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CAT | Art e politica

Cratere a figure rosse con raffigurazione di Dioniso (V-IV sec A. C.), Palazzo Simi, Bari

Cratere a figure rosse con raffigurazione di Dioniso (V-IV sec A. C.), Palazzo Simi, Bari

Le aree archeologiche e i musei statali presenti nell’elenco pubblicato nel sito del Mibac (www.beniculturali.it) sono aperti al pubblico gratuitamente dal 25 dicembre al I gennaio 2012, per tutte il periodo di festività natalizie, al fine di promuovere la conoscenza del patrimonio.
In tempi di crisi, e di chiusure dei musei civici veneziani nei festivi (proprio il giorno 25), ben vengano tutte le iniziative di questo genere, e gli eventi correlati, che consentiranno a tutti di poter fruire liberamente, per fare qualche esempio, dei siti archeologici di Puglia, Calabria, Basilicata, tanto quanto di Paestum e della reggia di Caserta in Campania o della villa Pisani di Stra nel Veneto, (continua…)


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R. Cascone, Copertina del libro “Artherapy. Curarsi con l’arte contemporanea.”, 2007.

R. Cascone, Copertina del libro “Artherapy. Curarsi con l’arte contemporanea.”, 2007.

Reduce dal web-project agostano “Come creare un’opera d’arte inutile” e in procinto di iniziare una nuova “operazione artistica ” rigorosamente top secret, l’artista e giornalista napoletano Roberto Cascone racconta ad AII scena e retroscena di alcune azioni ludico-creative che dagli anni Novanta fino ad oggi lo hanno visto protagonista, accanto a personaggi come Maurizio Cattelan, Paolo Rossi, Piero Chiambretti, per fare qualche nome, dalle performances di Mistika Zero e del Cattelan Funs Club, al tuffo nella psiche di Artherapy e alla poesia digitale delle sue  Life forms. circa 25.000 immagini “pensate per il tessile e la ceramica, ispirate all’idea di forma e di vita, in particolare microscopica (virus e batteri)”.

Il tuo percorso artistico, ricco di esperienze eterogenee, sembra essersi svolto coerentemente all’insegna della “scienza delle soluzioni immaginarie”, la famosa Patafisica di Alfred Jarry. (se è vero) Come sei giunto a questo esito?
Credo che l’arte, per come la intendiamo oggi in Occidente, sia davvero una soluzione… (continua…)


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Ai Weiwei, "20 chairs from the Qing dynasty", installazione esposta alla 'Haus der Kunst' di Monaco nell'ottobre 2009, courtesy Pittigrilli, Wikipedia

Ai Weiwei, "20 chairs from the Qing dynasty", installazione esposta alla 'Haus der Kunst' di Monaco nell'ottobre 2009, courtesy Pittigrilli, Wikipedia

