FETONTE il mito del fiume Po Alle origini del Delta padano – Gianluigi Ceruti, Leobaldo Traniello, Roberta Reali, Roberto Bottari, redazione Yìlenia Visentin, editore Agorà-Factory, 2023. In copertina, la versione della Caduta di Fetonte di Michelangelo del British Museum. ca. 1532
Introduzione – A celebrazione della recente scomparsa di uno degli uomini politici più capaci nati tra Adige e Po, avvocato, deputato, ambientalista e animalista attivissimo, profondo conoscitore del territorio fin dagli esordi, Gianluigi Ceruti (Rovigo, 10/02/1937 – 8/08/2025), padre della legge omonima – sui «Parchi nazionali e le altre aree naturali protette» n. 394 del 6 dicembre 1991 – dedichiamo questo bell’articolo di Fiorella Vicariotto sul libro da lui scritto in collaborazione con la sottoscritta, Roberta Reali, con lo storico Leobaldo Traniello e il fotografo Roberto Bottari per i tipi di Agorà-Factory. Un omaggio al mito del Polesine, quello di Fetonte, legato alla via dell’ambra nell’età del bronzo e a molti altri temi storico-artistici, psichici, cosmogonici, naturalistici. Ricordo la carrellata di presentazioni, coordinate dalla regia della formidabile YIlenia Visentin, segretaria e redattrice, partecipi i figli Riccardo e Marco Ceruti: dalla première a villa Badoer, con Eike Schmidt, allora Direttore degli Uffizi, e Gianluigi Stella; a Ferrara, nella Sala dell’Arengo, tra gli affreschi di Luigi Funi, e le letture di Gianna Andrian, con i Caschi blu della cultura, l’archeologa Caterina Cornelio e la storica Lucia Bonazzi coordinate da Maria Guerra. A Battaglia Terme con la valente storica dell’arte Chiara Ceschi, anche a Ca’ Cornera, con Peretto e Diego Crivellari e a Cavanella Adige. Ad Arquà Polesine, con un pubblico caloroso (ringrazio la storica Rosalba Milan), tra cui la sg.ra Albieri, pronipote di quel pescatore, Giovanni detto “Veneri”, che fu giustiziato nel 1806 nella piazza crespinese per la ribellione al tradimento di Napoleone a Campoformio; e infine nella prestigiosa sede della Consiglio Regionale del Veneto, a Palazzo Ferro Fini, interpellati da Laura Cestari, alla presenza di sindaci e assessori di Crespino, Adria, Villadose. Leggi tutto “Gianluigi Ceruti e l’ultimo libro sul Polesine: “Fetonte e il mito del Fiume Po” – La magia di un territorio tra arte, leggenda e storia”
81esima Mostra Cinematografica Internazionale di Venezia, Cast, Regia e Produzione del film In cerca di un posto sicuro per Mr. Rambo, al completo al Photocall della Biennale Cinema al Lido. Photo by Octavian Micleusanu
Presentato nella sezione Orizzonti Extra a Venezia 81, Seeking Haven for Mr. Rambo (Al bahs an manfaz i khoroug al sayed Rambo) ovvero, In cerca di un posto sicuro per Mr. Rambo, il film nasce dalla visione del regista Khaled Mansour dell’”immagine un po’ vaga di un giovane uomo che abbraccia il suo cane nel freddo della notte su un marciapiede buio e silenzioso”, metafora del rapporto della sua generazione con la società egiziana contemporanea.
Quest’anno il Padiglione Sudafrica ospita un raffinato allestimento di The Theatre of Apparitions, l’opera più nota dell’artista newyorkese, di stanza a Johannesburg, Roger Ballen. Perfettamente allineata con il dettato post-surrealista-brut- dark della direttrice Alemani, la scelta delle foto stampate su tela retroilluminata che raffigurano in uno splendido b/w sagome ricavate con un procedimento “dada-calcografico” dalla polvere depositata sulle finestre di un ex manicomio femminile (2010-2013). Ballen è regista e testimone di una surreale messa in scena colma di humor nero, dov’é rappresentato il gioco delle pulsioni ancestrali che è metafora di una realtà contemporanea distopica, in piena decadenza. Leggi tutto “Venezia, Biennale Arte 2022- Il Teatro delle Apparizioni di Roger Ballen al Padiglione Sudafrica”
Venezia76# Una scena del film Zumiriki, del regisa Oskar Alegria, già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Credits Octavian MicleusanuVenezia76# Il regista e attore Oskar Alegria in una scena del film Zumiriki è l’ultimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Credits Octavian Micleusanu
Zumiriki è l’ultimo film presentato alla 76a Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti ed è una riflessione sui ricordi, sulla loro origine e sulla possibilità di riviverli due volte. In lingua basca la parola significa “isola in mezzo al fiume”, ed è proprio di questo che si narra: di un’isola ora scomparsa a causa di una nuova diga costruita che ha alzato drasticamente il livello dell’acqua. Era il luogo in cui Alegria amava rifugiarsi da bambino e come a molti di noi è capitato, ora quel luogo non esiste più o è stato in qualche modo modificato. È difficile inquadrare un film come questo: un po’ diario personale, un po’ documentario, ma anche avventura e sperimentazione. Al termine della proiezione e durante le quale, in sala Darsena, il regista ha accettato la definizione del pubblico di film “indefinibile”, sostenendo essere essa stessa una definizione. Leggi tutto “#Venezia76 ZUMIRIKI di Oscar Alegria”
