Venezia / Wang Shu e Lu Wenyu presentano il tema della Mostra Internazionale di Architettura 2027 al nuovo Archivio della Biennale

Venezia – Inaugurazione del nuovo ASAC al Magazzino del Ferro (Arsenale). Gli architetti Wang Shu e Lu Wenyu, direttori artistici della Biennale Architettura 2027 presentano il tema della Mostra. Foto Zhou Kangwen

La conferenza dei due architetti-professori dell’ Amateur Architecture Studio si è tenuta nella  nuova sede dell’ASAC (Archivio Storico Centro internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee), tra gli altri eventi inaugurali ospitati fino a domani all’Arsenale nello spazio appena ristrutturato dei Magazzini del Ferro.
La caratteristica intrinseca dell’Archivio di «collegare la storia al presente, il passato al futuro» si sposa perfettamente con il tema della prossima Biennale, Do Architecture — La possibilità di coesistenza nella realtà reale, conferendogli un fascino impareggiabile.
Wang Shu  (Pritzker Prize 2012) e Lu Wenyu, hanno ripercorso la loro collaborazione professionale e il loro impegno nel campo dell’istruzione degli ultimi vent’anni e, dialogando, hanno presentato la prossima Biennale Architettura, incentrata sulla scelta della città e il suo legame con Hangzhou.
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Venezia,19. #Mostra Internazionale di Architettura – Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva

Venezia 19. Biennale Architettura.Padiglione Canada, Pikoplanctonics. Sede: Giardini. Photo by Octavian Micleusanu

Dopo Il variegato e policromo  “Laboratorio del futuro” dell’edizione precedente, curata da Leslie Lokko, L’architetto e ingegnere Carlo Ratti ha chiuso la Biennale Architettura 2025  con un bilancio positivo fatto di  grande affluenza, dibattiti intensi e un forte focus su intelligenza artificiale e sostenibilità. L’edizione di Ratti ha segnato un ritorno italiano alla direzione dopo 25 anni e ha portato Venezia al centro del discorso globale sull’architettura contemporanea.
La 19ª Mostra Internazionale di Architettura, con oltre 750 partecipanti e 65 padiglioni nazionali, tra cui quattro debutti (Azerbaigian, Oman, Qatar e Togo), si è presentata come un’edizione ricca, ambiziosa e profondamente legata al tema scelto dal curatore Carlo Ratti: “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.” Un titolo che invita a riflettere sulle molte forme di intelligenza che oggi influenzano l’architettura: quella umana, quella delle comunità, quella degli ecosistemi e quella delle tecnologie emergenti. La Biennale Architettura ha guidato un percorso che ha intrecciato tecnologia, ambiente e società, ponendo l’accento sull’uso dell’intelligenza – umana e artificiale – come risorsa per affrontare le sfide di un mondo in crisi. Leggi tutto “Venezia,19. #Mostra Internazionale di Architettura – Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”

Venezia#82 – “The voice of Hind Rajab”

Joaquin Phoenix ha lanciato il suo Joker sul tavolo da gioco dei grandi poteri e complicità internazionali legati alla guerra genocida in atto a Gaza.
23 minuti, si 23 minuti di standing ovation e quasi insostenibile commozione hanno concluso la proiezione di “The voice of Hind Rajab”.

82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – “The voice of Hind Rajab”. Joaquin Phoenix e il cast del film. Foto Octavian Micleusanu 2025

Una rivoltellata, anzi una cannonata al sistema che produce indifferenza, apatia, oscene divisioni e complicità.
Una bomba di coraggio e determinazione esplosa al Festival del Cinema di Venezia con potenti ripercussioni politiche. Ovviamente non c’era ne Mattarella ne la Meloni e nemmeno il ministro della cultura Alessandro Giuli e questo la dice lunga sull’imbarazzo che questa cruda opera susciterà d’ora in poi.
Manca il sigillo del Leone d’oro, ma è solo questione di tempo mentre l’informazione di regime corre ai ripari, accreditandosi tardivamente, mentre il cosiddetto dissenso tace imbarazzato vedendosi rubato il logos. Joaquin Phoenix ha calato sul tavolo il suo Joker e sa bene ciò che sta facendo, una guerra che non fa prigionieri, all’omertà conformista, all’induzione all’indifferenza, al nichilismo, al comodo silenzio del narcisismo egoista che distrugge interi popoli.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Kaouther Ben Hania con l’immagine di Hind Rajab “The voice of Hind Rajab”. Joaquin Phoenix e il cast del film. Foto Octavian Micleusanu 2025

“The voice of Hind Rajab” non è solo questo, ma anche un vero capolavoro cinematografico in termini tecnici e qualitativi.
Una scomoda rivoluzione paradigmatica che trasuda dalle consapevoli espressioni del cast sul Red Carpet, autentiche maschere apotropaiche che trasformano e sconvolgono tutto, il Festival, la critica, l’opinione pubblica finalmente smascherati con folle gentilezza.
Il protagonista principale di “The voice of Hind Rajab” non è lei, nemmeno la guerra, l’orrore, la demoniaca IDF o il neonazismo israeliano, no.
Il protagonista è quello che chiamiamo sistema, che ci induce a non agire, a dividerci su principi fondamentali, come l’assoluta priorità di salvaguardare la vita dei bambini.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Kaouther Ben Hania “The voice of Hind Rajab”. Leone d’argento. Foto Octavian Micleusanu 2025

