Suoni: Egon Schiele – Donna seduta (1917)

egon-schiele-donna-seduta-1917

Rache’s is an american instrumental chamber music group born in 1991 in Louisville, Kentucky. Influenced by classical and minimalist music of the late 20th century, in 1995 composed the soundtrack of the theatrical production ‘Egon Schiele’ by Stephan Mazurek, staged by the Itinerant Theater Guild at the University of Illinois Chicago. It was about the life of Austrain painter Egon Schiele.
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S. Valentino, innamorati dell’arte

MiBAC - San Valentino e arte
foto campagna pubblicitaria del Ministero dei Beni e le Attività Culturali "A San Valentino, innamorati dell'arte"

Regalarsi un momento culturale, una emozione di grande valore per S. Valentino.
Questa è la proposta del MiBAC, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per San Valentino, coniugare Amore e Arte.

Il 12 e 13 febbraio tutte le coppie hanno la possibilità di conoscere e riscoprire le meraviglie del patrimonio culturale italiano offrendo due ingressi al prezzo di uno in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali.
Una occasione per tutti i cittadini italiani e stranieri per rinnovare la conoscenza e la riscoperta delle nostre bellezze artistiche e valorizzare una ricchezza che tutto il mondo ci invidia e di cui noi, per primi, possiamo godere.
Sul sito del MiBAC è consultabile il programma di tutti gli eventi, tra concerti, aperture straordinarie, percorsi guidati, che in tutta Italia sono stati organizzati per rendere, nel weekend degli innamorati, la visita in un museo un momento ancora più dolce ed emozionante.

Il desiderio di libertà di Osvaldo Licini alla GAM di Torino

Osvaldo Licini 'Amalassunta su fondo blu'
Osvaldo Licini Amalassunta su fondo blu, 1950 olio su tela, cm 20.5 x 27 Collezione privata

Presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, dal 24 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011, viene presentata un’ampia retrospettiva di Osvaldo Licini, maestro dell’astrattismo italiano ed internazionale, nato nel 1894 a Monte Vidon Corrado e deceduto nel 1958.

Affidata ad un comitato scientifico composto da Zeno Birolli, Luciano Caramel, Fabrizio d’Amico, Danilo Eccher e Riccardo Passoni, la rassegna presenta cento capolavori provenienti dalle collezioni di Silvia e Lorenzo Licini, di Bruno e Matteo Lorenzelli, oltre che da importanti collezioni pubbliche e private, comprese le opere appartenenti alla collezione permanente del GAM.

Sono esposti, in un percorso cronologico, i quadri degli esordi, segnati dal periodo parigino, altre opere in cui si riconosce l’avvicinamento all’astrattismo internazionale, fino alle ultime creazioni caratterizzate dai temi fantastici delle Amalasunte e degli Angeli ribelli, quest’ultime appartenenti alla stagione più mitica e poetica della produzione dell’artista.

Figura di notevole spessore artistico ed intellettuale, Licini, benché schivo ed apparentemente appartato, ha saputo imprimere nella pittura italiana una propria geniale espressione, costruita con straordinaria consapevolezza del suo essere artista complesso, profondamente coinvolto nelle problematiche culturali di quegli anni e nel contempo distanziato e provocatorio. Nella sua opera, pur alimentata da un’incessante riflessione e da contatti importanti, tra i quali ricordiamo Modigliani, Picasso e Kandinsky, emerge ininterrotto un filo di sottile diversità che pone l’artista in un singolare confronto dialettico con i movimenti dell’arte del suo tempo, siano essi figurativi o astratti. In particolare si evidenzia un atteggiamento intellettuale fortemente autonomo ed anticonformista, retaggio di quel ribellismo futurista a cui l’artista si era ispirato nel periodo giovanile trascorso con l’amico Giorgio Morandi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Ne è esempio tra tutti la serie degli ‘Angeli Ribelli’, figure mitiche e letterarie connotate da uno straordinario lirismo trasgressivo. In realtà, trattasi di modelli simbolici assunti a rappresentazione di un assoluto desiderio di libertà fuori dagli schemi culturali e da ogni regola, anche della stessa pittura, votati, per sorte o per necessità, ad errare in uno spazio etereo e solitario, intensamente poetico ed incerto.

Vanni Cantà

Osvaldo Licini: capolavori – Masterworks
dal 24 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011
GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta, 31 10128 Torino – Italy
+39 011 4429518 centralino
+39 011 4429595 segreteria
Orari collezioni e mostre
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima
www.gamtorino.it

I video di Bill Viola a Capodimonte


Bill Viola Observance
Bill Viola Observance 2002 Video a colori ad alta definizione su schermo al plasma montato a parete 120,7 x 72,4 x 10,2 cm 10:15 minuti

Un progetto, Incontri con Caravaggio, che fino a gennaio inoltrato racconta  la figura del grande maestro lombardo, attraverso gli Itinerari caravaggeschi in città e le performances teatrali a Capodimonte, e un ciclo di incontri, con personalità di rilevanza internazionale in tutti i campi della cultura.

