La modernità di Tamara de Lempicka al Vittoriano

Tamara de Lempicka Il telefono, 1930 Olio su tavola, 34,9 x 26,9 cm Collezione privata ©1980 TAH / Museum Masters International NYC
Tamara de Lempicka Il telefono, 1930 Olio su tavola, 34,9 x 26,9 cm Collezione privata ©1980 TAH / Museum Masters International NYC

Le morbide curve delle odalische di Ingres e i solidi volumi geometrici del cubismo sintetico. La linea serpentinata e i colori  metallici del Pontormo  e l’algida perfezione formale del Bronzino, sommate all’esaltazione della tecnologia e al dinamismo futurista, congelato tuttavia nel ritorno all’ordine internazionale degli anni Venti. Gli Anni Folli: tutto questo e ancor di più nella pittura Déco di Tamara de Lempicka, nuovamente alla ribalta con una grande mostra (oltre 120 tra dipinti, foto e film) recentemente inaugurata al Complesso del Vittoriano a Roma, Tamara de Lempicka. La regina del moderno. La pittrice della mondanità e dell’emancipazione femminile, nata a Mosca (1898-1980) da madre polacca di origine francese e dal ricco padre ebreo russo, dipinge familiari ed amici in un contesto di ricchezza, fascino e raffinatezza, ma anche di trasgressione e glamour che è quello stesso che permea la sua vita. Travestita da contadina polacca  si presenta con un oca al guinzaglio ad una festa al futuro marito, Tadaeusz Lempicki; Tamara incarna lo stile aggressivo e disinibito della donna metropolitana che ritrae nelle sue tele: libera nei costumi sessuali fa uso di cocaina, ama uomini e donne che spesso ritrae nelle sue opere; seduce e respinge perfino un attempato D’Annunzio, nell’intento di ritrarlo per ricavarne pubblicità. Allestisce grandi e costose feste, conosce e frequenta gli artisti delle avanguardie, assorbendone l’insegnamento e, nel pieno spirito del Déco, si diletta anche come arredatrice, realizza abiti e  crea un colore per rossetto della Revlon. Il suo successo è enorme nella prima parte della sua vita, cui segue il matrimonio col Barone Kuffer e, dopo la crisi del ’29 un periodo di depressione, la svolta pauperista e astrattista. Quindi il trasferimento negli Stati Uniti e nel Messico, l’ oblio e poi, dal 1972, il rilancio e un successo crescente che perdura ancor oggi. Le ceneri di Lempicka, scomparsa nel 1980, sono state asperse sul vulcano Popocatepeti.

Tamara de Lempicka. La regina del moderno
Complesso del Vittoriano
Via san Pietro in Carcere, Fori Imperiali, Roma
11 Marzo – 3 luglio 2011
lun-gio 9.30-19.30; ven sab 9.30-23.30; dom 9.30-20.30
tel 06 780664
[email protected]

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