Il sistema che protocolla tutto, codificando persino il primordiale istinto alla conservazione della vita.
Il sistema che induce alla nichilista indifferenza, all’assuefazione culturale ai peggiori crimini.
Il sistema che incuba e genera, coltiva e plasma uno a uno, non esseri umani ma gusci vuoti.
Un sistema che si avvale di demoni che rendono questi “gusci vuoti” plausibilmente giustificati, legittimati a soverchiare anche l’ultima scintilla di umanità, soffocandola giù, sempre più giù, per sostituirla coi suoi orpelli scintillanti.
E allora capisci… Come abbiamo potuto ignorare una bambina che, sommersa dai corpi dilaniati, implora gridando
“SALVATEMI”.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Kaouther Ben Hania e Alberto Barbera il direttore della 82ª Mostra del Cinema di Venezia. Foto Octavian Micleusanu 2025Come lei altri 25.000 bambini che non pochi reputano vittime necessarie, o giustificano questo orrore che travalica i confini, roboante, fino alle sale del Festival del Cinema di Venezia.

Personalmente vi ho già maledetto tutti mille volte voi “gusci vuoti” in questi cinque anni ed è inutile che mi ripeta.
Ma riconosco l’inutilità di maledirvi ancora.
Andate a vedere quest’opera e andateci a stomaco vuoto, almeno questo fate, se non siete così codardi.
Dario Rigoni

#Glassweek – Incontro d’arte brasiliana a Venezia

Aurora, Taddio, “Identità”, acrilco su tela, 30×40, 2025, Mostra Tr’&arte – appartenenza, Chiostro dei SS. Cosma e Damiano, Isola della Giudecca. Foto Jacqueline Perruso

Nella prestigiosa Sala del Camino del chiostro dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca, in un’atmosfera internazionale brillante e festosa la Fondazione Bevilacqua la Masa ha ospitato l’inaugurazione della mostra Tr’&arte – appartenenza, che segna il secondo incontro della neonata associazione di cultura brasiliana a Venezia, sotto l’egida del Consulado Honorario do Brasil.
Infatti nella serata inaugurale della Glassweek a Venezia, proprio il console onorario nonché curatrice letteraria  Helen Gnocchi ha fatto gli onori di casa presentando l’associazione, gli artisti e le responsabili delle tre sezioni della mostra, curata da Jo Cavallin.
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Gianluigi Ceruti e l’ultimo libro sul Polesine: “Fetonte e il mito del Fiume Po” – La magia di un territorio tra arte, leggenda e storia

FETONTE il mito del fiume Po Alle origini del Delta padano – Gianluigi Ceruti, Leobaldo Traniello, Roberta Reali, Roberto Bottari, redazione Yìlenia Visentin, editore Agorà-Factory, 2023. In copertina, la versione della Caduta di Fetonte di Michelangelo del British Museum. ca. 1532

Introduzione – A celebrazione della recente scomparsa di uno degli uomini politici più capaci nati tra Adige e Po, avvocato, deputato, ambientalista e animalista attivissimo, profondo conoscitore del territorio fin dagli esordi, Gianluigi Ceruti (Rovigo, 10/02/1937 – 8/08/2025), padre della legge  omonima – sui «Parchi nazionali e le altre aree naturali protette» n. 394 del 6 dicembre 1991 – dedichiamo questo bell’articolo di Fiorella Vicariotto sul libro da lui scritto in collaborazione con la sottoscritta,  Roberta Reali, con lo storico Leobaldo Traniello e il fotografo Roberto Bottari per i tipi di Agorà-Factory.  Un omaggio al mito del Polesine, quello di Fetonte, legato alla via dell’ambra nell’età del bronzo e a molti altri temi storico-artistici, psichici, cosmogonici, naturalistici. Ricordo la carrellata di presentazioni, coordinate dalla regia della formidabile YIlenia Visentin, segretaria e redattrice, partecipi i figli Riccardo e Marco Ceruti: dalla première a villa Badoer, con Eike Schmidt, allora Direttore degli Uffizi, e Gianluigi Stella; a Ferrara, nella Sala dell’Arengo, tra gli affreschi di Luigi Funi, e le letture di Gianna Andrian,  con i Caschi blu della cultura, l’archeologa Caterina Cornelio e la storica Lucia Bonazzi coordinate da Maria Guerra.  A Battaglia Terme con la valente storica dell’arte Chiara Ceschi, anche a Ca’ Cornera, con Peretto e Diego Crivellari e a Cavanella Adige. Ad Arquà Polesine, con un pubblico caloroso (ringrazio la storica Rosalba Milan), tra cui la sg.ra Albieri, pronipote di quel pescatore, Giovanni detto “Veneri”, che fu giustiziato nel 1806 nella piazza crespinese per la ribellione al tradimento di Napoleone a Campoformio; e infine nella prestigiosa sede della Consiglio Regionale del Veneto, a Palazzo Ferro Fini, interpellati da Laura Cestari, alla presenza di sindaci e assessori di Crespino, Adria, Villadose.
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