Rilasciate Ai Weiwei”: ecco l’appello che campeggia sul tetto della Tate Gallery a Londra e che da una settimana rimbalza di sito in sito e sulla stampa internazionale. L’artista e attivista, famoso nel mondo per aver ideato insieme a Herzog & de Meuron Bird’s Nest (Nido d’uccello, 2008), lo stadio della Pechino olimpica, è stato nuovamente arrestato il 3 aprile scorso all’aeroporto della capitale mentre cercava di recarsi ad Hong Kong dopo aver annunciato di voler aprire uno studio in Germania.
Indagato per reati economici”, di lui finora non c’è più alcuna notizia e si temono ritorsioni del governo cinese nonostante la solidarietà espressa dal mondo dell’arte e della comunicazione e l’appello promosso dai familiari sul quotidiano The Guardian e poi dal Guggenheim, Moma (NY) Tate e altri media: un’azione cresciuta fino a creare una sorta di “scultura sociale” sul mezzo di comunicazione favorito dall’artista, il web (il link alla petizione si trova a piè di pagina).
Ai Weiwei inizia a contestare il regime proprio durante le Olimpiadi del 2008 e viene risparmiato per la sua fama nonostante firmi insieme al Nobel per la pace Liu Xiaobo “Charta 08″, il manifesto che costerà a quest’ultimo l’incarcerazione. Nello stesso anno con l’ambientalista Tang Zuoren indaga sulle cause del crollo di edifici scolastici nel terremoto del Sichuan, e denuncia apertamente sul suo blog, prontamente oscurato, il tentativo di nascondere il numero degli scolari morti (oltre 5000). Inoltre, a questo fine, ricopre la facciata dell’Haus der Kunst di Monaco di Baviera di ideogrammi cinesi costituiti da zaini per studenti, bianchi e neri, di ogni dimensione (2009). Dovendo testimoniare nel processo contro Tan Zuoren - quest’ultimo poi condannato a cinque anni per “attività sovversiva”- Ai viene picchiato dalla polizia locale e operato per un emorragia cerebrale: documenterà questo episodio di violenza pubblicando le proprie foto su Twitter.
Lo scorso novembre il creativo è messo agli arresti domiciliari per aver organizzato una festa di protesta contro la demolizione del proprio studio di Shanghai (avvenuta il 11/12 gennaio 2011), prima caldeggiato dalle autorità e poi dichiarato “costruzione illegale”. Viene inoltre annullata la sua grande retrospettiva all’UCCA di Pechino prevista per marzo 2011. Di qui il tentativo di partenza, bloccato dall’ultimo arresto.
Alla Turbine Hall della Tate Modern, dal 12 ottobre 2010 il pubblico internazionale può ammirare l’esposizione The Unilever Series: Ai Weiwei Sunflower Seeds 2010, in corso fino al 2 maggio 2011. Una distesa di centomila semi di girasole (il popolo cinese che si volge al sole illuminante del maoismo) finemente realizzati in porcellana dipinta dagli artigiani della cittadina cinese Jingdezhen, tradizionale centro di lavorazione di questo materiale. In quest’opera vi è la riaffermazione dell’artigianato e dell’identità dell’artista/artigiano nei confronti della spersonalizzazione causata dalla produzione industriale di massa. La mostra è stata premiata infine con il Best of the web per il progetto One-to-one with the Artist: Ai Weiwei”, ora forzatamente sospeso: i visitatori pongono delle domande all’artista tramte una videocamera e quest’ultimo risponde utilizzando lo stesso mezzo.

The Unilever Series: Ai Weiwei Sunflower Seeds 2010
Turbine Hall, Tate Modern
Bankside London SE1 9TG
12 ottobre 2010 – 2 maggio 2011
Ingresso libero
tel.(+44) (0)20 7887 8888
http://www.tate.org.uk
Petizione: http://www.change.org/petitions/call-for-the-release-of-ai-weiwei
http://www.aiweiwei.com/


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Sassu, Via Manzoni

Sassu, Via ManzoniE’ al MAR, il Museo d’Arte della Città di Ravenna, che rivive il fermento artistico dell’immediato Dopoguerra con la mostra dal titolo L’Italia s’è desta: 1945 – 1953 Arte italiana del secondo dopoguerra da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri.

