Fotografia poetica e politica. Imperdibile. Letizia Battaglia a Venezia

Chi fotografa ha un mezzo meraviglioso in mano per esistere, per essere,

Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia - Casa dei Tre Oci, Venezia
Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia – Casa dei Tre Oci, Venezia

per incontrare il mondo, per amarlo, per denigrarlo. Letizia Battaglia

Letizia = gioia, felicità, allegria, giubilo, contentezza, gaudio, entusiasmo, esultanza, serenità, bene.
Battaglia = combattimento, scontro, conflitto, guerra, campagna, attacco, lotta, duello, confronto.
Le due parole che compongono il suo nome sono esattamente la sintesi del suo approccio alla realtà, della sua capacità di partecipare alle vicende del mondo e della sua relazione con gli esseri umani Francesca Alfano Miglietti, curatrice della mostra

Una mostra che ti ipnotizza, toglie il respiro, ti abbraccia dove la vita stessa della grande fotografa e poetessa dell’immagine Letizia Battaglia si intreccia profondamente con tutti i soggetti deboli, emarginati, spesso non voluti e allontanati dalla società. Un continuum tra messaggio e medium dove l’allestimento perfetto viene arricchito da due preziosissime testimonianze video in cui Letizia Battaglia parla direttamente di sé delle sue scelte, del suo lavoro, di quello in cui crede e che per lei è irrinunciabile. Senza dubbi. Senza ripensamenti.

Una location veneziana in Giudecca di rara bellezza, da dove appena esci e poco prima di entrare tutta la Venezia più conosciuta ti guarda e ti abbraccia con le sue acque perennemente mobili e con i suoi monumenti più famosi. Quasi un’esperienza nell’esperienza l’allestimento veneziano della mostra che rende giustamente omaggio a una donna importantissima della nostra storia più recente. Se ne esce abbagliati dalla forza che le 300 foto e le testimonianze dirette lasciate da lei, oltre video anche scritte che accompagnano i tre piani della mostra, scaturiscono con impulso vivo e non trascurabile. Un immersione anche nella nostra stessa storia degli ultimi decenni. Un tuffo deciso nelle visioni e sensibilità femminile di un osservatrice indipendente.
Una mostra imperdibile.

Letizia Battaglia, Pier Paolo Pasolini al Circolo Turati, durante il dibattito ” Libertà d’espressione tra tra repressione e pornografia”, dedicato alle censura e alla vicende processuali del film “I Racconti di Canterbury”, 1972, Milano © Letizia Battaglia, Casa dei Tre Oci, Venezia

La Casa dei Tre Oci di Venezia dal 20 marzo al 18 agosto 2019 ospita la grande antologica di Letizia Battaglia, una delle più significative protagoniste della fotografia italiana, che ne ripercorre l’intera carriera.

Nata a Palermo nel 1935 è tra le prime donne fotoreporter italiane. Dirige dal 1974 al 1991 il team fotografico del quotidiano comunista del pomeriggio “L’ORA” di Palermo e fonda l’agenzia “Informazione Fotografica”. Non è solo una fotografa, è regista, ambientalista, assessore dei Verdi con la giunta di Leoluca Orlando negli anni della Primavera Siciliana, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, editore delle Edizioni della Battaglia. È cofondatrice del centro di documentazione “Giuseppe Impastato”. È la prima donna europea a ricevere, a New York, nel 1985 il Premio Eugene Smith per la fotografia sociale e a San Francisco, The Mother Johnson Achievement for Life(1999). Nel 2007 in Germania la società tedesca di fotografia le assegna “The Erich Salomon Prize”. Nel maggio 2009 a New York viene premiata con il “Cornell Capa Infinity Award”. Fondatrice nel 1991 della rivista “Mezzocielo”, bimestrale realizzato da sole donne. Nella lista delle 1000 donne segnalate per il Nobel per la pace, nominata dal Peace Women Across the Globe. The New York Times la nomina, unica italiana, tra le 11 donne più rappresentative del 2017.È invitata a tenere lecture e workshop per musei e istituzioni in Italia e all’estero. Dal 2017 realizza il suo sogno inaugurando il Centro Internazionale di Fotografia, presso i CantieriCulturali alla Zisa di Palermo. Ne dirige e cura la selezione di mostre e incontri dedicati alla fotografia storica e contemporanea.

