Da Canova a Modigliani, il ritratto di un secolo

(Giovanni Boldini, Ritratto di Mademoiselle Lanthelme, 1907 Olio su tela, cm. 227x118. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Su concessione per il Ministero per i Beni e le Attività Museali ) (Giovanni Boldini, Ritratto di Mademoiselle Lanthelme, 1907 Olio su tela, cm. 227x118. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Su concessione per il Ministero per i Beni e le Attività Museali )
Giovanni Boldini, Ritratto di Mademoiselle Lanthelme, 1907 Olio su tela, cm. 227x118. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Su concessione per il Ministero per i Beni e le Attività Museali

Un’esposizione per un secolo di pittura, dal Neoclassicismo al Romanticismo, dall’Impressionismo  all’École de Paris: la mostra “Il volto dell’Ottocento. Da Canova a Modigliani” descrive, nel tono fino ad allora considerato minore del ritratto tradizionale, la storia della classe sociale che, ascesa al potere con la Rivoluzione Francese, è ormai politicamente affermata e si avvia così all’impresa dell’Unità d’Italia, cui farà seguito un’inevitabile decadenza e la partecipazione a ben due guerre mondiali.
A partire dai ritratti idealizzati dei più vari soggetti borghesi (in primis Napoleone I scolpito da Antonio Canova), di volta in volta raffigurati in chiave sfarzosa o intimista, nell’evoluzione della visione artistica ottocentesca si colgono le trasformazioni della storia.
L’arte infatti registra puntualmente il disfacimento della fredda forma neoclassica associata allo stile Impero (Napoleonico e Austro-Ungarico) ma anche l’impeto romantico-risorgimentale presente nella rapidità del tocco di macchia e, via via, attraverso la lucida documentazione verista delle miserie del paese (Ettore Tito), la contestazione degli scapigliati, la freschezza dei ritratti colti dalla strada (Medardo Rosso), il confronto con la fotografia, l’energia vibrante e simbolica della pittura divisionista (Pellizza da Volpedo) da un lato e, dall’altro, l’estetismo dannunziano di fine secolo (Sartorio), celebrativo del nuovo Stato Italiano.
Tutto ciò sfocierà alfine nell’esplosione dinamica e bellica del Futurismo, nella ricomposizione di una forma che si avvale delle categorie astratte dei solidi platonici e nell’evocazione di un’epoca ideale, il Quattrocento senese (Modigliani), cui ricondurre la memoria per ritrovare nostalgicamente le proprie radici in un mondo proiettato verso il futuro e verso un’altra guerra.

Il volto dell’Ottocento. Da Canova a Modigliani
Palazzo Zabarella
Fondazione Bano, via degli Zabarella 14 – Padova
2 ottobre 2010 – 27 febbraio 2011
9.30 – 19.30
tel 049.8753100
info@palazzozabarella.it
www.palazzozabarella.it

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