East Zone: i fratelli Beato e la scuola di Yokohama

Adolfo Farsari, Giappone, Due Geisha, ca. 1887. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 216x285.
Adolfo Farsari, Giappone, Due Geisha, ca. 1887. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 216x285.

Dopo il Lucca Photo Fest, tutto dedicato all’oriente, e in concomitanza con la mostra veneziana di Palazzo Franchetti, Fotografia del Giappone, anche Piazzola Sul Brenta ha dedicato un evento ai fratelli Beato e alla scuola di Yokohama, nell’incantevole scenario tardo secentesco di Villa Contarini, con ingresso libero, fino al 1 aprile 2012: East Zone, Antonio Beato, Felice Beato e Adolfo FarsariFotografi veneti attraverso l’Oriente dell’Ottocento.

La storia di questi fotografi è a dir poco affascinante, specie quella del greco-veneziano Felice Beato che, iniziato all’arte da James Robertson, fotografo della Zecca Ottomana, con lui si reca a Costantinopoli e poi, con il fratello Antonio, a Malta (nel 1854-1856), in Grecia, a Gerusalemme (1857) e, durante il conflitto, in Crimea.
Kimbei Kusakabe, Giappone, Samurai, ca. 1880. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 265x210
Kimbei Kusakabe, Giappone, Samurai, ca. 1880. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 265x210

Proprio qui nasce il fotoreportage di guerra che, già a quei tempi, sarà in grado di influenzare sensibilmente l’opinione pubblica inglese.

Quindi Felice è al seguito dell’esercito inglese in Cina, durante la Guerra dell’Oppio, poi in Inghilterra e nel 1863 a Yokohama, in Giappone, in società con il giornalista Charles Wirgman. Nel frattempo Antonio si trasferisce in Egitto per fotografare i luoghi e monumenti del medio oriente.
Felice documenta fotograficamente la civiltà giapponese in anni in cui il mondo nipponico è inaccessibile allo straniero. Inoltre, conoscendo la tecnica giapponese della xilografia e la colorazione manuale delle stampe all’albumina, istruisce abili coloristi giapponesi che dipingono con maestria le sue riprese, creando con verosimiglianza immagini costruite su rarefatte gamme tonali. L’esposizione rende giustizia anche ai primi allievi fotografi giapponesi, le cui opere si trovano anche nella mostra di Palazzo Franchetti Cavalli a Venezia.
Adolfo Farsari, Giappone, Ragazze in cucina, ca. 1887. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 254x210
Adolfo Farsari, Giappone, Ragazze in cucina, ca. 1887. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 254x210

L’ incendio di Yokohama nel 1866 distrugge il corposo archivio di negativi di Beato ma il fotografo riesce a ricostituire un corpus d’immagini, pubblicato in “Native Types” e “Views of Japan” (Victoria and Albert Museum, Londra).

Nel 1871 è in Corea e nel 1873 è nominato Console Generale per la Grecia in Giappone. Nel 1884 si reca in Egitto, come fotografo ufficiale di una spedizione diretta a Khartoum, in soccorso del generale Charles George Gordon, poi è in Inghilterra e, nel 1888, in Birmania. La sua compagnia “F. Beato Ltd” viene liquidata nel 1907, così come, nel 1906, quella  di Antonio a Luxor .
Lo studio fotografico di Yokohama, nel 1877 passa a Baron Von Stillfried e, nel 1885, al vicentino Adolfo Farsari, viaggiatore, militare (anche volontario nella guerra civile americana), importatore di libri e riviste. Realizza immagini di straordinaria bellezza, caratterizzate dall’elevata qualità della colorazione, contribuendo alla diffusione della fotografia come forma d’arte nell’estremo oriente.
Felice Beato, Yedo, Geisha sulla veranda della casa di Charles Longfellow, 1872. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 293x226.
Felice Beato, Yedo, Geisha sulla veranda della casa di Charles Longfellow, 1872. Stampa all’albumina colorata a mano, mm. 293x226.

Per i soggetti e le scenografie, Farsari si ispira al grande artista dell’ukiyoe Hiroshige; anche quest’ultimo, a sua volta, si cimenterà nella fotografia.

D’altro canto, in occidente, le foto di Beato e di Farsari contribuiscono creare l’immaginario collettivo sul Giappone medievale e gli stereotipi sull’esotismo dei costumi locali.
Nel 1890 Farsari ritorna Vicenza ma il suo studio fotografico è documentato fino al terremoto del 1923.
Se Felice Beato è il pioniere del reportage di guerra, l’uomo che mostrerà il Giappone all’Occidente e che insegnerà al Giappone stesso la fotografia, dalle tecniche di ripresa e quelle di sviluppo e di colorazione su positivo, nell’evoluzione dei materiali (dai negativi al collodio su carte all’albumina alle lastre in gelatina al bromuro d’argento), Antonio è l’occhio che rende noti i luoghi e i monumenti del medio oriente e Adolfo Farsari, l’esteta che sviluppa il lavoro di Felice in Giappone, diventando un esempio di eccellenza artistica così in oriente come in occidente.

East Zone, Antonio Beato, Felice Beato e Adolfo FarsariFotografi veneti attraverso l’Oriente dell’Ottocento.
Piazzola sul Brenta (Padova), Villa Contarini,
17 dicembre 2011 – 1 aprile 2012
orario: mar-lun, 10 – 16
Ingresso gratuito
tel. 049.8778272 / 3
www.villacontarini.eu
[email protected]

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