All’inizio erano tutti diffidenti. A 40 anni, dopo che mi sono separata e sono rientrata a Palermo dopo un periodo milanese avevo una K 1000 comprata per 200mila lire. Tutti mi vedevano malissimo. Donna, biondina, con gli zoccoli e le gonne a fiori. Passavano i fotografi maschi e a me no. Ma Boris Giuliano mi faceva passare.
Io non mi arrendo
Disperazione di incontrare la libertà
Letizia Battaglia 

La mostra, curata da Francesca Alfano Miglietti, organizzata da Civita Tre Venezie, promossa da Fondazione di Venezia con la partecipazione di Tendercapital, presenta 300 fotografie, molte delle quali inedite, che disegnano il contesto sociale e politico nel quale sono state scattate. La scelta delle fotografie, svolta in collaborazione con l’archivio di Letizia Battaglia, si è avvalsa inizialmente del contributo di Marta Sollima e, per la ricerca delle successive selezioni, di Maria Chiara Di Trapani.

Le sue immagini raccontano con passione militante i sanguinosi anni delle guerre di mafia siciliana. In un bianco e nero denso di contrasti, il suo archivio si compone di foto

struggenti nella perfezione della loro composizione. Crea immagini lontane da quel clamore che spesso fa parte della cronaca, silenziose e solenni. Oltre i corpi di giudici e vittime senza nome, con il suo obiettivo continua a raccontare i suoi soggetti prediletti, bambine e giovani donne ritratte come espressione di un futuro possibile.

Non fotografo quasi mai gli uomini, non mi vengono bene. Fotografo le donne, questo sì, anche perché in loro ritrovo me stessa; in ogni caso, in genere fotografo persone.
Credo che le donne hanno una poetica diversa
Letizia Battaglia

I ritratti di donne, di uomini, di animali, o di bimbe e bimbi, sono solo alcuni aspetti di un prisma più articolato che da vita alla grande antologica; a questi si aggiungono infatti quelli sulle città come Palermo, e quindi sulla morte, sulla vita, sulla politica, sull’amore e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica.

Palermo la mia passione più grande..
L’umanità arrestata non mi piace.
Mi sono sempre chiesta chissà cosa l’ha portato a diventare un assassino.
Vatinne.. si leggeva sui muri.
Letizia Battaglia

Letizia Battaglia, Vicino la Chiesa di Santa Chiara. Il gioco dei killer, 1982, Palermo © Letizia Battaglia, Casa dei Tre Oci, Venezia
Letizia Battaglia, Vicino la Chiesa di Santa Chiara. Il gioco dei killer, 1982, Palermo © Letizia Battaglia, Casa dei Tre Oci, Venezia

Il percorso espositivo, allestito tematicamente, si focalizza su quei temi che hanno generato la cifra espressiva inconfondibile di Letizia Battaglia, la sua profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea.

Io sono una persona, non sono una fotografa. Sono una persona che fotografa,
che ha fatto volontariato psichiatrico, che ha fatto teatro, che ha avuto l’amore,
che l’ha dato, che ha avuto tre figli. La fotografia è una parte di me, ma non è
la parte assoluta, anche se mi prende tantissimo.
Letizia Battaglia

Grazie al percorso con lo psicoanalista Francesco Corrao, Letizia Battaglia capisce che il suo matrimonio non funziona e che lei cerca qualcosa di diverso dalla vita che essere solo la moglie, la madre, la donna che accudisce. Rimarrà sempre grata al percorso psicoanalitico e più tardi negli anni si interesserà di psichiatria dentro i reparti della città di Palermo dove insieme a altri si propone come volontaria e lavora a diretto contatto con chi soffriva di malesseri profondi.

Il loro stare male era innocente. Letizia Battaglia

Rendendo tangibili le sue convinzioni in maniera diretta, vera, poetica e colta, rivoluzionando così il ruolo della fotografia di cronaca, Letizia Battaglia attraversa il suo lavoro come un manifesto.

I soggetti di Letizia, scelti non affatto casualmente, hanno tracciato un percorso finalizzato a rafforzare le proprie ideologie e convinzioni in merito alla società, all’impegno politico, alle realtà emarginate, alla violenza provocata dalle guerre di potere, all’emancipazione della donna. Si disegna così il vero ritratto di Letizia Battaglia, una intellettuale controcorrente, ma anche una fotografa poetica e politica, una donna che si è interessata di ciò che la circondava e di quello che, lontano da lei, la incuriosiva.

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