Sonata neodada per Arman

Arman - Lo strumento artistico
Arman - Lo strumento artistico

Che cosa se ne fa un pittore di un violino?
Molti si saranno fatti questa domanda guardando – ancor oggi con sorpresa – gli strumenti musicali di Arman, famosissimi in tutto il mondo, di cui una selezione sarà esibita dal 20 maggio alla galleria Vecchiato di Milano.
Lo usa per dipingere, naturalmente. Anche se dipingere non vuol dire solo fare dei segni su di una tela, ma anche meditare sull’arte e sulla storia e agire nell’esistenza con nuovi prospettive e nuovi procedimenti.
Tutto duchampiano, ad esempio, il “taglio” cinematografico del violino di Arman, composto nel ritmo dell’assemblaggio-scultura-pittura che ne moltiplica l’immagine e ne fissa la sequenza nel movimento del concerto, che è anche la ragion d’essere dello strumento. L’oggetto di Arman è pittura tridimensionale e vitale, che parla di sé, della sua storia e della sua bellezza che scaturisce dalla dialettica degli opposti: morte (trasform-azione) e rinascita.
Prima di tutto morte del significato che l’oggetto ha nelle nostre menti e nella vita quotidiana: morte alchemica per fuoco, per arma da taglio, per distruzione di vario genere, per cristallizzazione, cementificazione, fusione in bronzo ecc… tuttavia nell’azione stessa, pittorica e plastica del distruggere, l’oggetto viene rigenerato a nuova e forse più elevata, senz’altro immaginifica, vita e significazione.
Per sinestesia, infatti, archi, pianoforti e ottoni si aprono e suonano colori al posto di note, perché nella visione intuitiva dell’arte, come insegnano la poesia di Rimbaud o gli studi del Bauhaus, la vibrazione luminosa ha già trovato corrispondenza con quella sonora.
Figlio di un antiquario e di una violoncellista, Arman ha ereditato la passione per la musica e per le  collezioni, evidente in opere come i ritratti-robot di compositori – da Bach a Philip Glass – che sono evocati nell’assemblaggio di pentagrammi, strumenti musicali e oggetti vari.Tuttavia, come tutti i veri avanguardisti, l’artista guarda all’opera d’arte totale, cioè all’unità dell’arte con la vita, quindi oltre a dedicarsi al riciclaggio artistico-concettuale di oggetti rifiutati dalla società, da sempre è impegnato sul fronte dei diritti umani: collabora per anni con Amnesty International; compie a Beirut il monumento Hope for Peace (1995) fatto di carri armati bloccati nel cemento; nel 1990 rinuncia ad una grande mostra lui dedicata a Nizza, poiché la città ospita raduni antisemiti del Front National.
Nei cinquant’anni dalla pubblicazione, proprio a Milano, del manifesto del Nouveau Réalisme, la Galleria Vecchiato offre al grande artista scomparso un florilegio dei suoi polifonici strumenti musicali.

Arman – Lo strumento artistico
Vecchiato Art Galleries
Via Santa Marta 3
20123 Milano
20 maggio – 20 novembre 2010
+39 0239661104, +39 0239661104
[email protected]
www.vecchiatoarte.it
orario: Da martedì a sabato 10,00–19,30 Lunedì su appuntamento

Vecchiato Art Galleries
Via Alberto Da Padova 2
35137 Padova
+39 0498561359, +39 0498710845 (fax)
[email protected]
www.vecchiatoarte.it

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