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	<title>Art in Italy &#187; Rabarama</title>
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		<title>Rabarama. Ritratto di un&#8217;artista</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 13:25:22 +0000</pubDate>
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			Il Messico
È stato il mio primo viaggio: a 18 anni sono stata selezionata ad un concorso dell&#8217;Accademia di Venezia per realizzare una scultura a Toluca. L&#8217;impatto con la scultura Maya e Azteca è stato così forte da restarmi dentro e influenzarmi sia inconsciamente che consciamente.
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class=" " style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="Palpit-azione foto a cura di Ferdinando Cioffi" src="/arte/wp-content/uploads/2010/05/RabaramaePalpit-azione.jpg" alt="Palpit-azione foto a cura di Ferdinando Cioffi" width="300" height="291" /><p class="wp-caption-text">Palpit-azione foto a cura di Ferdinando Cioffi</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Messico</strong></p>
<p>È stato il mio primo viaggio: a 18 anni sono stata selezionata ad un concorso dell&#8217;Accademia di Venezia per realizzare una scultura a Toluca. L&#8217;impatto con la scultura Maya e Azteca è stato così forte da restarmi dentro e influenzarmi sia inconsciamente che consciamente.<br />
Il dato della divinità in cui si fondono diverse raffigurazioni animali ha informato la prima fase della mia scultura. Queste icone hanno una forza tale da imprimersi nell&#8217;animo per il solo fatto di averle viste, anche perché sono frutto dello studio profondo degli antichi.<br />
Qualsiasi evento viene da noi elaborato ed interiorizzato ed è possibile trasferirlo nel lavoro, dalla passeggiata ad un foglio che vola. Dialogando con queste immagini trasferisco la mia interiorità nella materia in un percorso di ricerca che parte dalla mente.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;infanzia e gli anni dell&#8217;Accademia</strong></p>
<p>Per me è nato tutto come un gioco, fin dall&#8217;infanzia trascorsa con la mamma ceramista e il papà pittore e scultore. All&#8217;Accademia di belle Arti ero obbligata a cambiare continuamente stile e a praticare l&#8217;informale mentre il mio linguaggio è sempre stato il figurativo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il puzzle e i Ching</strong></p>
<p>Ho utilizzato il <em>puzzle</em> nella fase di  ritorno dall&#8217;informale alla forma, non come un escamotage di riconoscibilità, ma come chiave di interpretazione per comunicare qualcosa che era troppo complesso esprimere diversamente.<br />
Terminata l&#8217;Accademia, sono tornata al figurativo con la libertà di rappresentare ciò che avevo appreso come patrimonio universale della nostra e di altre culture. Astrologia, cabala, numerologia, lo studio sugli angeli, sono tutte discipline che si esprimono tramite il linguaggio della scrittura. Ho iniziato ad esplorare questo mondo con i miei <em>Ching</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;espressionismo</strong></p>
<p>Tra il 1994 e il 1995, ho realizzato lavori estremamente espressionisti, intensi e aggressivi, poiché la mia indole tende a trasferire quello che sento in maniera diretta. Tuttavia, potendo scegliere tra diverse forme espressive, ho seguito il suggerimento di Dante Vecchiato e ho scelto la via più comprensibile al pubblico.<span id="more-230"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>La storia dell&#8217;arte</strong></p>
<p>In realtà l&#8217;artista non copia, ma ricerca nella storia, reinterpretando le proprie percezioni e la propria esperienza. Tutti i riferimenti all&#8217;arte del passato e del presente sono inseriti come citazioni nella mia personale rielaborazione. Il risultato di una serie dichiaratamente ispirata a Escher è stata la mia reinterpretazione dei suoi “incastri”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il genoma</strong></p>
<p>Mi sono rivolta alla biologia cercando di rappresentare il nostro patrimonio genetico (genoma) in forma semplificata e grafica, per schematizzare in un contrasto il rapporto tra la nostra animalità e la nostra unicità di esseri umani.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Le tecniche</strong></p>
<p>Le tecniche apprese da bambina mi consentivano di trasmettere energia attraverso la manualità, nel contatto tra la mano e la materia. La ricerca della precisione è venuta dopo. Utilizzo argilla e plastilina per il calco del marmo o del ferro. I calchi sono anche in silicone, bronzo, alluminio.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Rompere il guscio</strong></p>
