L’enarmonia Sur-naturale di Ketty Tagliatti alla MLB Home Gallery

MLB Home Gallery, foto di Marco Caselli Nirmal
MLB Home Gallery, foto di Marco Caselli Nirmal

Chi frequenta abitualmente la casa-galleria MLB ben sa di essere avvolto da un’accogliente e raffinata atmosfera. I galleristi e padroni di casa, infatti, conducono alla scoperta di un angolo di Rinascimento che sposa felicemente l’arte contemporanea, fin nella stanza da letto, dove le numerose opere d’arte raggiungono letteralmente il soffitto.

Con Sur-naturale però, la personale di Ketty Tagliatti, ideata in occasione della mostra Gli Anni Folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì (1918 – 1933) in corso al Palazzo dei Diamanti, qualcosa è cambiato. Lo spazio della casa galleria ha spostato fisicamente i propri confini fuoriuscendo dalla porta d’ingresso, per espandersi lungo le pareti che contornano le brevi rampe di scale.
Particolare di Terre, foto di Eleonora Sole Travagli
Particolare di Terre, foto di Eleonora Sole Travagli

Una teoria di Appunti accoglie il visitatore, attraendo lo sguardo. Quadrati di stoffa, tesi in silenti telai, compongono un’inedita partitura in cui note d’inconscio affiorano da pentagrammi irregolari. La ciclotimia ritrova in tele monocrome il proprio (bio)ritmo.  Sono pause che consentono nuovamente di “respirare”, di accogliere questa sfaccettatura timbrica; pause che inducono ad attimi di silenzio indispensabili, anch’essi ricchi di significato.

E’ un libero flusso di coscienza che, al varcare della soglia, consente di accedere al mondo interiore dell’artista.
Accedendo alla prima sala, lo sguardo è subito rapito da una serie di boîtes de mémoires. END è il titolo di quest’opera che definirei come un piccolo mosaico dell’anima.
Dodici scenografiche “maquettes” trasformano l’aura degli oggetti di cui sono costituite; questi ultimi, infatti, acquistando rinnovato valore e significato, vengono salvati da forme di umano e desolante oblio.

Particolare di Trois morceaux en forme de poire, foto di Eleonora Sole Travagli
Particolare di Trois morceaux en forme de poire, foto di Eleonora Sole Travagli

“…sono convinta che gli oggetti che ci circondano assorbano la nostra energia, il nostro vissuto, con tutto il carico di gioia e tristezza, serenità e paura… END nasce dagli oggetti che in quel momento ‘vivevano’ in studio con me. Ho sentito la necessità di chiudere una particolare fase della mia vita e l’ho fatto, sì, allontanando determinati oggetti, ma dando loro una nuova possibilità, una nuova esistenza. Accostandoli tra loro, facendoli ‘dialogare’, essi hanno acquisito una nuova identità, godendo di una libertà rinnovata”.

Ogni tessera di questo mosaico, quindi, ha una personalissima storia da raccontare che continuerà a mutare all’infinito al posarsi di ogni nuovo sguardo. Così Ketty Tagliatti affronta il tema della decontestualizzazione di objets trouvés, esplorando a volo d’angelo territori di duchampiana memoria.
Completano la sala Fazzoletti e Terre, altri lavori d’intenso spessore emotivo.
I primi, oltre a dare il titolo alla serie, costituiscono fisicamente la base su cui l’artista ha realizzato schizzi del fiore a lei più caro, la rosa.
“La morte non e’ niente. Sono solo scivolato nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.”  Citando alcuni dei magnifici versi di Henry Scott Holland comprendo che il fazzoletto, qui, costituisce la porta magica che conduce alla “stanza accanto”. Una porta sottile di candido tessuto, dai bordi ben definiti, che schiudendosi, pone in comunicazione i mondi che più affascinano e spaventano l’umanità. Attraverso la tecnica della scrittura automatica, pare che Ketty Tagliatti abbia bussato a quella porta. Subito qualcuno le ha aperto un intimo pertugio, dando inizio a un dialogo davvero speciale: quello con il padre, al quale questi fazzoletti sono appartenuti.
Con Terre, l’artista intraprende un viaggio nella fragilità in cui versa l’intero Pianeta che ci accoglie, una fragilità che, inevitabilmente, si ripercuote nell’intimo dell’animo umano. Lavorando creta bagnata, Ketty Tagliatti richiama a una profonda attenzione verso la terra, raccontata attraverso la metafora del bagnasciuga, a lei cara:
Sul bagnasciuga imprimiamo tracce, impronte, ecc. Poi, improvvisamente, il rifrangersi di un’onda si porta via ogni cosa. È indispensabile comprendere ciò che possiamo raccogliere dalla terra, ciò che dobbiamo conservare. Oggi più che mai, abbiamo il dovere di proteggere ciò che stiamo distruggendo da tempo. Sono chiari i segnali d’aiuto che l’intero Pianeta sta lanciando.”
Nella seconda e ultima sala fuoriescono da un imponente arazzo (cm 240X290) i sinuosi e vellutati petali di una carnosa camelia scarlatta. La volumetria luminosa, di forte impatto visivo, nasce dalla meticolosa applicazione su tessuto di migliaia di spilli, cifra ormai inconfondibile dell’artista. Ma se quel fiore riconduce alla ricchezza di certe stoffe, alla ridondanza di talune atmosfere orientaleggianti in auge all’epoca, sulla parete di sinistra, fa da contrappunto un surreale e metafisico teatrino di depisisiana memoria. Il titolo dell’opera, Trois morceaux en forme de poire, è un chiaro omaggio al compositore Eric Satie, le cui note aleggiano tra le stanze accompagnando alla visita…
Eleonora Sole Travagli

Sur-naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli
Ketty Tagliatti
MLB Home Gallery
Corso Ercole I d’Este, 3 – 44121 Ferrara (IT)
11.09.11 – 08.01.12
tutti i giorni 16 – 20 e su appuntamento
tel +39 346 7953757
www.mlbgallery.com
[email protected]

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