Dalì e Dante in Umbria: ultimo weekend


Dante Alighieri nell'interpretazione di Salvador Dalì
Dante Alighieri nell'interpretazione di Salvador Dalì
Botticelli, Blake, Böcklin e Doré ed anche Salvador Dalì: tanti, tantissimi gli artisti che hanno ripercorso l’itinerario di Dante Alighieri tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. A Marsciano (Pg), uno dei borghi storici della media Valle del Tevere, resterà aperta ancora fino a domenica 27 febbraio una mostra da non perdere. Si tratta di Dalì. La Divina Commedia, che presenta una sezione poco nota della produzione del maestro spagnolo, ma in grado di suscitare moti di entusiasmo anche in un pubblico normalmente più incline ad altre categorie di mostre. Sono esposte 100 opere a colori, firmate, numerate e pubblicate da Les Heures Claires a Parigi nel 1960. Dalì lavorò 9 anni per ultimare 100 acquerelli legati al testo dantesco ed in sinergia con con il maestro stampatore Raymond Jacquet, realizzò le xilografie presentate in mostra.
All’interno del Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, interessante esempio di istituzione culturale fortemente connessa con la tipicità produttiva di un’ intera area territoriale dell’Umbria, il visitatore è chiamato a compiere idealmente il viaggio dantesco, spostandosi nelle tre sale riservate all’esposizione e destinate ad Inferno, Purgatorio e Paradiso. Le xilografie esposte dimostrano quanto potente sia stato il legame stretto dall’immaginario di Dalì con il testo dantesco. La presentazione dei personaggi e delle vicende de “La Divina Commedia” è resa attraverso il ricorso ad elementi peculiari dello suo stile.
Durante il percorso, il visitatore si imbatte, ad esempio, in scene cruente e sanguigne, in cui la dimensione più marcatamente surreale del maestro spagnolo trova una declinazione di grande forza e trasporto, così come in immagini eteree che testimoniano grande padronanza nell’uso del colore e del tratto grafico. La caratteristica “estetica del molle” così come elementi riconducibili quasi al fumetto si intrecciano con riferimenti alla Metafisica e con il ricorso ad una costruzione delle figure di stampo michelangiolesco.
Perché visitarla?
Per il suo raro potere di stimolare un pubblico anche estremamente eterogeneo e di ricordare, attraverso il trasporto suscitato dai due inconsueti compagni di viaggio, Dante e Dalì, l’inesauribilità del potenziale immaginativo individuale.
Valentina Silvestrini

Dalì. La Divina Commedia
Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte
Palazzo Pietromarchi
Tel: 199 151 123

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