Aelia Media al Mambo: il ritorno dell’officina bolognese

 

Installazione allestita da Aelia Media a Villa della Rose, Bologna
Installazione allestita da Aelia Media a Villa della Rose, Bologna

Bologna torna ad offrire ai suoi cittadini e al Bel Paese un’officina di creatività artistica che utilizzi i nuovi mass media per creare nuove occasioni di confronto e crescita collettiva. E’ il progetto di Aelia Media, vincitore della prima edizione del premio Internazionale di Arte partecipativa indetto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna. Il Mambo- Museo d’Arte Moderna e contemporanea di Bologna, ha messo a disposizione la sede di Villa delle Rose per questo progetto innovativo, che vede la presenza di curatori insigni.
Villa delle Rose diventa così sede di un progetto espositivo e comunicativo che prevede un ricco calendario per l’estate 2011, con workshop, seminari e incontri pubblici sull’approccio artistico a tematiche quali collaborazione, educazione e informazione. Una giuria composta da Julia Draganovic, Rudolf Frieling, Alfredo Jaar, Bert Theis e, per la Regione Emilia-Romagna, Luigi Benedetti, ha assegnato un riconoscimento internazionale all’artista newyorkese Pablo Helguera per la sua capacità di coinvolgere persone di background culturali diversi in processi decisionali e creativi.
Una Scuola di giornalismo rivolta ad operatori culturali con background artistici diversi, realizzerà il broadcasting center itinerante attivo nel centro della città da metà ottobre. L’obiettivo è offrire visioni innovative della produzione culturale bolognese, tramite la creazione di un canale di informazione partecipato dagli stessi attori culturali, aperto ai cittadini, pensato per Bologna e inserito in una prospettiva internazionale.
Il gruppo di lavoro, composto da venti giovani operatori provenienti da diverse esperienze artistiche – dalle arti visive, al teatro, alla musica – è già al lavoro.
ART IN ITALY ha incontrato per voi una delle curatrici del progetto, Julia Draganovic, per saperne di più.
VILLA DELLE ROSE. 07/07/2011
Quali sono gli elementi di innovazione di Aelia Media per ragazzi che partecipano?
AElia Media è un progetto innovativo in quanto, Pablo Helguera, ha concepito e messo a disposizione una piattaforma per sperimentare e comunicare, rendendo ben chiaro che la prospettiva proposta è intima, chiara e soggettiva, ed affidata a mezzi innovativi (radio itinerante). Dicevo che è anche un progetto partecipativo nel senso che non vi è una sola persona che decide ciò che va fatto: Pablo ha organizzato una piattaforma radiofonica itinerante che sarà l’officina del progetto. Una piattaforma temporanea per i momenti d’educazione dei partecipanti, che hanno background formativi diversi (curatori, performer, musicisti)e sono di città diverse. Unico punto in comune: vivono tutti a Bologna. Campani, pugliesi, veneti ecc., stanno studiando per imparare nuovi linguaggi e per comunicare nuove idee. Insieme decideranno il risultato finale. Questi sono i punti di forza di quest’esperienza. Si tratta del progetto vincitore della prima edizione del premio internazionale di Arte partecipativa. Quest’ultimo è un termine ambiguo, è bene chiarire che la nostra peculiarità sta nel processo di decisione, in cui viene coinvolto anche il pubblico, che diventa così autore: poichè si discute anche sul concetto di autorialità, mettendolo in discussione.

Artisti di Aelia Media al workshop del Centro Malaguzzi di Reggio Emilia 10-11 giugno 2011
Artisti di Aelia Media al workshop del Centro Malaguzzi di Reggio Emilia 10-11 giugno 2011

Vi è qualche artista che sta emergendo in modo particolare?
Non oserei addentrarmi nella tematica, perché alcuni hanno già una vera e propria carriera. Ad esempio Stefano Pasquini, bolognese, è tornato a Bologna dopo aver lavorato per anni a NY, portando con sè un bagaglio di esperienze per noi sicuramente prezioso; poi vi è un giovane curatore napoletano; artisti come Anna Santomauro, che ha collaborato tanto tempo al Neon Campobase di Bologna; Fedra Boscaro, che è molto attiva nella performance e nella videoarte, e altri ancora. Ci sono tanti ragazzi che adesso sperimentano. Sono curiosa anch’io di vedere che ne emergerà.
Cosa si augura per il progetto, in qualità curatrice?
Sono colei che ha sviluppato il progetto, ma non ne sono l’unica curatrice. Mi auguro che i partecipanti si stimolino a vicenda per produrre qualcosa d’interessante per più persone possibili a Bologna. L’obbiettivo è andare a metà ottobre in piazza verdi, in un chiosco che verrà costruito dai ragazzi della Pillola, in modo che il numero più alto di persone interessate possano partecipare. Spero che il progetto continui, in uno scambio fecondo per future produzioni. Il motivo per cui Pablo Helguera aveva proposto questo progetto a Bologna era anche dato dall’impressione della grande nostalgia che esiste in città per periodi storico-culturali molto effervescenti, come gli anni ‘70, di esperienze come Radio Alice o il “Link”. Manca quello che in sociologia è conosciuto come il terzo luogo, un luogo che puoi frequentare oltre alla propria casa e al lavoro, atto a favorire un ozio creativo che aiuti a sviluppare la propria creatività al di fuori del contesto familiare. Il Link sembra essere stato un vero terzo luogo, nei pressi della Facoltà di Agraria, un tempo un capannone industriale occupato da operatori culturali di diversa provenienza.
Insomma combinare il punto d’incontro con i mezzi di comunicazione in chiave immateriale, invitando le persone a parlare a microfono aperto, creando tra chi ha qualcosa da dire quel senso di comunità che dia la spinta a confrontarsi. Il tutto in un contesto che sembra invece non incoraggiare le tante opportunità presenti nel territorio. I partecipanti sono così spinti a superare quest’atmosfera lamentosa che tende ad inibire le tante esperienze che invece sono presenti a Bologna e non vengono solitamente sostenute.
In che modo potrà interagire il pubblico con questa esperienza?
Al chiosco di piazza Verdi si potrà interagire direttamente, ma questo avverrà solo in un secondo tempo, nell’autunno 2011, quando saremo in piazza. Per adesso vi è la necessità di concentrarsi sulla fase educativa. I recenti incontri di estetica giornalistica e l’implementazione della piattaforma radiofonica sono per ora le priorità. Rossella Capraro
Francesca Miglioli
Progetto Aelia Media
Villa delle Rose
via Saragozza 228
40135 Bologna
http://www.aeliamedia.org
http://www.artepartecipativa.it
http://www.larete-artprojects.net

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