Monte Verità, dal Naturismo al Razionalismo

Danza e natura a Monte Verità
Danza e natura a Monte Verità

Oggi il nudo è una questione di moda e, in quanto sintomo sociale di modernità, è rientrato dalla finestra della storia dell’arte che per secoli l’aveva considerato essenzialmente come espressione di bellezza ideale. Tutto iniziò con la comunità utopica di Monte Verità (Ascona, Svizzera), che alla fine del XIX secolo aveva fatto del naturismo il vessillo di un vivere sano, emancipato, immerso nella natura e in profonda armonia con essa, tanto da promuovere anche il vegetarismo e l’arte come terapia e antidoto al sentimento di alienazione individuale e sociale che cominciava a diffondersi nella società dell’industria.
Promosso da Ida Hofmann, Henri Oedenkoven e da Karl e Gusto Gräser e sviluppatosi in diverse fasi, l’esperimento di Monte Verità (innestato sul progetto originario dei teosofi Pioda, Hartmann e Wachtmeister) ebbe un successo eccezionale, tanto da attirare personalità tra le più rilevanti nel mondo dell’arte della medicina, della filosofia, della politica e tale da diventare uno dei laboratori del rinnovamento europeo: fra gli altri, vi parteciparono gli psicanalisti Carl Gustav Jung, Otto Grass, Eric Fromm e Michael Balint; politici del calibro di Bakunin, Lenin, Trozkji e Adenauer, danzatori e coreografi come Isadora Duncan Charlotte Bara e Rudolf von Laban, pittori astrattisti, dadaisti espressionisti e cubisti, tra cui: Paul Klee, Jean Arp, Hugo Ball, Alexej von Jawlenski, El Lizzitsky, Oskar Schlemmer. Teosofi, antroposofi e liberi pensatori, un nome fra tutti, Rudolf Steiner, ma anche personalità controverse come Alister Crowley. Tra gli scrittori Thomas Mann, André Gide, Herman Hesse e il filologo Karoly Kerényi; tra i registi Billy Wilder, tra i musicisti, Giacinto Scelsi ed il pedagogo Émile Jaques-Dalcroze.

Emil Fahrenkamp, albergo in stile razionalista, Monte Verità - Foto Massimo Pedrazzini
Emil Fahrenkamp, albergo in stile razionalista, Monte Verità - Foto Massimo Pedrazzini

Il barone von der Heydt, proprietario del luogo dal 1927, commissionò all’architetto del Bauhaus Emil Fahrenkamp l’albergo in stile razionalista dove ospitò molti intellettuali durante la seconda guerra mondiale, il dramma con il quale si chiuse l’age d’or delle avanguardie e dello stesso Monte Verità.
L’attività culturale proseguì, anche se in sordina, nel passaggio di proprietà del Monte alla Repubblica e Cantone Ticino (1964); tuttavia, un rilancio sul piano internazionale avviene solo nel 1978 con Harald Szeemann, curatore delle Mostre sulla storia del Monte Verità, opera d’arte totale dove mammelle didascaliche vengono apposte in luogo dei consueti pannelli, in omaggio ad Artemide Efesia, dea della fertilità.
In sintonia con altre importanti iniziative, quali la  mostra del Museo Peggy Guggenheim di Venezia, Utopia matters: dalle confraternite al Bauhaus, oggi il Museo di Monte Verità lancia nuove idee a sostegno delle attività espositive, di ricerca e di restauro degli edifici storici che ne costituiscono il corpo, oltre al centro congressi, l’albergo e il ristorante situati in questo luogo paradisiaco che si affaccia sul Lago Maggiore.
Per gli amanti del binomio natura/cultura, l’ultima incredibile avventura ideata ad Ascona è una settimana di viaggio lacustre e fluviale che ha per destinazione proprio la città lagunare, partendo dal lago e le sue splendide isole borromee per poi proseguire nel parco del Ticino, immettersi nel naviglio verso Pavia e Cremona e di qui risalire il corso del Po fino a raggiungere le mura di Ferrara. Da Ferrara si approda a Chioggia e di lì il percorso si conclude con la visita a Venezia, storicamente città utopica e gemellata con Monte Verità, dove chi lo desidera potrà apprezzare al Museo Guggenheim l’evoluzione delle comuni artistiche dal romanticismo al postimpressionismo, all’estetismo americano e al razionalismo del Bauhaus e dei Costruttivisti Russi, storici protagonisti del tentativo di realizzare l’utopia.

Museo Monte Verità
Via Collina 84
6612  Ascona
Tel: +41 (0)91 785 40 40
Fax: +41 (0)91 785 40 50
http://www.monteverita.org
[email protected]

Utopia Matters. Dalle confraternite alla Bauhaus
Collezione Peggy Guggenheim
Dorsoduro 701 (30123)
+39 0412405411 , +39 0415206885 (fax)
[email protected] | www.guggenheim-venice.it
durata: 1 maggio–25 luglio 2010
apertura: lun-dom 10-18 chiuso il martedì. Alle 15.30 visite guidate gratuite

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