Venezia, Biennale Arte 2022- Il Teatro delle Apparizioni di Roger Ballen al Padiglione Sudafrica

Roger Ballen, Waif, 2012

Quest’anno il Padiglione Sudafrica ospita un raffinato allestimento  di The Theatre of Apparitions, l’opera più nota dell’artista newyorkese, di stanza a Johannesburg, Roger Ballen. Perfettamente allineata con il dettato post-surrealista-brut- dark della direttrice Alemani, la scelta delle foto stampate su tela retroilluminata che raffigurano in uno splendido b/w sagome ricavate con un procedimento “dada-calcografico” dalla polvere depositata sulle finestre di un ex manicomio femminile (2010-2013).
Ballen è regista e testimone di una surreale messa in scena colma di humor nero, dov’é rappresentato il gioco delle pulsioni ancestrali che è metafora di una realtà contemporanea distopica, in piena decadenza.Nel teatro dell’assurdo che affiora dal subconscio dell’artista, infatti agiscono l’efferatezza e il degrado legati agli istinti più oscuri e primevi annidati nell’animo umano.

Roger Ballen, Black Hole, 2013

Sullo sfondo dell’etere animista che si disegna sulla lastra di vetro/materia fotografica, trovano piena libertà d’espressione i fantasmi delle guerre, delle mutilazioni, delle torture di cui è stato testimone il Sudafrica, patria d’elezione: un riflesso dell’oscurità del reale, che, portato alla luce, è destinato a lasciare tracce indelebili nella mente, nel corpo e nella psiche profonda del fruitore. Un esercito di omuncoli, ominidi, umanoidi, post-umani, semidei, animali, golem, gargoyle, Lilith, lemuri, incubi, succubi – ed altri esseri mostruosi, primordiali, che rimandano di volta in volta alle poetiche di Bosch, Dubuffet, Füssli, Goya, Schärer, Schiele, Erwin, Arbus ecc. – è trasposto per mezzo di una controllatissima sperimentazione tecnico-formale dalla mente dell’artista all’interno dell’opera, nel contesto di una danza macabra e ferale retta dalle leggi di natura al ritmo vitalistico di una sessualità potente, deviata e ctonia, che segna l’alternarsi dionisiaco e brutale di Eros e Thanatos. Il lavoro sulle “apparizioni” di Ballen è intriso dell’esperienza africana e del rapporto con la storia e il presente del mondo occidentale e della sua arte.

Roger Ballen. Shadows and Strangers, 2011

Roger Ballen mutua il lessico artistico sintetico del Continente nero, dell’antico Egitto, dell’espressionismo viennese, s’ispira a Man Ray, a Dada, all’art Brut e Outsider, a Diane Arbus, al graffitismo, di cui troviamo raffinate citazioni nella teoria di crudeltà e di orrori messa in scena con distacco surreale e sublime.

Artist: Roger Ballen
59. Biennale d’Arte
Pavilion: South Africa Pavilion (Republic of)
Title: Into the Light
Arsenale, Arsenale, Castello
Commissioner: Nosipho Nausca-Jean Ngcaba (Ambassador in Italy)
Curator: Amé Bell
Exhibitors: Roger Ballen, Lebohang Kganye, Phumulani Ntuli

Roberta Reali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.