Paesaggio, sogno, desiderio: Salvador Dalì torna a Palazzo Reale

La main de Dalì retirant une Toison d'Oren forme de nueage pour montrerà a Gala l'aurore toute nue tres, tres loin derriere le soleil - 1977

A partire da mercoledì 22 settembre e fino al 30 gennaio 2011, 50 opere provenienti da musei nazionali e internazionali arricchiranno le sale di Palazzo Reale a Milano con l’estro creativo di Salvador Dalì.L’artista spagnolo ritorna così a Milano dopo la mostra personale che si svolse nell’ottobre del 1954 nella stessa sede, nella Sala delle Cariatidi. L’allestimento della esposizone Salvador Dalí. Il sogno si avvicina, curata da Vincenzo Trione, è dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí, autore, insieme con il Maestro surrealista, della sala Mae West nel museo di Figueras e del famoso sofà Dalilips. Per la prima volta la sala di Mae West verrà realizzata all’interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí: una sorprendente installazione contemporanea.Nel percorso della mostra sarà fruibile il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato prima in Italia: Dalí lavorò al fianco di Disney tra il 1945 e il 1946 ma il film fu completato solo nel 2003 grazie ai disegni originali conservati dall’Animation Research Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California, alcuni dei quali saranno eccezionalmente esposti grazie alla collaborazione con The Walt Disney Company.La mostra intende approfondire il rapporto tra l’artista spagnolo e il tema del paesaggio. Si tratta di un aspetto poco conosciuto dal grande pubblico, che offre inattesi spunti di riflessione in merito al legame di Dalí con la pittura rinascimentale italiana, il surrealismo e la metafisica, in un processo che, secondo il curatore Vincenzo Trione, porta il pittore dal caos dell’inconscio al silenzio.Quadri che vogliono documentare un “altro” Dalì: mistico, religioso, spirituale.

I percorsi disegnano i Paesaggi storici (guardare dietro di sé e intorno a sé) che annovera opere come La Venere di Milo con tiretti, proveniente dal museo Boymansvan Beuningen di Rotterdam, o le tele dedicate a Velaquez, la Melanconia Atomica del museo Reina Sofia di Madrid, il Visage de la guerre del Boijmans Museum di Rotterdam.
A fissare invece i Paesaggi autobiografici (guardare dentro di sé) le opere più legate al periodo surrealista, in cui l’artista approfondisce le tematiche legate all’inconscio, all’introspezione e alla ricerca di sé: dalle Tre età dal Museo di St. Petersburg (Florida) alla Ricerca della quarta dimensione della Fondazione di Figueras.
L’immaginario surrealista, poi,  prenderà vita all’interno della Stanza dei Desideri dove sarà ricostruita, in modo filologicamente ineccepibile e inedito, la celebre Stanza di Mae West ad opera dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, che fu co-autore del progetto: come scrisse lo stesso Dalì in un’intervista (esposta in mostra) gli specchi utilizzati a Figueras dovevano essere in realtà sostituiti con schermi televisivi, confermando ancora una volta la sua precoce mediatica.
Infine, Dalì abbandona la rappresentazione della persona umana.: siamo ai Paesaggi dell’assenza ( guardare oltre di sé) e nella Stanza del Silenzio si fa sempre più forte l’assenza della figura sino alla sua sparizione e al trionfo del paesaggio. In un rimando metafisico che ha il suo climax nel Cammino dell’enigma (Fondazione Gala- Salvador Dalí Reina Sofia). La Stanza del Vuoto è il punto di arrivo dove la pittura di caos si trasforma in pittura del silenzio. Dapprima, scenari segnati da desolanti inquietudini. Poi, addirittura l’astrazione, come testimonia l’ultimo olio dipinto dall’artista prima della morte, nel 1983,  Il rapimento di Europa (conservato a Figueras): un monocromo azzurro, spaccato da ferite, quasi un involontario cretto.
E siamo all’Epilogo, sezione conclusiva del percorso espositivo che è una sintesi. Vi si documenta il rapporto tra Dalí e Walt Disney. In esposizioni, quadri che rivelano richiami classici, memorie rinascimentali, atmosfere metafisiche e iconicità pop.

Ogni sezione è accompagnata da ampie sezioni documentarie dove lo stesso Dalí, attraverso interviste e apparati video, racconta il suo rapporto privilegiato con alcuni dei luoghi e dei paesaggi a lui più cari, come gli stessi paesi della Catalogna, che diventano il suo rifugio e sede della Fondazione a lui intitolata (Figueras, Cadaques, Portlligat), l’Italia e l’amata Parigi.

L’esposizione è resa possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueras, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, il Boijmans Museum di Rotterdam, l’Animation Research Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Mart di Rovereto e i Musei Vaticani.Accompagna la mostra l’ampio catalogo con testi di Vincenzo Trione, Montse Aguer, Paolo Bertetto, Robert Storr, Oscar Tusquets Blanca, Catherine Millet, Bruce Sterling, pubblicato da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.

“Salvador Dalì. Il sogno si avvicina”
Palazzo Reale (Milano)
Dal 22 settembre 2010 al 30 gennaio 2011
Orari: mar > dom 9.30/19.30 lun > 14.30/19.30 gio e sab > 9.30/22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Info: Tel.: 02 54913 – www.mostradali.it

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