<p>In questa fase le mie figure si sono progressivamente liberate dall&#8217;involucro che le ingabbiava. Ora, invece, il percorso grafico compare sull&#8217;epidermide in quanto racconto, una specie di <em>patchwork</em> di vari elementi del passato dove man mano inserisco i nuovi. L&#8217;uomo ricerca sé stesso trasformandosi a partire dal condizionamento genetico e ambientale iniziale: le lettere e i numeri ormai liberi da gabbie assumono un significato alto, diventano un metalinguaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Numerologia, cabala e astrologia</strong></p>
<p>Lo studio del significato dei i numeri per me è una disciplina nuova e costituisce il motivo occasionale per ricomporre il <em>puzzle</em> con nuovi elementi e dare un <em>input</em> alla ricerca.<br />
Numerologia e cabala sono stati utilizzati nel passato per suddividere i giorni dell&#8217;anno, ma anche per designare l&#8217;<em>alter ego</em> celeste dell&#8217;uomo, che gli indica la via predisponendo la predestinazione. Per l&#8217;astrologia ogni segno ha un significato e tutta la mappa astrale è già programmata, anche se è da verificarsi di volta in volta, poiché tutto è in movimento.<br />
Questi studi sono un modo per riflettere sulla vita e oltre il corpo, per ritrovare l&#8217;anima.</p>
<p><strong>Vecchiato Art Galleries<br />
</strong>Via Alberto Da Padova 2<br />
35137 Padova<br />
+39 0498561359, +39 0498710845 (fax)<br />
<a href="mailto:info@vecchiatoarte.it">info@vecchiatoarte.it</a><br />
<a title="Vecchiato Arte" href="http://www.vecchiatoarte.it" target="_blank">www.vecchiatoarte.it</a><br />
Altre <a title="Rabarama, il sito" href="http://www.rabarama.net/" target="_blank">info su Rabarama</a></p>
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		<title>Dante Vecchiato. Autoritratto di un gallerista</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:10:20 +0000</pubDate>
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			Pittore o gallerista
La mia passione è da sempre la pittura. Ho studiato all’istituto d’arte Pietro Selvatico di Padova e presso l’Accademia d’arte di Venezia, affascinato più dalla ricerca sulle tecniche e i materiali
che dal dipingere. Come pittore avevo un ottimo contratto, ma al centesimo quadro ho smesso di dipingere. La carriera di artista, per certi [...]]]></description>
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<p><strong>Pittore o gallerista</strong><br />
La mia passione è da sempre la pittura. Ho studiato all’istituto d’arte Pietro Selvatico di Padova e presso l’Accademia d’arte di Venezia, affascinato più dalla ricerca sulle tecniche e i materiali<br />
che dal dipingere. Come pittore avevo un ottimo contratto, ma al centesimo quadro ho smesso di dipingere. La carriera di artista, per certi mercanti, presuppone che, trovata una formula, la si porti avanti: non avrei più potuto sperimentare.<br />
<strong><br />
I classici</strong><br />
Nel 1987 ho cominciato ad esporre Fiume, Treccani, Cascella, come tanti altri, nella vecchia sede di via Dondi dell’Orologio, erano tempi difficili per l’arte contemporanea si vendevano<br />
solo i classici, e Padova non è mai stata Milano.<br />
L’anno dopo, visto che un’opera di Salvatore Fiume costava come un’opera di Lucio Fontana, ho cominciato a comprare le opere di Fontana in circolazione, e dopo una collettiva composta da lavori di Afro, Alberto Burri, Mario Sironi, nel 1988 ho allestito una personale di Lucio Fontana in contemporanea con il Guggenheim di Venezia.<br />
<strong><br />
L’informale</strong><br />
Scelgo sempre in base all’intuito e sono un istintivo. L’informale è la corrente artistica che più mi si addice e più mi solletica. Sono nato con l’informale, ho fatto mostre di: Tancredi, Afro, Burri, Vedova e Manzoni. Tancredi risveglia l’emozione, è molto romantico e coinvolge lo spettatore in modo molto diverso da Pollock, in realtà più freddo, forse perché legato alla sola azione.<br />
<strong><br />
La Transavanguardia</strong><br />
Ho guardato alla Transavanguardia quando nessuno ci credeva: allora sembrava che tutto fosse già stato detto e il nuovo orizzonte artistico italiano era formato solo da questi, allora giovani, artisti che cercavano di proporsi come alternativa all’egemonia della ricerca concettuale e di esprimere nuove idee attraverso una rivisitazione del passato, la ripresa della manipolazione e del colore con l’aiuto e l’appoggio del grande critico Achille Bonito Oliva.<br />
