Di là da dove, Giorgio Cattani al Torrione Art Gallery

Giorgio Cattani, Alabama 2011, tecnica mista su tela, 80 x 120, copyright Matteo Mangherini
Giorgio Cattani, Alabama 2011, tecnica mista su tela, 80 x 120, copyright Matteo Mangherini

E’ con una preziosa personale del maestro Giorgio Cattani, dal titolo Di là da dove, che il 23 gennaio scorso, il Jazz Club Ferrara ha riaperto le porte all’arte contemporanea inaugurando il progetto Torrione Art Gallery.

Un nuovo modo di proporre l’imprescindibile legame tra arte e musica jazz attraverso un’inconsueta e originale sede espositiva che, unita al ricchissimo palinsesto musicale, conduce alla scoperta di un’architettura suggestiva, il Torrione San Giovanni, consentendo la fruizione delle mostre non solo nelle serate di programmazione musicale, ma anche su appuntamento.
La redazione di Arti In Italy è andata alla scoperta di Di là da dove intervistando la curatrice, Eleonora Sole Travagli, già autrice del primo libro-guida sulla Casa Museo Remo Brindisi del Lido di Spina.

Torrione San Giovanni, foto © Matteo Mangherini
Torrione San Giovanni, foto © Matteo Mangherini

Al di là delle etichette, l’opera di Cattani sembra essere evoluta in questi lavori nel senso di una comunicazione più diretta con il fruitore: il frammento si amplia, l’espressione fotografica emerge con la forza della realtà di un bianco e nero senza mediazioni, arricchito da note cromatiche essenziali e brevi commenti déco. Eleonora Sole, è questo l’effetto della musica Jazz sulla pittura contemporanea?

Giorgio Cattani, My Theatre, particolare, foto © Matteo Mangherini
Giorgio Cattani, My Theatre, particolare, foto © Matteo Mangherini

Credo, innanzitutto, che non si possa generalizzare considerando questa come l’unica influenza della musica jazz sull’arte contemporanea, oppure come l’unico risultato pittorico/figurativo a cui pervenire conseguentemente ad un certo tipo di sollecitazione musicale.

Il corso della storia dell’arte, partendo dalla nascita della musica afroamericana, è ricco di celeberrimi esempi testimoni di una contaminazione creativa e reciproca tra arte e musica; penso all’opera di Henri Matisse, Pablo Picasso, Piet Mondrian, solo per citarne alcuni.

Il maestro Giorgio Cattani nel suo atelier, foto di Matteo Mangherini
Il maestro Giorgio Cattani nel suo atelier, foto di Matteo Mangherini

Di là da dove nasce da una commistione di elementi che hanno particolarmente colpito l’artista: le origini di queste sonorità lontane unite alla suggestiva atmosfera che si respira in questo luogo. Il Torrione San Giovanni, infatti, sede da diversi anni del Jazz Club Ferrara, è un bastione di epoca rinascimentale che caratterizza, per l’intatta e particolare architettura, l’intero circuito delle antiche mura della città.

La sensibilità di Giorgio Cattani, del tutto individuale e soggettiva, sollecitata da un insieme di “sapori” – come lui stesso ama definirli – ha iniziato a decodificare spunti e intuizioni attraverso il proprio personale linguaggio.

Com’è nata la collaborazione Cattani-Travagli nella location del Torrione, considerando che si tratta di opere site-specific?

Giorgio Cattani, Street Dream, particolare, foto © Matteo Mangherini
Giorgio Cattani, Street Dream, particolare, foto © Matteo Mangherini
Quando ho proposto a Giorgio Cattani di esporre all’interno del Torrione San Giovanni per inaugurare il progetto Torrione Art Gallery, ha accettato subito di buon grado. Si tratta di uno dei luoghi storici che contraddistingue la città in cui è nato, alla quale fa sempre ritorno e a cui è particolarmente legato, seppur d’animo nomade.
Inizialmente, abbiamo pensato di avvalerci di una serie di opere presenti in atelier poi, alcuni giorni dopo il primo sopralluogo, ho ricevuto una chiamata di Giorgio nella quale mi avvisava entusiasta di aver dato il via ad una nuova creazione realizzata ad hoc per il Torrione. Quel luogo magico lo aveva nuovamente stregato.
Come collochi queste ultime opere nella produzione dell’artista?
Amo molto il modo in cui Ada Patrizia Fiorillo (docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Ateneo di Ferrara) ha “coniato” l’ultima ricerca del lavoro di Giorgio Cattani definendola “poetica del frammento”.
La tecnica utilizzata per la realizzazione delle opere che costituiscono Di là da dove rientra, a tutti gli effetti, in questo tipo di ricerca. Ritroviamo, infatti, elementi che ne costituiscono la cifra stilistica: il recupero di vecchie immagini, documenti, cartoline; l’ingrandimento e la successiva trasposizione su tela, poi, tutta una serie di interventi quali l’applicazione di carta strappata, segni pittorici, ecc.
L’evoluzione della poetica risiede nella modalità espressiva, nell’estrinsecazione del messaggio. Vi è una dolcezza inaspettata, meno esplorata in passato, che si traduce nel volo leggero di colorati passerotti, nell’utilizzo di carta antica dai motivi floreali. Cattani si avvale di ammortizzatori per lo spirito. Caleidoscopiche esperienze di vita, abbracciate con maturata consapevolezza, gli hanno rivelato che è questo il momento – storico – giusto per farne uso.
L’artista parte dalle radici del jazz, ne scandaglia attentamente le origini e attraverso una “metafisica residente” che trova dimora in un intimo altrove, ne trasforma la storia smussando spigoli taglienti, mutandola in favola odierna. Del resto, le favole sono dispensatrici di profonda saggezza…
Quale sarà la prossima mostra che allestirai al Torrione Art Gallery?
Seguirà un’altra preziosa personale del giovane Luca Zarattini, vincitore del premio Un’opera d’arte per il 150° dell’Unità d’Italia. Non voglio anticipare nulla, se non che, anche Luca sta lavorando a pieno ritmo su di un progetto in esclusiva per il Torrione che serberà parecchie sorprese…

Giorgio Cattani
Di là da dove

Torrione Art Gallery- Jazz Club Ferrara

via Rampari di Belfiore 167

44100 Ferrara

23 – 01 – 12 al 10 – 03 – 12

Fruibile nei giorni di programmazione e su appuntamento

cell. + 39 339 6116217

www.jazzclubferrara.com

www.facebook.com/Torrione.Art.Gallery

solejazzclubferrara@gmail.com

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