Formello (RM) – “Convergenze” pittoriche tra Italia e Latinoamerica

E’ in corso a Formello (RM) la prima mostra della rassegna “ Incisione e…” curata da Vinicio Prizia. “Convergenze; quattro artisti a confronto“.
Espongono: Louis Alberto Alvarez, Ruben Martinez, Sergio Millozzi, David Ovidi.
Il Centro per l’Incisione e la Grafica d’Arte del Comune di Formello presenta così il primo capitolo della della serie espositiva che consiste nel proporre varie mostre a cadenza settimanale o quindicinale composte ogni volta da quattro artisti  che prospettano i molti aspetti dell’arte e della grafica contemporanea nazionale ed internazionale. Questo ciclo di mostre si svilupperà dal novembre 2023 al 2024, evidenziando la diffusione capillare della grafica prodotta da artisti di diverse nazionalità e discipline artistiche.
Le esposizioni si terranno tutte nella sede del Centro per l’Incisione e la Grafica d’Arte di Formello, situato in Via Regina Elena, 3, Formello (ROMA). Leggi tutto “Formello (RM) – “Convergenze” pittoriche tra Italia e Latinoamerica”

Biennale Musica23# Eno. Burning, time and mortality (Ita/En)

Venezia, Biennale Musica#23 – Micro-Music. Brian Eno sulla terrazza di Ca’ Giustinian, dopo la premiazione a Leone d’Oro alla carriera. Foto di Octavian Micleusanu

La prima mondiale dell’opera Ships, del Leone d’Oro alla Carriera per la musica Brian Eno, è stata messa in scena dallo stesso Eno al Teatro La Fenice, accompagnato dalla Baltic Sea Philharmonic condotta da Kristjan Järvi, insieme all’attore Peter Serafinowicz, al chitarrista e collaboratore Leo Abrahams, e al software designer Peter Chilvers.
Quello che ne è risultato è stata un’intensa tempesta emozionale contemporaneamente  ad un inabissamento nell’arte del rock: sulla nave di Eno eravamo intrattenuti con ogni tipo di possibilità in simultanea. In apertura “The Ship“, un lavoro elegiaco di ambient music intessuto con testi e riflessioni sui viaggi e sulle guerre. Una canzone senza ritmi o accordi in progressione ma semplicemente cantata sul suono ambient originato da un’installazione che Eno ha commissionato ad un’organizzazione artistica svedese, Fylkingen. Leggi tutto “Biennale Musica23# Eno. Burning, time and mortality (Ita/En)”

Biennale Musica23# – Kali Malone a San Pietro in Castello (ita/en)

Biennale Musica#23 Kali Malone, Trinity Form, première assoluta, Chiesa di San Pietro in Castello, Venezia. Photo by Cobi

Trinity Form, l’opera del nuovo ensemble di Kali Malone, è stata eseguita in San Pietro di Castello il 20.10.23; la stessa organista Kali Malone ha suonato l’organo della chiesa insieme ai suoi collaboratori Lucy Railton, al violoncello, e  Stephen O’Malley alla chitarra acustica con archetto.  Malone utilizza la sensibilità unica della tastiera dell’organo di  San Pietro di Castello per alterare lentamente la pressione aerea dello strumento, al fine di creare, in combinazione con il violoncello e la chitarra acustica, rigonfiamenti timbrici nella tessitura armonica della struttura canonica.
Sedendo tra il pubblico in questo magnifico spazio architettonico, non ho potuto non cogliere nella mia mente  la sensazione di essere raccolti in una veglia,  per custodire uno spazio dedicato a ciò che sappiamo sta accadendo a Gaza proprio in questo momento. Custodire lo spazio per le anime in transito.  La musica risuona di questa delicata empatia, espressa da toni e raggi in trasformazione.  Sembra di essere nei pressi di un fiume ultraterreno, tra le imbarcazioni che raccolgono le anime nella nebbia e danno loro un passaggio verso casa. Un ritorno alla dignità. L’opposto della resistenza. Un modo delicatamente gentile, rilucente in ogni cluster tonale. Un abbraccio. Leggi tutto “Biennale Musica23# – Kali Malone a San Pietro in Castello (ita/en)”

