Biennale Architettura: alla scoperta di nuovi spazi di libertà

Finestra di Carlo Scarpa sul Rio dei Giardini scoperta per la Biennale Architettura 2018
Finestra di Carlo Scarpa sul Rio dei Giardini riscoperta per la Biennale Architettura 2018

Yvonne Farrell e Shelley McNamara iniziano la Biennale dove Alejandro Aravena  l’aveva lasciata e immaginano un tempo presente/passato/futuro dove lo spazio dell’architettura si apre al dialogo con il pubblico, possibilmente con il sociale  e anche con l’ambiente.  Si presta attenzione ai materiali, a ciò che la natura dona, e che i nostri manufatti del passato lasciano in eredità al presente. Al Manifesto – appello di Farrel-McNamara ad un’architettura più generosa e umana, hanno risposto molti tra i più famosi architetti mondiali, e anche le partecipazioni nazionali  hanno raccolto il guanto.  L’immaginazione, così come lo fa la natura, irrompe negli spazi abbandonati, recuperati e restituiti al pubblico con minimi interventi architettonici. Si riscoprono i metodi costruttivi tradizionali accanto ai nuovi:  il fascino del mattone, del legno, della terra cruda e dei dettagli curati in modo artigianale, accanto agli usi più raffinati del cemento armato.
Gli stessi spazi espositivi della Biennale (pensiamo solo ai restauri in corso all’Arsenale, e al Giardino delle Vergini), partecipano – almeno in parte – al concetto di Freespace (spazio libero e gratuito) e Venezia è individuata come lo scenario ideale del dialogo con i cittadini e con i milioni di passanti che vi transitano, e quindi, del dialogo con il mondo.
I due architetti irlandesi hanno colto perfettamente questo punto, creando per l’esposizione 2018 due spazi fortemente evocativi e poetici, tramite l’accentuazione delle caratteristiche originarie di questi luoghi: le origini napoleoniche dei Giardini si riflettono nell’architettura d’impianto classicista, dal nucleo a pianta circolare e luce zenitale del Padiglione centrale, che viene decorato con grazia e levità d’impronta neoclassica, rievocando forme e colori dello stile Adam., reinterpretati in una sorta d’International Style, accento dominante nei progetti del padiglione.  Si dipingono le soglie, nei passaggi da una stanza all’altra, collegando tra loro le singole sale e allo stesso tempo identificandole una ad una. Qui, così come alle Corderie, sono state tolte tutte le pareti fittizie e le coperture dei soffitti, scoprendo dettagli meravigliosi, come l’affascinante finestra sul Rio dei Giardini, realizzata nel soppalco dall’architetto Carlo Scarpa, con il motivo della Vescica piscis, che di lì a poco sarà ripreso nella Tomba Brion (1969-1978): gli interventi permanenti dell’architetto veneziano alla Biennale, che comprendono il Giardino delle Sculture (1952), soppalco del Padiglione Centrale (1968), il Padiglione Venezuela (1956) e il piccolo ingresso alla mostra, di fatto, risalgono, più o meno, dal  1952 al 1972. 
Anche e soprattutto gli spazi delle Corderie sono stati completamente smantellati, così com’era nel desiderio di molti architetti, lasciando le nude pareti a vista e, soprattutto, sgombrando l’asse prospettico dell’infilata di colonne dell’edificio cinquecentesco, lungo più di 300 metri, quanto serviva per fabbricare le corde delle navi veneziane. Con un solo sguardo, rinnovato, ora, finalmente, si può abbracciare lo spazio interno, piuttosto oscuro e metropolitano delle Corderie, ritmato dalla luce naturale proveniente dalla fuga delle finestre  laterali (e da quelle, artificiali che vertono sui progetti) con effetto pienamente underground.