L’impeto innovatore eclissa tutto quel che è ancorato al passato: le macabre atrocità della guerra e le oppressioni dittatoriali. Questo spirito di rinascita conduce alla creazione di un caleidoscopio di linguaggi artistici all’insegna di una nuova capacità espressiva.
Si parte dal Neocubismo, introdotto dalla prima mostra di Picasso in Italia, per esplorare via via i principali movimenti che vedono la luce e che, altrettanto velocemente, si eclissano nel turbinio migrante di artisti da un gruppo all’altro.
Sottolineando la viva contrapposizione fra Realismo figurativo, il cui massimo esponente è Renato Guttuso, e diverse forme di Astrattismo, non si tralascia l’opera dei grandi del Novecento ancora attivi, quali: De Chirico, Morandi, Balla, Carrà, Sironi, ecc.
Un ricco percorso espositivo curato da Claudio Spadoni che, articolato su tre piani e suddiviso in dodici sezioni, documenta le vicende artistiche che vanno dalla capitale con il gruppo Forma 1 e il Gruppo Origine, passando per Venezia attraverso il Fronte Nuovo delle Arti e approdando a Milano con lo Spazialismo – ideato da Lucio Fontana, Roberto Crippa e Gianni Dova – e il Movimento dell’Arte Concreta (MAC).
Si esplorano gli slanci della Pittura Nucleare, del Gruppo degli Otto, dando spazio anche ad outsider che in questo variegato panorama conducono ricerche personalissime.
(continua…)


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Sir Oliver Skardy e Fahrenheit 451, foto © Umberto Grizzo

Sir Oliver Skardy e Fahrenheit 451, foto © Umberto Grizzo

Cinico e baro, come il destino della povera gente travolta dai venti dell’ennesima crisi, è il ferocissimo “Piragna“, ultimo CD di Sir Oliver Skardy in tandem con i Fahrenheit 451, un sodalizio che risale agli incendiari tour successivi all’uscita delGrande Bideo” (2006).
Dai solchi digitali dell’elegante picture-disk illustrato dal genio di Vauro, Skardy come e più di prima narra nelle rime di un’ irriverente favella veneta le storie del popolo italiano a 150 anni dall’Unità.
Un italiano “Pentito” di far parte di questa “Ipocriti lend” infestata da più di un “Onorevole” da “gaera”, da poveri ricchi, tristi “Di Gei”, calciatori “Bim bum bam”: esaurito, infelice, ingannato, frodato e tuttavia indomito e sempre e comunque irriducibile nel lanciare roventi invettive al ritmo del Reggae in venexiano.

Per cominciare con l’arte della satira, Skardy, com’è nata l’alleanza con Vauro per la copertina di questo Cd?

Cercavamo qualcuno che concretizzasse l’idea che esponiamo nel disco, cioè, sbeffeggiare la classe politica per quella che è. Abbiamo pensato a Vauro perché è un fumettista molto puntuale dal punto di vista politico e molto efficace dal punto di vista artistico.

Questo disco è ricco di espliciti omaggi, dal Giorgio Gaber di “Destra Sinistra” (e Bob Dylan nel video), all’evergreen prima Zulu e poi Rythm’n'blues di “The Lion sleeps tonight”( The Tokens), fino a “Happy days” di Fox e Gimbel, dall’omonima serie televisiva. Qual è il motivo di questa scelta?

Sono sempre scelte abbastanza casuali e molto ironiche. Da sempre nella musica che ho fatto, ora come prima, ci sono delle derivazioni da altri temi artistici e musicali. Diciamo che è come mettere una cartolina vicino a un quadro.

E’ qualche anno che suoni con i Fahrenheit 451, come si è evoluta la tua musica con il loro contributo?

 

Vauro Senesi, copertina del CD "Piragna"

Vauro Senesi, copertina del CD "Piragna"

Abbiamo realizzato un disco completamente autoprodotto. Abbiamo fatto molto e alla fine ci siamo riusciti: la più grande soddisfazione è stata quella di vederlo pubblicare. Noi abbiamo cominciato a suonare casualmente insieme nel 2005 e poi, visto che ci piaceva, abbiamo messo insieme i repertori e abbiamo formato un unico gruppo.

Rispetto ai tuoi dischi precedenti “Piragna”, pur conservando tutta la tua verve verbale e anzi, aggiungendo benzina sul fuoco, sembra, al passo coi tempi, essere caratterizzato da un’ironia più amara e spietatissima nel descrivere la variegata “tribù de buei”, “ruffiani”, “oportunisti” “rampolli”, “citrulli”, “biscassieri” e “boss” che “I ga fato fora tuto ma nissun li ga votai”e soprattutto… “Ocio che i te magna”! Ti risulta?