Gary Hill, Let it cry-iceuninted ice, 2019, Chiesa di San Fantin, Venezia, mostra There is a beginning in the End, Museo Pushkin
In occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario di Jacopo Tintoretto, tra i massimi artisti veneziani, e tra i più legati alla modernità, il Museo Pushkin e Stella Art Foundation hanno allestito all’interno della restaurata chiesa di San Fantin a Venezia una mostra d’arte contemporanea dedicata al grande pittore rinascimentale, a cura di Marina Loshak e Olga Shishko: There is a beginning in the end. La confraternita segreta di Tintoretto. Tre artisti contemporanei, Dmitry Krymov (Russia), Irina Nakhova (Russia), Gary Hill (USA), sono stati scelti per interpretare con progetti site-specific l’opera di Jacopo Robusti, spesso legata all’architettura, e rivoluzionaria nel concetto spaziale plastico, dinamico e spiritualizzato, che si determina nel rapporto tra i valori di luce ed ombra. La mostra comprende due dipinti originali: una è L’origine di Amore (1562), di proprietà dell’antiquario veneziano Piero Scarpa, opera di soggetto neoplatonico commissionata dal Procuratore di San Marco Federico Contarini, tra i fondatori della Compagnia della Calza degli Accesi. Originariamente si trovava ad ornamento dell’antisala della libreria Marciana, dove i membri della potente confraternita usavano incontrarsi.
Jacopo Tintoretto, L’origine d’amore, 1562, Collezione Pietro Scarpa, Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin
Il soggetto, tratto dal Dialogo d’Amore di Sperone Speroni, raffigura il dio Apollo tra le Veneri Urania e Pandemia, reggente un braciere dove la luce del Sole accende l’animo umano. La seconda opera storica in mostra è uno degli ultimi Tondi del veneziano Emilio Vedova, artista novecentesco, ispiratosi alla forza gestuale del segno tintorettesco, rapido e incisivo, che nel non finito consente alla luce d’informare e rivelare lo spazio plastico. Nell’interpretazione informale, inoltre, Vedova reinventa la dialettica degli opposti bianco/nero, e la risolve nella dinamicità della forma circolare dell’opera, riferita allo scorrere del tempo e spesso ispirata ai conflitti storici e umani che hanno luogo sul pianeta Terra.
La messa in scena dell’esposizione si articola in diverse fasi: l’apertura è affidata alla teatrale proiezione dell’artista Dmitry Krymov che occupa tutta la zona absidale della chiesa, ricreandone la spazialità con le dimensioni eroiche – e retoriche – di un dramma contemporaneo ispirato all’Ultima cena della chiesa di San Trovaso a Venezia. Molto interessante l’installazione multimediale di Irina Nakhova, che rivisita alcune opere di soggetto biblico del maestro veneziano, immergendole visualmente nel confronto con il vissuto contemporaneo dell’artista, con il suo pensiero sulla realtà. Suggestivo il videomapping con occhio di cielo sulla cupola centrale, mentre sulle pareti della navata domina la proiezione della Creazione degli Animali, dipinto un tempo collocato nella Scuola della Trinità alla Salute e oggi alle Gallerie dell’Accademia. Considerata universalmente un lavoro giovanile, oggi si tende ad attribuirla alla Scuola.
Così come già sperimentato nella cupola, Nakhova coglie il “senso panico della natura” e di “un paesaggio che si colora dello stato d’animo dell’intera composizione” (Pallucchini) dove gli uccelli e i pesci si muovano veloci nell’aria “come scoccati dal gesto del Creatore” (Valcanover), ridisegnando il quadro dell’artista che imita l’operare divino della natura. L’immagine emerge dall’acqua e si dissolve nelle acque inquinate della civiltà odierna, in un canone di rigenerazione che oscilla tra solve e coagula. Gary Hill (USA) ha realizzato infine una suggestiva installazione elettro-visiva, potentemente dark nell’ambiente interamente oscurato dello spazio architettonico – che viene completamente ricreato come spazio della coscienza – molto turbolenta e rumorosa. La mostra sarà aperta al pubblico fino all’11 settembre 2019.
artinitaly.it utilizza i cookie per offrirti una migliore esperienza online e per raccogliere dati aggregati anonimi relativi all’utilizzo del sito. Per sapere quali cookie utilizziamo, come funzionino e come disabilitarli, consulta la nostra Cookie Policy. AccettaRifiutaApprofondisci
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.