CAT | Art e società

R. Cascone, "Macchia della sicurezza", da "Artherapy", 2007: "Funziona per gli insicuri i quali, in un test di Rorschach al contrario, devono cercare di rivedere le cose che una persona sicura (e quindi “sana”) ha visto nella macchia"
La terza ed ultima tranche della serie di spot dedicati a Roberto Cascone indaga sul suo rapporto con i media e dello suo concetto di arte come terapia.
Come ti relazioni con i media?
Ho un rapporto scevro da pregiudizi. Ma in passato non era così. Quando militavo nell’area bolognese di Lotta Continua, nel 1977, il rapporto con i media era farcito di dietrologia, sospetti, “paranoie”. Soprattutto la TV, che incarnava un modello culturale americano, quindi da combattere, asservita alla classe dominante. Tutto ciò che riguardava i media era associato a mass-media, e quindi alla idea di “massa”, anonima e snaturata, piatta e monocorde, alla quale veniva contrapposto un modello di individualismo nel collettivismo, con la fine delle ideologie e l’avvento del post-moderno, ridotto al solo individualismo. (continua…)
Associazione ViaFarini · Elena Del Drago · MTV · Onda d'urto · Piero Chiambretti · Pippo Baudo · Radio Popolare · RAI
Art In Italy chiede a Roberto Cascone di raccontare i prodromi di una delle sue più eclatanti invenzioni artistiche e poi gli sviluppi della propria propensione alla creazione di happening, situazioni, eventi.
Negli anni 90 tra le tue operazioni spicca senza dubbio il Cattelan Funs Club. Come è nata l’idea e qual è il tuo rapporto con Maurizio Cattelan?
Il Club, come accennato, nasce dal tentativo di superare difficoltà relazionali, ai limiti della fobia sociale. Quando Claudia Colasanti mi presentò Maurizio nel 1992, provai attrazione ma anche repulsione per lui. Fui gentile, ma lui, senza motivo, attaccò a fare battute su fatto che mi firmassi Mistika Zero (mi chiamava Mistiche Nutelle, un gruppo oggi sciolto). Cattelan dunque rappresentò subito un problema, creando in me invidia e simpatia, incarnando le mie difficoltà relazionali all’interno del sistema dell’arte. Le parole di uno dei massimi sostenitori economici del Club, il collezionista PierLuigi Mazzari, che un giorno mi rilasciò un’intervista in cui sosteneva che detestava Cattelan come persona almeno quanto lo amava come artista, spiegano bene il mio conflitto emotivo.
Non potevo che trasformare il problema sublimando la rabbia in “amore fanatico”. Così, sempre nel ‘94, esposi Omaggio a Maurizio Cattelan (il calco dei miei denti, argentati e fluttuanti in un cielo blu metallizzato), poi, a fine anno, progettai qualcosa che fosse virale, simbiotico ai limiti del parassitismo, giusto per lui al punto che non potesse sottrarsi all’operazione, ma che mi desse libertà di manovra. Funzionò. Infatti creò fraintendimenti e qualcuno arrivò a scambiarlo per una sua operazione. La cosa ci stava, ma Maurizio si infuriò al punto che, senza nemmeno voler sapere chi la pensava così (tra i tanti Giorgio Verzotti), mi ingiunse di scrivere sulla fanzine, Cattelanews, che considerava un cretino chi lo diceva.
Il Club, quindi, ha una matrice diciamo biografica e “terapeutica”, ma va inquadrato in un progetto più ampio, quello di RA First Agency, nata a sua volta dall’esperienza di Rentwork, agenzia di noleggio opere d’arte, e di Artplan, l’archivio delle idee. Col primo lavoro mi ero creato un’identità da promoter, mentre col secondo gestore di una banca dati alla quale chiunque poteva accedere purchè depositasse almeno un’idea della quale perdeva il copyright (una sorta di collettivizzazione dei progetti).
Il RA è composto dalle iniziali delle due operazioni, ma, come tutta la sigla, vuole ricordare e dare vita ad un fantasioso progetto di mio fratello, purtroppo arenatasi in un letto di contenzione. Egli nel 1985, convinto di essere la reincarnazione di Ammone RA, deciso a raccogliere fondi per un concerto per l’Africa, aprì, con tanto di partita IVA, l’Agenzia, arrivando a ricevere l’interessamento di vari potentati economici, tra cui Fiat, Fininvest, ecc.
Con l’Agenzia, che come molte attività nostre era a conduzione famigliare, collaboravano mia moglie Mari Iodice, e, occasionalmente, mia madre Maria Luisa, il vero “problema” di casa. Nel 1997, quando RA First (e quindi il CFC che era la nostra operazione di maggior successo), fece la mostra “Arte per tutti” con Loredana Parmesani, portammo oltre al Club, Lavori in corso (di cui parlo più avanti) e il Comico a domicilio, paghi solo se ridi, un video in cui mio fratello leggeva i titoli di alcuni miei racconti comici, mentre sul suo capo incombeva un quadro ad olio in misura reale che mi rappresenta a un anno di vita. Il video, che non ha niente di divertente, nonostante i racconti siano piaciuti a Paolo Rossi che li ha voluti per il suo show Scatafascio, fu gradito da Maurizio che mi fece i complimenti, quindi, conosciuta la mamma, staccò da una parete un’opera altri artisti e gliela diede a mò di fiore. Le foto le pubblicai subito sulla fanzine che testimonia un interesse e l’adesione di diverse centinaia di soci, a favore e persino contro Maurizio (sul lavoro del fachiro alla Biennale ho scritto un editoriale a favore e uno contro), anche perchè eravamo funs, e Maurizio divideva noi e il mondo, favorendo un’atmosfera di ambiguità dal sapore paradossale e non sense. (continua…)
Artplan · Castello di Teramo · Cattelanews · Maurizio Cattelan · Piero Chiambretti · RA First Agency · Roberto Cascone

Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione
Se mi soffermo sul titolo scelto per questa importante mostra, Gli Anni Folli – La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì 1918-1933, la mia mente spicca il volo e corre tra le mansarde e i boulevards della capitale d’inizio Novecento. La Parigi delle esposizioni universali, centro nevralgico in cui confluiva la cultura del globo intero nella sua strabiliante varietà.

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952
Penso alla straordinaria enarmonia dettata dal costante dialogo tra differenti discipline quali: pittura, scultura, musica, fotografia, danza, teatro, ecc. Non solo un’osmotica amalgama di linguaggi, ma una radicale fusione di arte e vita che, in questi anni particolari, a cavallo tra i due conflitti mondiali, pare essere indissolubile. L’arte non si esprime senza il brulicare della vita stessa ben testimoniato dalle biografie di artisti, intellettuali, collezionisti e dalla gente comune, fatte di speranza e incertezza, di gioia e disillusioni.

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris
Con questa mostra, inaugurata sabato 10 settembre nella storica cornice del Palazzo dei Diamanti, Ferrara Arte ha cercato di ricostruire questo spirito, questa atmosfera, aprendo il sipario con le opere di due grandi maestri, Monet e Renoir che, ancora attivi al termine del primo conflitto mondiale, costituiscono il naturale trait-d’union con la modernità.
La sensualità femminile immortalata da De Chirico o Foujita e il mondo fantastico esplorato da Chagall testimoniano il fermento dell’École de Paris, mentre la luce e la natura della Côte d’Azur si riverberano nella capitale francese attraverso le opere di Matisse, Bonnard e Maillol. Il linguaggio cubista si ammorbidisce confluendo in una sinuosità di forme e linee qui rappresentate dalle nature morte di Picasso e Braque, o dall’essenzialità di Ozenfant e di Jeanneret, meglio noto come Le Corbusier. (continua…)
arte contemporanea a Ferrara · Bonnard · Braque · Dalì · De Chirico · Duchamp · Ernst · Gli anni Folli · Larionov · Le Corbusier · Maillol · Man Ray · Matisse · Modigliani · Mondrian · Palazzo dei Diamanti · Picasso · Severini
Reduce dal web-project agostano “Come creare un’opera d’arte inutile” e in procinto di iniziare una nuova “operazione artistica ” rigorosamente top secret, l’artista e giornalista napoletano Roberto Cascone racconta ad AII scena e retroscena di alcune azioni ludico-creative che dagli anni Novanta fino ad oggi lo hanno visto protagonista, accanto a personaggi come Maurizio Cattelan, Paolo Rossi, Piero Chiambretti, per fare qualche nome, dalle performances di Mistika Zero e del Cattelan Funs Club, al tuffo nella psiche di Artherapy e alla poesia digitale delle sue Life forms. circa 25.000 immagini “pensate per il tessile e la ceramica, ispirate all’idea di forma e di vita, in particolare microscopica (virus e batteri)”.
Il tuo percorso artistico, ricco di esperienze eterogenee, sembra essersi svolto coerentemente all’insegna della “scienza delle soluzioni immaginarie”, la famosa Patafisica di Alfred Jarry. (se è vero) Come sei giunto a questo esito?
Credo che l’arte, per come la intendiamo oggi in Occidente, sia davvero una soluzione… (continua…)
arte contemporanea a Milano · Artherapy · Artplan · Cattelan Funs Club · Mistika Zero · Patafisica · RA First Agency · Rentwork · Roberto Cascone

