Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione

Gustav Klimt - Giuditta, 1901,Olio su tela 84 x 42 cm, Vienna Belvedere © Belvedere, Vienna
Gustav Klimt - Giuditta, 1901,Olio su tela 84 x 42 cm, Vienna Belvedere © Belvedere, Vienna

In occasione del 150° anniversario della sua nascita (1862-2012) la Fondazione Musei Civici di Venezia, con la partecipazione del Museo Belvedere di Vienna, dedica al grande artista austriaco una singolare retrospettiva all’interno delle sale del Museo Correr.

Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione”, questo il titolo della mostra curata da Alfred Weidinger, visitabile dal 24 marzo all’8 luglio 2012.
Già proposta a Vienna tra novembre e febbraio di quest’anno, la rassegna,  arricchita per la tappa lagunare di approfondimenti su aspetti poco noti al pubblico italiano, presenta/propone un nuovo taglio critico, focalizzandosi sulla figura dell’artista  e la rivisitazione dei suoi rapporti con l’ambiente viennese e internazionale del tardo simbolismo e delle prime avanguardie.
L’esposizione ha infatti l’intento di ricostruire, grazie alla presenza di uno straordinario ciclo di dipinti, disegni rari e preziosi, mobili, gioielli, ricostruzioni e interessanti documenti storici, la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti, assieme a lui, contribuirono alla nascita della Secessione viennese, ponendo dunque attenzione alla straordinaria fusione creatasi fra arte figurativa e architettura.
Tema centrale è la collaborazione tra Gustav Klimt e Josef Hoffmann, architetto e interior design. Entrambi condivisero incarichi, clienti, ma soprattutto una comune concezione di arte, il “Gesamtkunstwerk”, ovvero l’opera d’arte totale, già cara a Richard Wagner, che nel “Fregio di Beethoven” (1901-1902) e nelle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles (progetti entrambi presenti qui) rappresenta  uno dei punti fondamentali di questo pensiero. Architettura, pittura, arti applicate, si mescolarono quindi fino a diventare indivisibili.
Gustav Klimt - Girasole, 1907, Olio su tela, 110 x 110 cm, collezione privata. © Belvedere, Vienna
Gustav Klimt - Girasole, 1907, Olio su tela, 110 x 110 cm, collezione privata. © Belvedere, Vienna

Tra le straordinarie opere che si possono ammirare, merita indubbiamente una menzione speciale la Salomè (Giuditta II) realizzata dall’artista nel 1909, esposta alla IX Esposizione Internazionale d’Arte del 1910 e acquistata dalla città di Venezia per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro; che per la prima volta e qui, vedrà affiancarsi la Giuditta del 1901, proveniente dal Belvedere di Vienna. Sono inoltre esposti, oltre ad alcuni capolavori del suddetto museo, altri provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui: Lady davanti al camino (1897/98) Gli amanti (1901/1902), Hermine Gallia (1904) Il Girasole (1907) e Il Bacio (1907/1908).

Partendo da esempi di contributi austriaci dell’Esposizione Mondiale di Parigi del 1900, a cui Klimt e Hoffmann parteciparono, la prima sezione della mostra, illustra il passaggio dallo stile decorativo dell’Art Nouveau a un approccio più geometrico. Il legame fra i due artisti, è narrato attraverso i progetti per l’esposizione mondiale di Saint Louis (1904), L’esposizione d’arte di Manheim (1907), la Kuntshaus (1908) e l’Esposizione Internazionale di Roma (1911).
Non mancherà ovviamente l’indagine dell’universo femminile tanto amata da Klimt, celebre per i suoi innumerevoli ritratti di donne, che se inizialmente adorava circondare di un’aura dorata che ha caratterizzato il suo stile, successivamente se ne distaccherà per dedicarsi a un linguaggio decorativo espressionista puramente incentrato sul colore.
Josef Hoffmann - Spilla, 1905, Modello G366, , Esecuzione Wiener Werkstätte/Eugen Pflaumer, 1911 Argento dorato, pietre semipreziose, 5,2 x 5,2 cm © Courtesy of Richard Grubman, Caroline Mortimer
Josef Hoffmann - Spilla, 1905, Modello G366, , Esecuzione Wiener Werkstätte/Eugen Pflaumer, 1911 Argento dorato, pietre semipreziose, 5,2 x 5,2 cm © Courtesy of Richard Grubman, Caroline Mortimer

“Si è soliti attribuire il periodo d’oro di Klimt fra il 1907 e il 1908, con Il Bacio –afferma  Alfred Weidinger, curatore della mostra- ma in realtà non è così. E’ il 1899, data in cui intraprese il suo primo viaggio all’estero, che si assistì al cambiamento. Se Klimt non avesse visitato la Basilica di San Marco a Venezia come quella tardo bizantina di San Vitale a Ravenna, e non fosse rimasto profondamente colpito dai loro mosaici, probabilmente opere come la Giuditta oggi non esisterebbero”.

L’Italia ebbe rilevante importanza per Klimt come per Hoffmann. Anche quest’ultimo soggiornò nel nostro bel paese. A Capri studiò l’Architettura locale, e ai Giardini della Biennale di Venezia, nel 1934, allestì il padiglione dell’Austria.
“Questa mostra –conclude Gabriella Belli, direttore della fondazione dei musei civici- rappresenta il ritorno di un’importante e prestigiosa collaborazione internazionale, ma anche la restituzione culturale di una presenza come quelle di Gustav Klimt, che fu determinante per lo sviluppo delle arti in Italia nei primi decenni del secolo scorso”.
Parallelamente a questa rassegna, e a testimonianza di quanto fosse forte l’influenza di Klimt sulla cultura figurativa italiana dell’epoca, dal 31 marzo all’8 luglio 2012, presso le sale di Ca’ Pesaro, come completamento della mostra al Correr,  sarà possibile visitare:”Spirito klimtiano: Vittorio Zecchin, Galileo Chini e la grande decorazione a Venezia”, dove saranno esposti i due famosi cicli decorativi di Vittorio Zecchin, “Le mille e una notte”, e l’altrettanto straordinaria “Primavera” di Galileo Chini, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma. A Milano  invece, è in corso:”Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven”; presso lo Spazio Oberdan, fino al 6 maggio 2012, si possono ammirare disegni, manifesti, riviste e la riproduzione a grandezza naturale del famosissimo “Fregio di Beethoven”.
Francesca Galluccio
Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione
24 marzo – 8 luglio 2012
Museo Correr, piazza San Marco, Venezia.
Orari: tutti i giorni, dalle 10 alle 19.
Ingresso: intero 16 euro (assieme ai Musei Civici), ridotto 8 euro
tel: 0412405211
www.mostraklimt.it

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