TAG | Vincent Gallo
Vincent Gallo alla Biennale è protagonista del film in concorso Essential Killing, di Jerzy Skolimowski , con il quale si aggiudica meritatamente la coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile; regista e attore di un altro film in concorso, Promises written in water e autore, nella sezione Orizzonti, del cortometraggio The Agent.Vincent Gallo (leggi anche la I parte) torna a Venezia davanti e dietro la macchina da presa quindi.

Il regista Jerzy Skolimowski con la sceneggiatrice Ewa Piaskowska (Essential Killing), foto Francesca Galluccio
Per Skolimowski si tratta di un ritorno alla Mostra di Venezia, dove ha partecipato più volte sia come regista che come attore e membro della giuria. Il film, prodotto dalla Skopia Film, è una co-produzione polacca, irlandese, norvegese ed ungherese. Essential Killing indaga con ferocia e poesia il concetto di lotta per la sopravvivenza di un essere umano che tenta di portare in salvo la propria vita ormai lontana da quella che invece gli appare, negli squarci di momentanee allucinazioni, nel ricordo della moglie e del figlio. Come un animale braccato in cerca di cibo, dimentico di ogni traccia di umanità, arriva addirittura a regredire. E’ un film insolito perché, salvo la parte iniziale nella quale il protagonista è affiancato dai soldati americani, per il resto lo pone solo con il creato. Particolarità del film è l’utilizzo della macchina da presa che spesso si avvale di campi lunghissimi, di scenari che celebrano le bellezze della natura (ora il rosso del deserto afgano, ora il bianco dei boschi polacchi) in contrasto con la tematica violenta della storia. Altra caratteristica è la quasi totale assenza di dialogo, accompagnata da silenzi angoscianti; la struttura narrativa si affida infatti, ad un unico protagonista che, interpretato magistralmente da Vincent Gallo, resta muto per tutta la durata, ad eccezione per le urla di dolore.
Essential Killing · Venezia Festival del cinema · Vincent Gallo
Artista poliedrico, Gallo è di certo uno dei più narcisisti, talentuosi ed eccentrici artisti del cinema indipendente americano. Sbarcato al Lido in passamontagna, assente dal red carpet, ha disertato tutti gli incontri pubblici per le presentazioni dei suoi due film, si è rifiutato di partecipare alle conferenze stampa e ai photo-call e anche di ritirare personalmente il premio assegnatoli, ma a quanto pare è stato visto chiacchierare con qualche fan nei posti più appartati e partecipare a molte proiezioni, come un vero spettatore cinefilo. Arrivato con l’intenzione di non dare nell’occhio, ha invece prodotto più frastuono degli altri.
Francesca Galluccio
(segue II parte)
Essential Killing · Venezia · Venezia Festival del cinema · Vincent Gallo
Con la proiezone di una spettacolare Tempesta si conclude al Lido di Venezia la 67a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: non pesano i quattrocento anni del dramma Shakespeariano in cui il potere della magia viene superato dalla compassione.
La regia è di Julie Taymor (autrice di Frida e di Across the Universe) con la partecipazione di una stepitosa Helen Mirren nel ruolo di un Prospero tutto

La regista Julie Taymor e gli interpreti Helen Mirren e Djimon Hounsou (The Tempest) foto Francesca Galluccio
volto al femminile, che disegnando effetti speciali e quadri astrali tra terra e cielo riesce a dominare tutti gli elementi di natura e, infine, anche la propria sete di vendetta.
Quest’anno al Lido una kermesse di 84 film in prima internazionale, di cui 24 in concorso e gli altri distribuiti nelle sezioni Fuori Concorso, Orizzonti, Controcampo italiano, che puntualmente suscita vivaci controversie al momento della premiazione: infatti contestatissimo quest’anno il leone d’oro al film Somewhere di Sofia Coppola, stigmatizzata come ex-fidanzata del presidente della Giuria, il vulcanico Quentin Tarantino, come se non avesse già dato prova di sé in Lost in Translation e in Marie Antoniette.
In realtà il film, che non si eleva dalla qualità non eccezionale dei lungometraggi in concorso, è godibile, coerente e ben confezionato, protagonista un attore, l’annoiatissimo Stephen Dorff, che vive una vita completamente artificiale nel lusso dello star system holliwoodyano in un susseguirsi di episodi e camei, ambientati nel retroscena tra alcool e donnine a go-go, nella cornice del leggendario Hotel Chateau Marmont di L.A. (continua…)
Attemberg · Balada triste de trompeta · Essential Killing · Helen Mirren · La Tempesta · Monte Hellman · Noi credevamo · QUentin Tarantino · Road to Nowhere · Shannyn Sossamon · Silent Souls · Sofia Coppola · Somewhere · Venezia Festival del cinema · Vincent Gallo


