordinate come un flash-back degli ultimi quarant’anni di attività, di ricerca e di sperimentazione nel campo del fumetto d’autore. Compagno di questa ricerca è stato per lungo tempo lo scrittore spagnolo Carlos Sampayo, con il quale Muñoz ha creato le serie del detective Alack Sinner.
Protagonisti della mostra sono i netti bianchi e neri delle sue tavole, dal disegno deciso, che costituiscono il quadro di una realtà distorta e talvolta grottesca, da cui  emergono figure dall’altissima carica espressionista. Improvvisamente si é Argentina, per le vie delle città ma anche all’interno di una sala da ballo o di  un locale Jazz, per soffermarsi poi nella Pampa, raffigurata in un gigantesco acquerello al tramonto.
In mostra anche fumetti d’epoca ormai introvabili, esemplari da collezione generosamente prestati dall’artista per l’occasione, che raccontano di una vita migrante intrisa di nostalgia per la madrepatria, rievocata in una calda e avvolgente memoria.
Tutte le opere riflettono gli echi di Maestri quali Borges, Arlt, Cortazar ma anche di autori di fumetto quali Breccia e Oesterheld, che hanno profondamente influenzato Muñoz nel tratto e nella costruzione narrativa.
La fumettista emergente Vanna Vinci, in mostra con “Sulla Soglia”, racconta  invece storie sospese sul confine tra adolescenza e maturità, o del presente e del passato, sino a quella tra realtà e altrove. La mostra ha presentato diverse tavole tratte dai romanzi a fumetti dell’autrice, come “Aida al confine (Kappa edizioni, 2003)”, ma anche “Sofia nella Parigi Ermetica” o ancora le serie dedicate a Lilian Browne. (continua…)


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