Tono Zancanaro a Sutri. Gibbo e Demopretoni – A cura di Roberta Reali

Tono Zancanaro, Noi siamo in marcia.- ecc... Gibbo (cat. 3115 ASTZ)
Tono Zancanaro, Noi siamo in marcia.- ecc… Gibbo (china a tratto, 197×225, 1944, cat. 3115 Gibbo, ASTZ)

Creatura deforme d’ispirazione mussoliniana, Il Gibbo, disegnato da Tono Zancanaro a Padova nell’ambito dell’antifascismo universitario clandestino di fine anni Trenta, si può considerare quale protogono delle serie espressioniste di Roger Ballen e Silvio Pasqualini  (a cura di A. Rossi) che i disegni di Tono, presentati da Vittorio Sgarbi,  hanno introdotto in occasione dell’inaugurazione della mostra ASSEMBLA-MENTI, lo scorso 20 maggio, alla galleria Alice Schanzer di Sutri, dedicata all’attualità delle tematiche di regime.
Laddove il nitido segno neoellenico dell’artista patavino danza sull’orlo dell’abisso, descrivendo satiricamente le aberrazioni politiche della dittatura in ampie forme esuberanti e “apodionisiache”, classicamente erotiche e dissacranti, in un altro continente, le opere del fotografo sudafricano Roger Ballen rievocano surreali “rayografie” tratte dai depositi di polvere di una dolorosa Mariée. Addentrandosi nelle profondità della psiche e della storia, oltre la resa superficiale del dato “reale”, sino ad incontrarne il baratro, il fotografo scoperchia il vaso di Pandora, lasciandone fuoriuscire larve ed ectoplasmi, creature archetipe e subumane, totem, tabù e feticci contemporanei, dal potente vitalismo dark.
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Arte è Donna a Mestre (Venezia)

Francesco Bianchi, Francesca Bonollo, Mestre, 2021
Francesco Bianchi, Francesca Bonollo, Mestre, 2021

Il fotografo Francesco Bianchi  ha documentato per Art in Italy “Arte è donna“, uno dei primi eventi post-lockdown che, lo scorso marzo, ha promosso l’esposizione diffusa  di 100 opere al femminile – di cui alcune sono ancora in mostra – nei negozi di vicinato della Municipalità di Mestre-Carpenedo.
Prevista all’interno del progetto Marzo Donna 2021., l’idea, nata in seno della Commissione delle Elette della Municipalità è stata coordinata da Fabians Rizza e da Monica Fortuna, rispettivamente come Presidente e Vicepresidente della Commissione stessa, al fine di promuovere piccole creazioni d’arte realizzate da donne, all’interno delle botteghe storiche del centro cittadino. In tal modo, si è voluto incentivare l’acquisto al dettaglio nei negozi del vicinato, in cui è ancora possibile il rapporto umano, offrendo alla cittadinanza un’opportunità di fruire la bellezza di oltre 100 quadri, fotografie, sculture e poesie. Un segnale di positività in un momento difficile per l’intero paese.

Francesco Bianchi, Susanna Fiori
Francesco Bianchi, Susanna Fiori, 2021

La Presidente del Consiglio Comunale Ermelinda Damiano e l’Assessore comunale Paola Mar hanno sostenuto l’impresa e hanno aderito alla proposta l’associazione “Fai Centro! Mestre Shopping District” e i commercianti di Mestre.
Hanno aderito le artiste Anna Arban, Marilisa Boldrin, Francesca Being Bonollova,Annamaria Bortolozzo, Roberta Boscolo, Marilisa Brocca, Manù Brunello, Silvia Bruttomesso, Claudia Caenazzo,  Cinzia Capece Eak, Giovanna Caputo, Wanda Casaril, Patrizia Carraro, Lucia Chiavegato, Veronica Croce, Linda Damiano, Franca Ester, Susanna Fiori, Mileydis Francia, Grazia Guadagni, Valeria Gubbati, Rosalba Giannuzzi,  Anna Manfrinati, Elisabetta Masato, Alessandra Pignatto, Flavia Pitarresi, Giorgia Pollastri, Alessandra Puppola,  Manuerita Ribaudi, Laura Riccobono, Chiara Rigo, Franca Scarpi, Raffaella Tassinari,  Maria Pia Teso, Angelica Tonizzo, Stefania Tommasi, Roberta Vasselii, Marie-Christine Vezzoli, Maria Lucia Vianello, Ida Giulia Vicentini, Angelina Vizzolini.

Francesco Bianchi, Anna Manfrinati, 2021
Francesco Bianchi, Anna Manfrinati, 2021


Un’iniziativa importante e da ripetere, ispirata forse al recente e più generalizzato movimento spontaneo delle vetrine dismesse e affittate o cedute ad artisti e alle loro opere,
Arte è Donna , nell’occasione dell’Otto Marzo, ha colto infatti la necessità degli artisti di mostrare le propri lavori in un periodo in cui le mostre erano inaccessibili, il diritto dei cittadini a fruire della bellezza artistica nella città, la sopravvivenza dei  piccoli commercianti stritolati dalle chiusure e da grandi magazzini e supermercati, e non ultima l’esigenza della città di vivificare il tessuto sociale e urbanistico del centro storico, di ritornare ad una vita dalla dimensione umana e solidale.

