Le Visioni Parallele di Venturi

Venturino Venturi, Minatore, pietra scolpita 1949
Venturino Venturi, Minatore, pietra scolpita 1949

E’ questa l’ultima settimana per visitare la mostra Visioni Parallele. Venturino Venturi e il Novecento allestita presso la Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo.
Camillo Brezzi, assessore alla Cultura del Comune, afferma che l’esposizione si inserisce “in un progetto più ampio sul Novecento che intende valorizzare e riscoprire gli artisti e i movimenti toscani dal 1945 ad oggi”.
Gli incontri e le relazioni da cui scaturisce la possibilità di confronto e parallelismo tra diverse visioni della realtà sono alcuni dei temi-base della selezione delle circa cento opere in esposizione, in gran parte inedite, realizzate dal toscano Venturino Venturi (1918-2002) e da numerosi artisti a lui contemporanei, tra cui Alberto Burri, Lucio Fontana, Marino Marini, Henry Moore, Bruno Munari, Ottone Rosai.
Il percorso espositivo si snoda sui due livelli della Galleria Comunale presentando, su ciascuno di essi, un iniziale “ritratto intimo” del Venturi seguito da una serie di efficaci confronti con i principali interpreti dei movimenti artistici italiani dagli anni ‘30 in poi.

Venturino Venturi Elan dans L'Espace 1949
Venturino Venturi Elan dans L'Espace 1949

Osservando questo criterio, mentre al piano superiore, sei scatti fotografici in successione del Venturi in azione ci conducono nella “quotidianità” del metodo di lavoro, al primo piano, in apertura, un video ripercorre la sua vicenda umana. In particolare, nel finale del film-documentario girato da Manuela Critelli si scopre un’immagine raffinata e privata del Venturi: l’artista, interpretato da Massimo Tarducci, racconta alla curatrice Lucia Fiaschi ancora bambina, le immortali avventure di Pinocchio che allietavano le serate della famiglia Venturi durante gli anni durissimi dell’esilio e che grande parte avrebbero avuto nella formazione del suo immaginario.
Appare senza dubbio riuscita l’idea di sottoporre le sue opere ad un dialogo serrato con quelle degli artisti con cui il Venturi entra in contatto dal suo ritorno in Italia. La sua produzione si caratterizza per la varietà tipologica (dipinti, sculture, disegni) e per l’eterogeneità dei supporti materici scelti: in mostra troviamo opere in bronzo, pietra, cemento, legno, gesso utilizzati in una vasta gamma di tecniche, com’era in uso tra gli autori coevi. Negli anni ‘30 l’autore torna in Toscana, mosso dall’entusiasmo dell’essere originario dei luoghi dei grandi artisti del passato, Donatello, Masaccio, Michelangelo, così come era solito dirgli il padre scalpellino. A Firenze, dove studia, frequenta lo storico Caffè delle Giubbe Rosse e qui conosce, tra gli altri, Mario Luzi, Vasco Pratolini, Ottone Rosai, a cui dedica il ritratto in mostra, efficacemente posto in relazione con l’autoritratto di Rosai del ’33.
E’ quindi la volta di Milano, nel 1947, dopo l’esperienza della guerra e di combattente gravemente ferito. Qui si avvicina al gruppo di Lucio Fontana dal quale riceve l’invito, declinato, di aderire al Manifesto dello spazialismo. Da questa frequentazione si origina lo stimolo per un personale “naturalismo astratto”: le spirali di Crippa così come i Concetti spaziali di Fontana, uno dei quali esposto, costituiscono la matrice per una nuova stagione artistica.
Il successivo ritorno a Firenze e le esperienze presso alcune delle maggiori gallerie cittadine, gli consentono di ritrovarsi in sintonia con l’ambiente culturale del capoluogo toscano e di realizzare, ad esempio, nei primi anni ’50, alcune Maternità anch’esse in mostra, dalle linee sinuose e morbide poste in relazione con Modello per forma animale in bronzo di Henry Moore.
Perché visitarla?
Per scoprire un artista tenacemente attaccato alle proprie origini che ha captato, conosciuto e reinterpretato le sollecitazioni dei maggiori movimenti del ‘900 italiano.

Visioni Parallele. Venturino Venturi e il Novecento
Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo
Piazza San Francesco 4, Arezzo
28 novembre 2010 – 9 gennaio 2011
mar – dom 10.00 -18.00
Ingresso gratuito
tel. 055 9175028 348 7915877
www.comune.arezzo.it
http://sites.google.com/site/venturinoventuri/

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