Rem Koolhaas, Direttore della Biennale Architettura 2014, foto Octavian Micleusanu
Se non si può mostrare il nuovo, in architettura, meglio volgersi alla storia e ripercorrere à rebours l’ultimo tratto del millennio appena trascorso “per mettere in luce l’attuale impasse dell’architettura”. Praticamente resta ai margini della Biennale l’ondata green, o bioecologica, che spinge alle porte del mondo globalizzato per ossigenarlo con la propria fioritura. Forse, allora, in qualche modo, si pensa nei termini di restauro del patrimonio? Leggi tutto “Biennale Architettura – 1914/2014. L’arte edificatoria all’impasse”
Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione
Se mi soffermo sul titolo scelto per questa importante mostra, Gli Anni Folli – La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì 1918-1933, la mia mente spicca il volo e corre tra le mansarde e i boulevards della capitale d’inizio Novecento. La Parigi delle esposizioni universali, centro nevralgico in cui confluiva la cultura del globo intero nella sua strabiliante varietà.
Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952
Penso alla straordinaria enarmonia dettata dal costante dialogo tra differenti discipline quali: pittura, scultura, musica, fotografia, danza, teatro, ecc. Non solo un’osmotica amalgama di linguaggi, ma una radicale fusione di arte e vita che, in questi anni particolari, a cavallo tra i due conflitti mondiali, pare essere indissolubile. L’arte non si esprime senza il brulicare della vita stessa ben testimoniato dalle biografie di artisti, intellettuali, collezionisti e dalla gente comune, fatte di speranza e incertezza, di gioia e disillusioni.
Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris
Con questa mostra, inaugurata sabato 10 settembre nella storica cornice del Palazzo dei Diamanti, Ferrara Arte ha cercato di ricostruire questo spirito, questa atmosfera, aprendo il sipario con le opere di due grandi maestri, Monet e Renoir che, ancora attivi al termine del primo conflitto mondiale, costituiscono il naturale trait-d’union con la modernità.
Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata
La sensualità femminile immortalata da De Chirico o Foujita e il mondo fantastico esplorato da Chagall testimoniano il fermento dell’École de Paris, mentre la luce e la natura della Côte d’Azur si riverberano nella capitale francese attraverso le opere di Matisse, Bonnard e Maillol. Il linguaggio cubista si ammorbidisce confluendo in una sinuosità di forme e linee qui rappresentate dalle nature morte di Picasso e Braque, o dall’essenzialità di Ozenfant e di Jeanneret, meglio noto come Le Corbusier. Leggi tutto “Ferrara/Gli Anni Folli nella Parigi del primo Novecento”
Omaggio a Pina Bausch, Corso Martiri della Libertà, Ferrara. Foto: Marco Caselli Nirmal
La città di Ferrara offre un singolare tributo alla grande coreografa scomparsa Pina Bausch in occasione dell’apertura della stagione di danza 2010/2011: Marco Caselli Nirmal, fotografo ufficiale del Teatro Comunale di Ferrara, è stato incaricato dell’installazione fotografica che dal 23 settembre scorso fino al prossimo 10 dicembre sarà fruibile a tutti i passanti sotto i portici del corso Martiri della Libertà, nel cuore della città estense.
Dodici splendide gigantografie persentano infatti l’opera di Pina Bausch secondo Nirmal, che ne coglie il potente afflato naturalistico nella Saga della Primavera (dalla famosa opera di Stravinsky), l’irruzione della vita quotidiana sulla scena nel Café Müller, e l’espressione della sensualità in una donna matura nel Kontakthof. Molto intensi sono inoltre i ritratti della grande artista tedesca che ci vengono restituiti dal penetrante obiettivo di Marco Caselli Nirmal nel suo Omaggio a Pina Bausch.
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