Roberta Reali

Commissione delle Elette della Municipalità d Mestre-Venezia
Francesco Bianchi https://instagram.com/francescobianchi.photo?utm_medium=copy_link

Isernia – Art For a Change – Finissage

Paul Yves Poumay, Triptyque lowers in esposizione allo Spazio Arte Petrecca d’Isernia

Per tutto il mese di maggio (8-29) allo  Spazio Arte Petrecca d’Isernia si è tenuta una personale dell’artista belga Paul-Yves Poumay, a cura di Carmen D’Antonino e Martina Scavone, con la collaborazione di Anna Maria Griseri, patrocinata dal Comune di Isernia.

L’Arte per il Cambiamento (Art for Change) è l’arte del futuro, un’arte che si impegna attivamente nel sociale per combattere le ingiustizie e portare un rinnovamento capillare in un sistema in gran parte corrotto. La libertà dell’arte è anche quella di portare alla luce tali tematiche anche molto complesse e controverse, che spesso dividono l’opinione pubblica e che sempre finiscono nell’insabbiamento, nell’oblio e nella riduzione a veline di notizie morbosamente e meccanicamente riprodotte nel lavaggio del cervello mediatico

Paul Yves Poumay, Interférences et harmonie. in esposizione allo Spazio Arte Petrecca d’Isernia

La denuncia di Poumay nei confronti della società contemporanea, dice il comunicato, non fa in tal senso alcuna eccezione e gli effetti della dilagante frenesia consumistica sono all’origine delle opere che compongono la prima sezione della mostra, testimonianza di come il capitalismo non debba essere considerato quale un modello al quale continuare ad ispirarsi negli anni a venire.
Le opere astratte e dai colori vibranti presenti in mostra illustrano l’aspetto più immorale di una società, che incendia il patrimonio forestale e tende ad annichilire ogni forma vivente, traendo vantaggio economico dal traffico di migranti, usando il capitalismo, la corruzione,  la violenza come forma di riduzione la popolazione in schiavitù, e incitando all’ostentazione di beni materiali.
Il concetto di ricostruzione è, invece alla base della seconda sezione della mostra, dove la degenerazione distruttiva dei lavori precedenti scompare , cedendo il passo ad un sentimento di rinascita. Qui l’artista-terapeuta rende omaggio ai giusti, agli onesti, alla brava gente che si adopera quotidianamente per offrire alle nuove generazioni un futuro migliore.

Locandina della mostra di Paul Yves Pomay “Art for a Change”

Il neo-primitivismo avanguardistico evocato dalle opere di Poumay, memore dell’Art Brut e del graffitismo newyorkese, è la risposta dell’artista a questa crisi dell’essere umano e del mondo intero. Deposte le armi delle contemporanee certezze pseudo-scientifiche e positiviste, nelle opere dell’artista-filantropo l’uomo torna ad una realtà primeva,  prive delle tecniche di sopravvivenza tipiche dell’era contemporanea.

La vera Arte per il Cambiamento trionfa dunque in questa seconda parte, che si configura quale un invito al fruitore a recepire i messaggi di  speranza, compassione, amore e rispetto verso la natura  veicolati dalla forma, dal segno e dl colore. Poumay, infatti, considera l’arte quale medium privilegiato per svelare le relazioni e  interconnessioni individuali e universali  che costituiscono l’intero cosmo vivente, nello spazio del  dialogo con l’opera e  nell’introspezione personale.

Paul-Yves Poumay
Spazio Arte Petrecca
Corso Marcelli 180 Isernia (IS)
Tel: 345 506 8036
Email: [email protected]
Web: www.artepetrecca.com
Ufficio stampa DG Press&Art
338 108 1096 | [email protected] | [email protected]

Dalla terrazza di Ivo, sotto il sole, le stelle e l’ombra di Corto.Ricordo di Ivo Pavone, ultimo fumettaro storico veneziano, 1929 – 2020

Ivo Pavone sulla sua terrazza al Lido di Venezia. Foto courtesy Jacopo Terenzio
Ivo Pavone sulla sua terrazza al Lido di Venezia. Foto courtesy Jacopo Terenzio

Il padre di Ivo, era ufficiale di marina, così il mio nonno paterno, Winspeare, che non conobbi mai, ed entrambi venivano dal sud, tarantino il primo, campano, sembra, il secondo, ed è così che le famiglie si conobbero. Amicizie di antica data, normali soprattutto in certe cerchie ristrette.
Uno dei fratelli di Ivo, Franz, mi seguì, da ragazzino,  per alcune estati tenendomi a ripetizione di greco, filosofia e letteratura, nella casa dei Pavone,
che si trovava proprio di fronte alla chiesa di San Martino, all’Arsenale, svolgendo una funzione, nei miei confronti, di “precettore” in senso pieno e in certo senso maestro di vita lo fu, perché era un vero intellettuale, coltissimo, elegante, che incarnava la classica e purtroppo oggi rarissima figura, del libero pensatore.
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