Padova: L’arte grafica nel dialogo tra Oriente e Occidente

Emilio Baracco, "Isola metafisica"  maniera a matita, acquatinta, 2011
Emilio Baracco, "Isola metafisica" maniera a matita, acquatinta, 2011

Ultimi giorni per visitare la mostra Dialoghi Incisi – L’arte del segno tra Padova e il Giappone, dedicata dal capoluogo veneto a dieci tra i propri artisti incisori e al particolare rapporto che essi hanno intrattenuto con i colleghi giapponesi del gruppo Printsaurus. Di qui è scaturito un dialogo e come risultato di questa sinergia si è verificato un evento raro quanto prezioso sul territorio italiano: una grande mostra tutta dedicata all’arte grafica, e ambientato nella bella e spaziosa cornice dello spazio multimediale del Centro Culturale Altinate, situato nel cuore della città, in cui si coniugano l’architettura moderna e Déco.
Alle forme classiche, erudite e “archeologiche” che da sempre caratterizzano la produzione artistica patavina (pensiamo a Galeazzo Viganò e a Emilio Baracco), si alternano esempi di visione segnica e astratta (Debora Antonello, Giuseppe Polisca, Fanco Carlassare) cui pure la città ha contribuito negli anni Sessanta e Settanta, approdando alla sintesi dinamica e figurativa delle vedute urbane di Elena Modena. Surreali, più apertamente politiche e anche satiriche – un’altro volto della tradizione padovana novecentesca, pensiamo a Tono Zancanaro -le opere di Marina Ziggiotti e Albino Palma, Bruno Gorlato e Raffaele Minotto, affrontano da punti di vista diversi tematiche più intimiste del vivere contemporaneo.
L’esposizione si rivoluziona strepitosamente con l’introduzione delle grafiche giapponesi, spesso ricche di colori e della tradizionale sensibilità all’uso delle carte e dei materiali, talora con esiti astratti, debitori, chi più chi meno alla contemplazione del dato naturalistico (Uchida Yoshie, Ote Jin, Masai Takashi), che è esplicitamente dichiarato in opere di levità ineffabile (Okawa Miyuki, Nagai Masato, Morioka Ayumi), oppure grevi (Kiyono Koichi), magiche e surreali (Seki Masaharu, Mizutani Morimasa, Cho Aruko) ed eleganti citazioni o interpretazioni della tradizione (Kaneko Kunio, Kawachi Seiko, Miyayama Hiroaki). Altri lavori riflettono il contatto con la realtà urbana con forme più pesanti e “industriali” (Ota Mariko, Kitano Toshimi, Kuroyanagi Masataka) talvolta associate a dati coscienziali (Hoshino Michiko, Kojima Keisuke), forme mentali e spirituali (Seo e Koizumi Takako), concettuali e astratte (Nishikawa Choici, Higuci Mami) e talaltra a fresche impressioni (Oyama Emiko) o alla critica sociale (Yoshida Ideshi, Kyono Sanae).
Se potessimo, un po’ banalmente, dare una definizione, diremmo che Padova in questa mostra rappresenta la Storia – pensiamo anche alle tecniche, alla grammatura della carta, ai materiali – e l’oriente la visione atemporale della Realtà, in conformità con la propria tradizione ma anche nella contaminazione con l’occidente contemporaneo.
Rivolgiamo a questo proposito qualche domanda a Emilio Baracco, promotore e ideatore dell’esposizione:

Miyayama Hiroaki, "Onono Komachi"  acquatinta e foglia oro, 2011
Miyayama Hiroaki, "Onono Komachi" acquatinta e foglia oro, 2011

Com’è nata l’idea di questa grande mostra dedicata alla grafica contemporanea nel contesto padovano?
La mostra è nata con la formazione di un gruppo di 10 incisori padovani nel gennaio 2008.
Questo gruppo ha presentato i propri lavori in alcune mostre collettive nello stesso anno e poi nel 2009 e 2010 in ambito nazionale e internazionale. La necessità del gruppo era comunque confrontarsi con altri gruppi simili che praticassero l’arte grafica.

A quando risale l’incontro tra i Dieci incisori padovani e il gruppo giapponese “Printsaurus”?
Nel 2009, in occasione di una mia mostra a Tokyo, ho conosciuto Miyayama Horoaki, presidente del gruppo di incisori giapponesi “Printsaurus”. Da questo incontro è nata una collobarazione che si è concretizzata nel luglio 2010 in cinque mostre in altrettante gallerie d’arte a Tokyo degli incisori padovani. Nel maggio 2011 l’ospitalità è stata riservata agli incisori giapponesi, assieme agli incisori padovani, nello spazio espositivo del Centro Culturale Altinate.

Quali sono le caratteristiche originarie della grafica orientale e quelle della grafica occidentale?
La grafica giapponese è legata soprattutto alla xilografia e gli esiti artistici furono conosciuti in Europa soprattutto nell’800 attraverso le stampe di grandi maestri come Utamaro ed Hokusai. In occidente si sviluppa maggiormente l’incisione calcografica, iniziata dagli orafi fiorentini nel XIV sec. e poi proseguita da artisti come Mantegna, Pollaiolo, e poi Goya, Durer , ecc.

Dove s’incontrano le due tradizioni nella contemporaneità?
Le due tradizioni si incontrano nella globalizzazione dell’arte in cui l’informazione degli avvenimenti artistici è immediatae fruibile contemporaneamente in diverse parti del mondo

Potresti farmi qualche esempio di soggetti e tecniche utilizzati dagli artisti padovani e qualche altro dei giapponesi?
E’ difficile dare una risposta univoca, soprattutto per quanto riguarda i soggetti. Tra gli artisti padovani si individuano rimandi metafisici, surreali, fantastici come pure geometrie astratte ed esperienze policrome. La tecnica è per lo più quella tradizionale, vale a dire bulino, acquaforte, puntasecca, acquatinta.
I soggetti degli incisori giapponesi si dividono tra interpretazione di temi naturalistici e ricerca di astrazione legata anche alla estetica del segno. Le tecniche sono varie, a fianco delle tradizionali tecniche xilografiche vi sono sperimentazioni legate all’uso di del computer e della digitalizzazione.

Dialoghi incisi – L’arte del segno tra Padova e il Giappone
30 aprile – 5 giugno 2011
Centro Culturale Altinate / San Gaetano
via Altinate 71 Padova
orario: 10-19 (lunedì chiuso) – ingresso libero
tel.  049 8204715
http://www.padovanet.it/lista.jsp?tassid=1900
centroculturalealtinate@comune.padova.it

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