Art in Italy | luoghi, persone, storie e sapori dell'arte


CAT | Art e storia

Adolfo Farsari, Giappone, Due Geisha, ca. 1887. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 216x285.

Adolfo Farsari, Giappone, Due Geisha, ca. 1887. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 216x285.

Dopo il Lucca Photo Fest, tutto dedicato all’oriente, e in concomitanza con la mostra veneziana di Palazzo Franchetti, Fotografia del Giappone, anche Piazzola Sul Brenta ha dedicato un evento ai fratelli Beato e alla scuola di Yokohama, nell’incantevole scenario tardo secentesco di Villa Contarini, con ingresso libero, fino al 1 aprile 2012: East Zone, Antonio Beato, Felice Beato e Adolfo FarsariFotografi veneti attraverso l’Oriente dell’Ottocento.

La storia di questi fotografi è a dir poco affascinante, specie quella del greco-veneziano Felice Beato che, iniziato all’arte da James Robertson, fotografo della Zecca Ottomana, con lui si reca a Costantinopoli e poi, con il fratello Antonio, a Malta (nel 1854-1856), in Grecia, a Gerusalemme (1857) e, durante il conflitto, in Crimea. (continua…)


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Il chitarrista Stefano Grondona raffigurato sulla copertina del cd Grondona plays J. S. Bach

Il chitarrista Stefano Grondona raffigurato sulla copertina del cd Grondona plays J. S. Bach

I cd di Stefano Grondona, chitarrista fra i più valorosi ed anticonvenzionali nel panorama internazionale contemporaneo, rappresentano puntualmente un evento, capace di coniugare il suo inconfondibile gesto interpretativo con la presenza di un booklet sempre acuto e passionale nello spiegare le ragioni del suo procedere, che non è mai scontato né tantomeno accondiscendente con le logiche del mercato. (continua…)


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Roberta Feoli, La familia de Paloma, 2011

Roberta Feoli, La familia de Paloma, 2011

Il 20 novembre 2011 la galleria virtuale No Title Gallery inaugura la doppia esposizione d’arte di Roberta Feoli e Giulio Vesprini nello spazio tangibile dell’Arci Fuzzy di Mantova.
Bianco e nero, osso e pietra: grafica, forma e simbolo permanenti della terra e dell’eterno trascorrere del tempo. Senza esitazioni i due artisti si addentrano nel tema ctonio, sia con lo studio sterometrico di stratificate “rocce lunari” che con forme post-umane, scheletri di forti personalità ancora vive come nella figura della Santa Muerte. (continua…)


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agostino bonalumi, rosso, tela estroflessa e olio, cm 120 x 90

agostino bonalumi, rosso, tela estroflessa e olio, cm 120 x 90

E’ in occasione dell’anno di scambio culturale tra Italia e Russia, il cui ricchissimo programma conta oltre 550 eventi previsti in entrambi i paesi, che il MAMM – Multimedia Art Museum Mosca – omaggia gli italiani del Gruppo Zero e le Avanguardie artistiche degli anni ’60 con Italian Zero & Avantgarde 60’s.
Inaugurata il 13 settembre scorso, la mostra è inserita nel programma speciale della Biennale d’Arte Contemporanea 2011 della Capitale russa e mira a porre in luce un momento particolare di evoluzione dell’arte, svoltosi nel decennio a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, testimone della costituzione di gruppi di ricerca “guidati” da totale autonomia e interagenti fra loro tanto da valicare le frontiere dell’intera Europa. (continua…)


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Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione

Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione

Se mi soffermo sul titolo scelto per questa importante mostra, Gli Anni Folli – La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì 1918-1933, la mia mente spicca il volo e corre tra le mansarde e i boulevards della capitale d’inizio Novecento. La Parigi delle esposizioni universali, centro nevralgico in cui confluiva la cultura del globo intero nella sua strabiliante varietà.

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952

Penso alla straordinaria enarmonia dettata dal costante dialogo tra differenti discipline quali: pittura, scultura, musica, fotografia, danza, teatro, ecc. Non solo un’osmotica amalgama di linguaggi, ma una radicale fusione di arte e vita che, in questi anni particolari, a cavallo tra i due conflitti mondiali, pare essere indissolubile. L’arte non si esprime senza il brulicare della vita stessa ben testimoniato dalle biografie di artisti, intellettuali, collezionisti e dalla gente comune, fatte di speranza e incertezza, di gioia e disillusioni.

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris

Con questa mostra, inaugurata sabato 10 settembre nella storica cornice del Palazzo dei Diamanti, Ferrara Arte ha cercato di ricostruire questo spirito, questa atmosfera, aprendo il sipario con le opere di due grandi maestri, Monet e Renoir che, ancora attivi al termine del primo conflitto mondiale, costituiscono il naturale trait-d’union con la modernità.

Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata

Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata

La sensualità femminile immortalata da De Chirico o Foujita e il mondo fantastico esplorato da Chagall testimoniano il fermento dell’École de Paris, mentre la luce e la natura della Côte d’Azur si riverberano nella capitale francese attraverso le opere di Matisse, Bonnard e Maillol. Il linguaggio cubista si ammorbidisce confluendo in una sinuosità di forme e linee qui rappresentate dalle nature morte di Picasso e Braque, o dall’essenzialità di Ozenfant e di Jeanneret, meglio noto come Le Corbusier. (continua…)


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