Venezia/Biennale Musica#. Maryanne Amacher (ita/en)

Biennale Musica 2023 – Maryanne Amacher, GLIA, 2006, Italian première. Photo courtesy Labiennale

Un notevole climax per la Biennale Musica: la fenomenale piece per ensemble e nastro GLIA della compositrice  Maryanne Amacher, eseguita dall’odierno Ensemble Zwischentöne diretto da Bill Dietz al Teatro alla Tese, (Arsenale di Venezia) il 16 ottobre scorso.
Con GLIA, Amacher si riferisce alle cellule gliali, talvolta chiamate “la colla” del sistema nervoso, perché forniscono supporto fisico e chimico ai neuroni e contribuiscono al loro mantenimento. Amacher costruisce la musica attraverso lo spazio vivente, includendo e incorporando ogni organismo umano presente nello spazio, l’architettura e le relazioni tra l’ensemble, il nastro e gli stessi corpo e spazio.
L’artista penetra e attiva le orecchie e i corpi dell’uditorio nello spazio, letteralmente attraverso l’incorporazione di emissioni otoacustiche – suoni emanati dall’interno dell’ orecchio degli ascoltatori, ai quali talvolta ella si riferisce come “il terzo orecchio“. La sensazione è quella di un suono che, saltando all’interno dell’orecchio stesso, dissolva lo spazio esterno in quello interno in maniera molto dilettevole. Leggi tutto “Venezia/Biennale Musica#. Maryanne Amacher (ita/en)”

T Magazine apre la Design Week alla Villa Necchi Campiglio

T Magazine ha dato il via alla festa -ormai rituale- più esclusiva, per celebrare l’apertura delle danze dell’appuntamento meneghino per eccellenza, il Salone del Mobile, il più prestigioso rendez-vous mondiale del Design, che accoglie ogni anno migliaia di addetti ai lavori e non solo, da tutto il mondo.

T Magazine Party a Villa Necchi Campiglio (Portaluppi, 1937) nella cornice del parco allestito con le opere dell’artista spagnola Elvira Solana per il Salone del Mobile 2023

Gli ospiti si sono radunati nei giardini incantevoli dell’iconica Villa Necchi Campiglio, la residenza razionalista del 1935 disegnata dal genio architettonico italiano Piero Portaluppi, e che tre anni fa ha ospitato le riprese di House of Gucci.
Ogni anno viene invitato un artista diverso a creare un’installazione site-specific in più parti di Villa Necchi, sia all’interno che nel giardino.
Quest’anno abbiamo potuto notare la piccole case galleggianti sulla piscina della villa e le mastodontiche tele da tre metri circa dipinte dell’artista spagnola Elvira Solana, arricchite da tende di pregiato tessuto moiré granata, con motivo sofisticato, del prestigioso brand di tessuti made in Italy Dedar, interventi che hanno rivoluzionato l’atmosfera della villa.
Altre sgargianti casette, in prossimità del cancello d’ingresso, dai toni rosa e viola, potevano essere sollevate con facilità dai visitatori.
Oltre a ciò, nella sala da pranzo, la stessa Elvira Solana ha allestito piccoli e preziosi modelli di legno delle opere d’arte realizzate appositamente per l’evento.
Abbiamo avuto l’onore di esplorare gli interni della dimora pensata da Portaluppi, insieme ai partecipanti, la creme de la creme del design e della cultura mondiale, insieme alla redattrice di T, Ms. Yanagihara che intratteneva i suoi ospiti bevendo champagne intorno ai preziosi paraventi della villa.
Una serata a cavallo tra design e arte, in una location splendida, la Villa Necchi Campiglio, un gioiello nel cuore di Milano apprezzato da tutto il mondo.
La Redazione