Birdhead 1/ 2. Welcome to birdhead world again at Venice, 2011. Site specific installation. 196 prints not framed, 50 × 60 cm each; 4 framed prints 30 × 188 cm each; 2 framed prints 30 × 200 cm each. Installation view: ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia Photo: Francesco Galli. Courtesy: la Biennale di Venezia
La calda estate dell’arte è cominciata quest’anno con un’inaspettata carica spinta da oriente: la fiera di Hong Kong. Già prima dell’inaugurazione della sua quarta edizione, la notizia dell’acquisto da parte del gruppo MCH, ArtBasel, della maggioranza delle azioni della piazza asiatica aveva raggiunto le orecchie del pubblico dell’arte favorendo un comprensibile stupore se non anche gioie e titubanze.
Hong Kong è senz’altro il più promettente centro dell’arte in Asia. La posizione, il sistema molto funzionale che ha preso il meglio della Cina e dal Regno Unito, le facilitazioni fiscali e la incessante crescita ed innovazione, insieme alle più influenti aste che prendono posto sull’isola fanno della città non solo un importante punto di passaggio nello spostamento da est verso ovest e viceversa ma anche ‘a place where you have to be’.

Song Dong, Song Dong’s Parapavilion, 2011.Three-story structure. Installation view: ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia. Photo: Francesco Galli Courtesy: la Biennale di Venezia
La vibrante estate dell’arte 2011 è infatti cominciata dove sorge il sole. 260 gallerie da 38 paesi hanno presentato lavori di piu’ di 1000 artisti. La sezione principale ha visto maggiori gallerie da tutto il mondo, a partire da Acquavella da New York, Victoria Miro da Londra, Yvon Lambert da Parigi, Goodman da Cape Town a fianco di Lisson, Gagosian e Perrotin che già erano presenti nelle edizioni precedenti.
Art Features ed Asia One, sezioni per giovani gallerie e progetti personali di artisti asiatici, sono state le aree più caotiche e frequentate, dove l’energia più fresca si respirava persino nell’aria. Con grande sorpresa, I giovani artisti ed I loro galleristi dall’Asia hanno ricevuto piu’ successo ed attenzione, non solo dal pubblico locale ma in particolar modo dai maggiori collezionisti provenienti da Europa e Stati Uniti, Medio Oriente ed India che quest’anno hanno partecipato all’evento e con entusiasmo ed ammirazione.
I cinesi Zhou Yilun, pittore giovanissimo e coloratissimo da Hangzhou esposto nello stand di Platform China ed il Premio Art Features Gao Weigang, nello stand di Magician Space, sono due esempi eclatanti dell’energia più fresca. Liu Wei, Zhang Enli, Yan Pei-ming, Jeff Koons, Andreas Gursky and Louise Bourgeois sono invece tra le piu’ grosse vendite di artisti affermati da tutto il mondo. Come volevasi dimostrare: grande richiesta è l’arte dall’Asia.
Conclusasi con figure eccezionali nelle vendite, la fiera di Hong Kong ha dato il via alle danze. Dall’Oriente, l’instancabile pubblico dell’arte è volato a Venezia per l’apertura della Biennale che quest’anno ha visto una crescita esorbitante nella presenza di visitatori dalla Cina.