16a Biennale Architettura
26 maggio – 25 novembre 2018
Giardini Napoleinici e Arsenale di Venezia
#BiennaleArchitettura2018 #Freespace

Virgilio Patarini a Vicenza: uno scrittore che dipinge

Virgilio Patarini, Virgilio Patarini, Epifania veneziana, San Marco (particolare), 2017, tecnica mista e cemento su tela, foto di A. Bortot
Virgilio Patarini, Virgilio Patarini, Epifania veneziana, San Marco (particolare), 2017, tecnica mista e cemento su tela, foto di A. Bortot

Fino al 28 febbraio a Vicenza Eventi sarà aperta al pubblico la mostra “Giorni di Freddo“, con opere di Virgilio Patarini, curata da Paola Caramel, con Anna Maria Griseri come assistente di progetto. Il pittore camuno parla ad Art in Italy della sua esperienza artistica.
Com’è nata la tua passione per l’arte? Qual è stata la tua epifania, letteraria o artistica che sia?
Da bambino mi piaceva disegnare, soprattutto fumetti e ritratti. Poi verso i dodici o tredici anni ho scoperto Giorgio De Chirico e la Metafisica: una folgorazione. Le Muse inquietanti e Ettore e Andromaca. E ho
cominciato a sognare di fare quello nella vita. De Chirico sarebbe tornato nella mia vita molti anni più tardi. Leggi tutto “Virgilio Patarini a Vicenza: uno scrittore che dipinge”

Venezia / 57. Biennale d’Arte. Lo studio nomadico di Dawn Kasper

Dawn Kasper, The sun, the moon and the stars,, 57. Esposizione Internazionale d'Arte
Dawn Kasper, The sun, the moon and the stars, performance solo alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte

in occasione della Tavola Aperta che si terrà  alla presenza di Dawn Kasper il 17 novembre 2017 alle Sale d’Armi dell’Arsenale di Venezia, menzioniamo la dinamica dell’eccezionale performance interpretata dall’artista americana il 24/09/2017 al Padiglione Centrale di Giardini nella mostra di Christine MacelViva Arte Viva“.
Collocata dalla curatrice al centro del mainstream rappresentato dalle sale centrali del Padiglione, la newyorkese Dawn Kasper, originaria di Halifax-Virginia, qui ha installato per sei mesi un happening permanente con il suo “Nomadic studio practice experiment“. Leggi tutto “Venezia / 57. Biennale d’Arte. Lo studio nomadico di Dawn Kasper”

Maurizio Avi – Ritratto di Silvia

M. Avi, Silvia, 2013, olio su tela, 60 x 80 cm
M. Avi, Silvia, 2013, olio su tela, 60 x 80 cm

Maurizio Avi nasce a Zagarolo (Roma) nel 1953, da padre ebanista e madre cantante lirica. Qui inizia la propria formazione nel laboratorio del padre, a contatto con la natura.
Lo scultore Giuseppe Uncini lo “scoprirà” in seguito, all’Istituto d’Arte Roma 1, e con lui realizzerà preziosi gioielli d’autore.
Il giovane Avi comincia a frequentare gallerie e studi d’artista e, nel contempo, intraprende una collaborazione con il maestro Sergio Paternostro della ditta “Bulgari”, specializzandosi nella scultura di pietre preziose. Leggi tutto “Maurizio Avi – Ritratto di Silvia”

Biennale di Venezia / Alejandro Aravena: l’architettura nell’età dell’impermanenza

Alejandro Aravena
Alejandro Aravena, Direttore della 15. Mostra Internazionale d’Architettura di Venezia (foto Octavian Micleusanu)

Alla vigilia della conferenza interdisciplinare sull’urbanistica globale Urban Age “Shaping Cities”  la Biennale di Venezia si prepara ad ospitare architetti, politici, esperti di fama mondiale per discutere di uno dei problemi cruciali del nostro secolo: come dare forma alle città? La mostra di Aravena risponde.
Di fronte alla bulimia di definizioni più o meno ufficiali solitamente coniate per gli eventi di grande portata, forse quello che più colpisce veramente di questa 15.a edizione della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia è l’attenzione a realtà costruttive modeste, fatte di piccoli numeri, di contesti complicati come matasse che appaiono difficili da districare tramite i codici-tipo che hanno caratterizzato i lavori in grande stile del passato recente; mentre si registra un consapevole seppur ripido scivolamento verso la ricerca del vantaggio nell’imprevisto, verso la risoluzione di problemi con il ricorso all’intuizione, all’attenta analisi simultanea di svariati fattori in atto, tenendo conto della scarsità o addirittura della mancanza di apporti finanziari adeguati. Leggi tutto “Biennale di Venezia / Alejandro Aravena: l’architettura nell’età dell’impermanenza”