Biennale Architettura – 1914/2014. L’arte edificatoria all’impasse

Rem Koolhas, Direttore della Biennale Architettura 2014, foto Octavian Micleusanu
Rem Koolhaas, Direttore della Biennale Architettura 2014, foto Octavian Micleusanu

Se non si può mostrare il nuovo, in architettura, meglio volgersi alla storia e ripercorrere à rebours l’ultimo tratto del millennio appena trascorso “per mettere in luce l’attuale impasse dell’architettura”. Praticamente resta ai margini della Biennale l’ondata green, o bioecologica, che spinge alle porte del mondo globalizzato per ossigenarlo con la propria fioritura.
Forse, allora, in qualche modo, si pensa nei termini di restauro del patrimonio?  Leggi tutto “Biennale Architettura – 1914/2014. L’arte edificatoria all’impasse”

Il superamento della distonia nella musica di Leon Fleisher

Leon Fleisher, Two hands, cd, 2004, Indie Blu Music Holdings LLC, 51551
Leon Fleisher, Two hands, cd, 2004, Indie Blu Music Holdings LLC, 51551

La distonia focale del musicista è la sorella stupida del Parkinson. È pure lei un disordine neurologico del movimento, ma non cagiona terribili e umilianti invalidità per il normale vivere quotidiano. Semplicemente non ti permette più di suonare. Tutto qui.

È una sorta di ipereccitazione dei gangli della base o della corteccia sensomotoria – sono ancora molti i misteri di questa malattia – che dovrebbero coordinare i movimenti dei muscoli, e che invece, dopo anni di comandi puntuali e precisi da parte di chi con le mani vuole creare suoni e dunque emozioni, vengono presi dal panico o dall’insofferenza alla disciplina, e si imbizzarriscono; ne consegue che il delicato e vitale palleggio fra muscoli flessori e muscoli estensori all’improvviso impazzisce in un fuoco di fila di contrazioni violente e incontrollabili. E addio musica.

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Il “tempo ritrovato” di Marina Abramović

Standing Object for Human Use, 2012,Rame e magneti,Courtesy Marina Abramovic, Produzione PAC, Milano, © Eleonora Sole Travagli
Standing Object for Human Use, 2012,Rame e magneti,Courtesy Marina Abramovic, Produzione PAC, Milano, © Eleonora Sole Travagli

Ti viene chiesto di sottoscrivere un contratto con l’artista. Di donare il tuo tempo per concederti tempo. Per una durata di circa due ore. In piedi, seduto, sdraiato. A contatto con materiali naturali: legno, minerali e metalli. Ne siete capaci? Lo siete mai stati? E soprattutto, siete consapevoli dell’importanza di ciò che vi viene chiesto? Bene, allora siete pronti per sperimentare il Metodo Abramović, al PAC di Milano fino al 10 giugno prossimo. Leggi tutto “Il “tempo ritrovato” di Marina Abramović”