<strong><br />
Il Nouveau Réalisme</strong><br />
Il mio Nouveau Réalisme posso dire di averlo vissuto di prima persona, accanto al grande artista Arman, che ho frequentato e promosso direttamente in Italia, un artista pieno di risorse. Se ogni artista ha un auge che dura più o meno un decennio, i Nouveau Réalistes hanno avuto trent’anni per il talento con cui hanno recuperato e trasformato gli oggetti. Sempre pronti a creare nuove situazioni, sono ancora attualissimi e di caratura mondiale: vi sono opere di Arman e César in tutti i musei d’arte contemporanea del mondo.<br />
<strong><br />
Basquiat</strong><br />
Nel 1982 alla mostra Transavanguardia Italia/America di Modena mi colpii la “Monna Lisa” di Basquiat : una rappresentazione in chiave molto cruda, fatta di soli segno e gesto. Ho mostrato Basquiat in un allestimento itinerante tra Cortina e Forte dei Marmi, quando le quotazioni erano già alte, anche se ora lo sono molto di più; non avevo fatto calcoli, ero andato solo di intuito, lo riconoscevo un’artista di molto superiore agli altri, e non mi ha deluso.<br />
<strong><br />
Keith Haring</strong><br />
Haring, esposto nella nostra sede di Milano, sono riuscito ad averlo solo nel 2009. Un artista molto più attuale di Basquiat, più comunicativo con i giovani, che amano riprodurre i suoi personaggi ovunque con o senza autorizzazione. Cercavamo opere che rendessero l’idea del suo percorso: non è stato facile perché non ci sono molte opere di Haring in giro, ma ci siamo riusciti ed il nostro lavoro è stato riconosciuto sia dai media sia dai grandi collezionisti.<br />
Galleristi e collezionisti Ho sempre avuto un ottimo rapporto con molti galleristi e mercanti, perché sin dall’inizio hanno riconosciuto la mia intuitività nel scegliere le opere che avrebbero fatto la differenza sul mercato.<br />
Per alcuni individuavo alle aste le opere che poi avrebbero fatto i grandi numeri. Con i collezionisti ho un rapporto speciale, molti di loro sono, poi, diventati nel tempo anche degli ottimi amici. Adoro vedere opere da me scelte personalmente entrare a far parte di importanti collezioni, soprattutto quando leggo negli occhi dell’acquirente il vero piacere che lo trasforma da semplice acquirente ad “autentico” collezionista. Importantissimo è anche il lavoro di tutto lo staff che mi circonda ed in particolare di mia sorella Cinzia, una persona molto preparata e competente senza la quale la galleria non sussisterebbe.<br />
<strong><span id="more-228"></span><br />
I giovani</strong><br />
In Italia le gallerie non investono realmente sui giovani perché c’è un’alta componente di rischio.<br />
Anche noi all’inizio, pur esponendo artisti come Fontana e Burri, riuscivamo a vendere solo i classicissimi De Chirico e Morandi, De Pisis ecc. Questo per dire che a livello mentale la gran parte dei potenziali collezionisti è lenta e troppo legata al passato. Tuttavia, ultimamente abbiamo investito in qualche giovane italiano e promosso artisti cinesi e indiani.<br />
Oggi, in ogni caso, è difficile trovare qualcosa di innovativo, specialmente nell’arte astratta. Tra gli artisti da noi  sostenuti: Rabarama è molto particolare, ha trovato una sua originale espressione simbolica pur lavorando sulla scultura prettamente figurativa; Cesare Berlingeri è unico, dipinge la tela, la trasforma in puro colore e poi la stravolge completamente piegandola fino a farla diventare una forma plastica completa di ombre e chiaroscuri al cui interno giace un pensiero, il pensiero iniziale che lo ha accompagnato nella realizzazione dell’opera, definitosi :” l’artista che è riuscito a piegare il colore”<br />
<strong><br />
Rabarama</strong><br />
La scelta di Rabarama è stata sperimentale, ho percepito che era dissimile da qualsiasi altro artista che avevo trattato e le sue opere hanno agganciato da subito un pubblico straniero: abbiamo proseguito l’esperimento inviando alcune sue opere ad una collettiva a Miami dove ha suscitato un interesse incredibile tra i collezionisti americani, meno avvezzi all’arte classica e pertanto liberi dai pregiudizi che precludono un’apertura mentale. Alle persone non interessava che percorso avesse avuto, tanto erano estasiate da ciò che percepivano: sicuramente qualcosa di inedito e originale.<br />