Qui si inserisce il progetto che ha come protagonista Bill Viola, uno degli artisti contemporanei più significativi nel campo della video arte, chiamato a Napoli per la prima volta, a far dialogare la sua sensibilità contemporanea con l’esperienza caravaggesca, di cui Capodimonte custodisce una delle testimonianze più rilevanti della sua produzione più avanzata, la celebre Flagellazione.
L’installazione di Bill Viola – presentata negli spazi della Sala Causa del Museo, la cui particolare conformazione architettonica ha sempre garantito effetti di grande suggestione – proporrà sei video di forte incisività, e mai presentati a Napoli, tesi a mettere in luce le tematiche più ricorrenti dell’artista americano in una sorta di dialogo a distanza con la sensibilità caravaggesca così diversa.
L’artista americano, che è stato fortemente influenzato dall’arte italiana, si è poi orientato verso una profonda riflessione sulla vita e sulla morte, sul dolore e sulla speranza.
Il progetto si svolge nell’ambito delle manifestazioni per il quarto centenario della morte di Caravaggio, è stato promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli.
Questi i prossimi appuntamenti di riflessione e dibattito sulla figura di Caravaggio (dopo quelli delle scorse settimane tenuti da Ferdinando Bologna e Erri De Luca):
– 11 novembre  2010 – Ore 17,30
Museo di Capodimonte -Auditorium
Piergiorgio Odifreddi
– 18 novembre 2010 – Ore 17,30
Museo di Capodimonte -Auditorium
Claudio Strinati
– 25 novembre 2010  Ore 17,30
Pio Monte della Misericordia -via Tribunali,253
Roberta Lapucci
– 2 dicembre 2010  Ore 17,30
Museo di Capodimonte -Auditorium
Mario Martone e Nicola Spinosa

Bill Viola Per Capodimonte
Museo di Capodimonte
30 ottobre 2010 – 23 gennaio 2011
Orari: Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30
Chiuso mercoledì. La biglietteria chiude un’ora prima
Informazioni e prenotazioni
848.800.288, dall’estero e dai cellulari +39.06.39967050
www.polomusealenapoli.beniculturali.it
www.civita.it

12 ^ Biennale Architettura – Quando l’energia diventa forma

Prototipi di macchine del tempo
Il critico Hans Ulrich Obrist con uno dei prototipi di macchine del tempo, invisibili network di energia e pendoli giganti nella sala Carnelutti presso la fondazione Cini di Venezia, (beyondentropy.aaschool.ac.uk)

Ad un mese dalla chiusura Biennale Architettura è più visitata che durante le vernici (il record di presenze è stato raggiunto lo scorso weekend con 7.660 ingressi). Tra le ragioni di questo successo è senz’altro la qualità egli eventi proposti, alcuni dei quali saranno ripresi da Art in Italy fino a fine mostra.

Può essere interessante scoprire i retroscena che stanno a monte di un’esposizione, di un meeting, ma anche di un’opera d’arte, d’architettura, o scienza, o di tutto ciò messo insieme, come è il caso delle futuribili proposte di studio sul rapporto tra energia e forma di cui parlerà con noi l’architetto Stefano Rabolli Pansera, che per due anni ne ha curato la presentazione alla Biennale di Venezia.

Dr. Pansera com’è nato il simposio Beyond Entropy: When Energy Becomes Form (26 Agosto – 19 Settembre 2010)?
L’Architectural Association due anni fa ha organizzato una serie di progetti di ricerca trasversali ed ha indetto un concorso per riunirli sotto lo stesso titolo: è stato scelto il tema dell’energia, che io ho proposto, perchè è trasversale e unisce diversi punti di vista: tecnologico, storico, sociale, politico. Questo ampio progetto, presentato alla 53. Biennale d’Arte, è volto in realtà a stimolare la ricerca: a questo fine sono esposti per la prima volta in questo simposio i modelli dei prototipi di macchine del tempo, invisibili network di energia e pendoli giganti, che saranno rielaborati ulteriormente per il prossimo anno.

Come si struttura il suo progetto?
Siamo partiti dal problema cruciale dei fondi. Gli sponsor mi hanno chiesto che cosa avrebbero dovuto finanziare. Io non potevo rispondere che il mio intento era di far incontrare architetti, scienziati ed artisti affinchè definissero il da farsi. Perciò ho affrontato la questione trovando uno sponsor per la realizzazione dei prototipi con i quali, in un secondo tempo, cercherò altre sponsorizzazioni. Quindi, la mostra dei prototipi per Biennale Architettura è una prima fase del progetto che, mi auguro, tornerà completato l’anno prossimo a Venezia, dopo un tour che toccherà Milano, Roma, Ginevra, Londra.

Perchè ha scelto le forme del simposio e del workshop?
Tutto è incominciato a Londra dove ho organizzato una serie di conferenze in cui sono stati interpellati artisti, scienziati e architetti per parlare dei loro lavori. Artisti straordinari come Martin Creed, David Claerbout, Giovanni Anceschi, scienziati come Roberto Trotta, Vid Stojevic, architetti come Enzo Mari, Massimo Bartolini e Wilfredo Prieto hanno contribuito a questa ricerca. E’ stato il primo passo, una sorta di rodaggio, per entrare in quest’ottica di energia, entropia e forma.
Il secondo passaggio è stata la visita al Cern di Ginevra (e al suo Larger Hadron Collider), dove si sono incontrati gli otto gruppi di lavoro. Poi c’è stata la costruzione dei prototipi già in mostra a Venezia e quindi il simposio internazionale. Non mi aspetto che tutto ciò sia classificato come opera d’arte, esperimento scientifico o architettura, ma mi interessa che le tre cose si uniscano in quello che Aldo Rossi definiva invenzioni inaspettate: proprio questa carica non ancora classificabile può fornire un nuovo paradigma per ripensare l’energia. Leggi tutto “12 ^ Biennale Architettura – Quando l’energia diventa forma”