James Turrell. Ganzfeld APANI, 2011. Approx. 2000 × 1120 ×660 cm. Courtesy Häusler Contemporary Munich / Zurich. Photo: Francesco Galli Courtesy: la Biennale di Venezia
Da un lato la fiera ad Hong Kong, dall’altro la calamita Biennale con un’ultima tappa a Basilea per la ‘fiera’ per antonomasia: la Cina si sta spostando verso Occidente. Non solo l’arte asiatica sembra aver ripreso controllo nei suoi movimenti e riconquistato l’interesse dell’Ovest, ma anche I suoi agenti ed il suo seguito cominciano ad esplorare seriamente il mondo fuori dall’ex Impero.
Sebbene il Padiglione Cina lasci un po’ a desiderare, artisti come Song Dong ed i giovanissimi Birdhead sono stati invitati dalla curatrice Bice Curiger nella spettacolare mostra ILLUMInations affiacando altri grandi maestri del calibro di James Turrell con le sue fantastiche esperienze sensoriali ed il Leone D’Oro Christian Marclay con il capolavoro “The Clock”.

Christian Marclay The Clock, 2010. Edition of 6 Single-channel video. Duration 24 hours. Installation view: ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia Photo: Francesco Galli Courtesy: la Biennale di Venezia
Lasciando la laguna e procedendo verso l’ultima meta del tour, sarebbe disonesto non soffermarsi sul fatto che ArtBasel, e le sue fiere satelliti Volta, Scope ed in particolar modo Liste hanno presentato quest’anno dei progetti di altissimo livello, che insieme ad opere di grandi figure dell’arte contemporanea hanno assicurato una posizione predominante ai giovani, di cui una buona parte e con grandi potenzialità arriva dall’est.
Il fotografo Chen Wei, la collettiva Double Fly, il giovane Qiu Xiaofei ed I più maturi Zhang, Zhou Xiaohu, la nota Cao Fei e soprattutto Ai Weiwei hanno presenziato di fronte al pubblico distinto della Svizzera con inaspettata energia.
Pare che la crisi del 2008 sia oramai passata ed una ripresa del mercato porta gli esperti a fare un paragone con il lontano 2007 a riaffermare le grandi cifre promettenti. La domanda a seguire è se è tutto oro quello che luccica o si tratta di un’altra bolla, come lo era stata quella del 2007. Questo sarà il tempo a farcelo scorpire.

Christian Marclay The Clock, 2010. Edition of 6 Single-channel video. Duration 24 hours. Installation view: ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia Photo: Francesco Galli Courtesy: la Biennale di Venezia
Intanto, siamo certi che l’energia di quest’estate ha mosso e portato in scena tante iniziative e novità che fanno specchio alla necessità di freschezza e alternative rispetto a coloro che continuano a portare in scena progetti di valore ma che già hanno dato a tempo debito. Il flusso proveniente dall’est segna un cambiamento dei fronti e la luce sembra ora riproiettarsi da questa parte del mondo che per un attimo ci era parsa assopita.
Quello che manca, forse, è una maggiore attenzione da parte dell’occidente verso le gallerie o spazi alternativi che arrivano in particular modo dalla Cina. Infatti, le gallerie che sono ora nella scena internazionale contano il numero di tre e si differenziano l’una con l’altra per la particolarità e singolarità dei progetti che presentano.
Long March, Vitamin Creative Space e Platform China: questi sono I pionieri dell’arte che arriva dal ‘paese di mezzo’ e sono anche quelli che quest’anno hanno piu’ affascinato e stimolato l’interesse non solo del pubblico collezionista, ma anche di curatori, critici e di artisti stessi.
Con Hong Kong in crescita da un lato, un maggior interesse e curiosita’ dall’altro, staremo come I flussi cambieranno. Intanto, in agenda, e’ l’attesa fiera di Shanghai che inaugura a settembre alla direzione di Massimo Torrigiani. Sara’ un altro Marco Polo?
Claudia Albertini
(International Relation Manager del Platform China Contemporary Art Institute)
La Biennale di Venezia
54a Esposizione d’arte contemporanea
Giardini di Sant’Elena e Arsenale
Venezia
31 maggio-21 novembre 2001
orario 10-18 mar-dom
tel +39 041 5218711 fax+39 041 5218704
aav@labiennale.org
http://www.labiennale.org
CH-4005 Basel
tel. +41 58 200 20 20 fax +41 58 206 26 86
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ART HK 11
6/F Luk Kwok Centre
72 Gloucester Road, Wanchai
Hong Kong
tel +852 3127 5529 fax +852 3127 552
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Ai Weiwei · Art Basel · Arte contemporanea estate 2011 · Biennale di venezia · Fiera di Hong Kong · Platform China