Rabarama ha riscosso grande interesse anche tra i giovani, che la cercano e la studiano: sono molte, infatti, le richieste di materiale fatte da giovani laureandi che utilizzano il suo lavoro come oggetto di pubblicazione della loro tesi di laurea. I ragazzi d’oggi hanno bisogno di parlare della propria generazione e delle ultime trasformazioni della società che si portano addosso. Lei ha anticipato di anni quello che altri artisti hanno sostenuto di recente, in maniera diversa, con dissertazioni sul corpo e sul rapporto che le persone hanno con il corpo.</p>
<p><strong>Vecchiato Art Galleries</strong><br />
Via Alberto Da Padova 2<br />
35137 Padova<br />
+39 0498561359, +39 0498710845 (fax)<br />
<a href="mailto:info@vecchiatoarte.it">info@vecchiatoarte.it</a><br />
<a href="http://www.vecchiatoarte.it">www.vecchiatoarte.it</a></p>
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		<title>Les italiennes a Cannes con la scultura di Rabarama</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 15:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roby</dc:creator>
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			Il made in Italy spopola a Cannes con grande successo de les italiennes. Infatti hanno già calcato la passerella della Croisette Sabina Guzzanti, applauditissima per il suo clamoroso Draquila, Giovanna Mezzogiorno, unica giurata italiana, Laura Chiatti, volto del premio Chopard, Roberta Armani, icona della moda e Rabarama, presente con quattro sculture in marmo di Carrara, a [...]]]></description>
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<p>Il<em> made in Italy</em> spopola a Cannes con grande successo de <em>les italiennes</em>. Infatti hanno già calcato la passerella della Croisette Sabina Guzzanti, applauditissima per il suo clamoroso <em>Draquila</em>, Giovanna Mezzogiorno, unica giurata italiana, Laura Chiatti, volto del premio Chopard, Roberta Armani, icona della moda e <strong>Rabarama</strong>, presente con quattro sculture in marmo di Carrara, a rappresentare l&#8217;arte italiana.<br />
Le opere della scultrice romana sembrano guardare per un attimo alle forme pure e monumentali del classicismo francese, demolite e ridotte a grandi frammenti, reperti di un&#8217;epoca al tramonto. Tuttavia questi lavori si pongono come interlocutori del pubblico contemporaneo per il fatto che sulla superficie del marmo affiora la loro ragion d&#8217;essere, l&#8217;informazione storica e biologica, il genoma che portano dentro. Ragion per cui, sul volto di<em> Particelle estinte</em> (2009), tagliato a metà (resta l&#8217;emisfero sinistro, razionale), compare la struttura della cellula, che è anche quella del favo, effetto dell&#8217;operosità delle api, il più antico emblema dei sovrani francesi. Ad un movimento circolare di danza erotica o performance, strizzando l&#8217;occhio agli Young British Artists, sembra ricondursi invece la scultura <em>Pres-tazione</em>, che presenta un&#8217;aggraziata texture damascata.<span id="more-292"></span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="   " style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="Prest-azione, 2009, marmo di Carrara, cm150x170x110" src="/arte/wp-content/uploads/2010/05/RabaramaCannes.jpg" alt="Prest-azione, 2009, marmo di Carrara, cm150x170x110" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Prest-azione, 2009, marmo di Carrara, cm150x170x110</p></div>
<p>Ancora diversi e tutti da scoprire per il pubblico del festival i nove lavori in bronzo dipinto collocati nel giardino del Grand Hotel di Cannes e sculture installate nella vicina Saint Tropez : <em>Co-stell-azione</em>, sulla spiaggia di Pampelonne accanto al Club 55, <em>Im-plosione</em> a Gassin e <em>Bozzolo</em> presso il Rond Point all’entrata di Ramatuelle.</p>
<p>Il <em>vernissage</em> di metà mostra si terrà il 3 giugno alla presenza del sindaco di Cannes, il deputato Bernard Brochand e del vicesindaco e assessore alla cultura Éric Harson. Rabarama resterà sulla Croisette sino al 18 ottobre.</p>
<p><strong>Rabarama sur la Croisette<br />
</strong>Les jardins du Palais des Festivals<br />
La Croisette, Dolce&amp;Gabbana.<br />
La Croisette, Hôtel Martinez<br />
Port Canto, à l’entrée<br />
Grand Hôtel di Cannes<br />
Cannes<br />
30 marzo – 18 ottobre 2010<br />
vernissage: 3 giugno 2010<br />
jardins du Palais des Festivals, ore 18</p>
<p><strong>Vecchiato Art Galleries<br />
</strong>Via Alberto Da Padova 2<br />
35137 Padova<br />
+39 0498561359, +39 0498710845 (fax)<br />
<a href="mailto:info@vecchiatoarte.it">info@vecchiatoarte.it</a><br />
<a href="http://www.vecchiatoarte.it/" target="_blank">www.vecchiatoarte.it</a></p>
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