Eh si me risulta, si. Purtroppo dietro tutto questo c’è la grande delusione di vedere dissolversi un paese civile. Se le generazioni che ci hanno preceduto hanno avuto la sfortuna di nascere in mezzo alla merda e poi riprendersi col benessere la nostra generazione ha avuto l’effetto contrario, è nata nel benessere ma sta entrando nella merda.

L’ingiustizia sociale cui è soggetto il cittadino emerge da ogni rigo: dall’esser costretti a far del “Reggae dopolavoro” o a farsi illusioni come il Di Gei (“sior maestro farò i schei”), o le riflessioni di “Cammina Cammina”. Pensiamo al quadretto veneziano di “Fame un spritz”, che nasconde il deserto della condizione giovanile, al “rimbocarse le maneghe, calarse le braghe” di “Pentito” e al fantastico“bidibi bodibi dibidibù” di “Viagra” (“spariranno i grandi artisti – consoeve coi tronisti”). Alla fine c’è una via d’uscita a tutto questo “Squallor”?

Beh la via d’uscita è riprendere possesso della propria conoscenza e della propria coscienza perché è l’unica maniera per rovesciare l’imbarbarimento culturale che abbiamo subito in tutti questi anni.
La giornata della manifestazione di oggi (13/11/2011 ndr) ne è un esempio.
Quello di cui la gente non si rende conto è che la discriminazione e la corruzione sono presenti in tutti i luoghi del mondo e non solo nel corpo delle donne.

Sul piano musicale, quali sono gli artisti italiani sulla scena d’oggi che preferisci?

Ci sono quelli storici che ormai sono diventati in nostri maestri: l’unico che ammiro è Battiato , senza togliere nulla a Vecchioni. Il più esperto musicomane è Renzo Arbore. Invece credo che i gruppi giovani abbiano molte difficoltà ad uscire grazie alla politica culturale dei mass media, che impongono solo mera musica usa e getta.

Nell’occasione del ventennale del primo album dei Pitura Freska, “Na bruta banda”, il “Mattino” di Padova sta promuovendo un cofanetto con la raccolta dei vostri dischi, che sembra andare a ruba. Quanto ha contato in questi anni l’essere un artista veneziano, ossia depositario della saggezza, della follia e della caustica ironia popolare, dei colori della tua lingua?

La cosa più bella è stata quella di essere riconosciuto all’interno di un panorama culturale. E noto a tutti che i Pittura Freska in attività non li voleva nessuno. Nel 2011 la gente si rende conto che la musica non è tutta uguale ma ha spessori e gradazioni diverse. É grazie a questo che i Pittura Freska al giorno d’oggi sono riconosciuti come un gruppo di Reggae nazionale.

Dopo “Piranha”, quali sono le situazioni (Fiat, legittimo impedimento, mignottopoli…) che ispirano i tuoi nuovi pezzi? E a quando i prossimi concerti?

I prossimi concerti sono in pentola. Fino a marzo abbiamo solo qualche data promozionale e si spera con l’estate per suonare molto di più. Di questi tempi fare un disco serve soprattutto a organizzare i concerti. Adesso stiamo ancora sperimentando gli effetti dei pezzi già scritti. Più avanti, finito l’effetto, mi dedicherò ai temi e alle situazioni che ho più a cuore.

Un’ultima domanda, c’è qualcosa che vorresti dire a tutti quelli che amano la musica?

É molto importante che la gente diffonda la musica con tutti i mezzi sia comprando i dischi che scaricandoli. Ne va della vita culturale della musica.

Sir Oliver Skardy e Fahreneit 451
“Piragna”

Ossigeno Srl
via Marovich 5
30174 Chirignago Venezia
tel/fax +39 0415441558
http://www.skardy.it/oggi.html
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