MAXXI al via!

Robert Hammond, progetto Chance Encounter on the Tiber
Robert Hammond, progetto Chance Encounter on the Tiber

Conto alla rovescia per i tre giorni d’inaugurazione del nuovo Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (MAXXI) di Roma, opera dell’architetto irachena Zaha Hadid, aperto al pubblico definitivamente dal 30 maggio. All’insegna dell’interdisciplinarietà, il programma dell’opening gratuito è già tutto esaurito (27-28-29 maggio):
il Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretto dal Maestro Tonino Battista, eseguirà una straordinaria selezione di opere contemporanee del compositore e architetto Iannis Xenakis (Persephassa), dei minimalisti Steve Reich (Electric Counterpoint) e Terry Riley (IN C) e l’Ostinato di Giorgio Battistelli, oltre al live e Dj set finale di Raffaele Costantino con ospite Fabio Sabatini.
La musica è a commento dell’offerta museale che conta ben quattro esposizioni:
– Spazio. Le collezioni di arte e architettura del MAXXI
, che annovera artisti del calibro di Richter, Basilico, Kapoor ed installazioni di architetti tra cui Diller,  R&Sie(n), West 8;
– la grande retrospettiva di Gino De Dominicis. L’Immortale, realizzata a cura di Achille Bonito Oliva;
– la mostra intitolata ad uno degli artefici della Roma contemporanea, Luigi Moretti architetto. Dal Razionalismo all’Informale ;
– i video dedicati al rapporto Oriente-Occidente dell’artista turco  Kutlug Ataman, Mesopotamian Dramaturgies.

La mostra Spazio ospita inoltre Geografie italiane, installazione video lunga 40 metri per un racconto interattivo sull’architettura italiana più recente, a cura di Casciato, Ciorra, Guccione e Studio Azzurro; NETinSPACE, viaggio nella Net- Art a cura di Elena Giulia Rossi e infine le opere vincitrici del concorso internazionale MAXXIduepercento: Rette di luce nell’Iperspazio curvilineo di Maurizio Mochetti e il video Emergency’s Paediatric Centre a Port Sudan Supported by MAXXI di Massimo Grimaldi; un omaggio a Fabio Mauri. Leggi tutto “MAXXI al via!”

Roma in vernissage

E. Hopper - Morning Sun (Sole del mattino), 1952 - Columbus Museum of Art, Ohio - acquisizione dal Howald Fund, 1954.031
E. Hopper - Morning Sun (Sole del mattino), 1952 - Columbus Museum of Art, Ohio - acquisizione dal Howald Fund, 1954.031

Una vera e propria concentrazione di eventi artistici è al via a Roma negli ultimi giorni di maggio per tutti gli appassionati: oltre la grande inaugurazione con concerti ed happening delle collezioni del MAXXI, museo d’arte e d’architettura del XXI secolo (27-28-29-30), contemporaneamente sarà presentata la nuova ala del museo d’arte contmporanea, il MACRO, progettata da Odile Decq e inaugurata con opere di Young, Hashimoto, Peris, Louro, Zorio, Trevisani e Piri. Dal 27 al 30 maggio, inoltre si svolgerà ROMA – The Road to Contemporary Art: la terza edizione della Fiera dell’arte di Roma che si terrà nello spazio del MACRO TESTACCIO. Leggi tutto “Roma in vernissage”

Champagne e stile Neofloreale al Salone del mobile di Milano

Design ed Art Nouveau figurano nella sintesi di Flower Table, un tavolino da Champagne creato da Noé Duchaufour per Perrier-Jouët.

É nel segno dei tempi un oggetto che ricrea l’eleganza lineare degli anemoni disegnati da Emile Gallé sulla Cuvée Belle Epoque del 1902, distillandone il canone nel filtro novecentesco per sortirne un’opera che esalta il grande edonismo di vecchi e nuovi ricchi.

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Utopia Matters. Dalle confraternite al Bauhaus

UTOPIA MATTERS: DALLE CONFRATERNITE AL BAUHAUSNel trentennale dalla fondazione, il 1° maggio apre al pubblico della Collezione Peggy Guggenheim una della mostre più interessanti del momento, Utopia matters. Dalle confraternite al Bauhaus.

Gli esiti più rivoluzionari di questo percorso erano già stati annunciati nella mostra vercellese Peggy e Solomon R. Guggenheim. Le avanguardie dell’astrazione, incentrata sui due artisti che hanno ufficialmente dato il via all’astrattismo novecentesco, Vasily Kandinsky e Piet Mondrian ed i loro grandi collezionisti, Peggy e Solomon Guggenheim. (fino al 30 maggio, Chiesa di San Marco)

L’esposizione veneziana segue infatti il fil rouge dell’idealismo ottocentesco che, dal purismo dei cenacoli romantici di Primitfs, Nazareni e Preraffaelliti, seguaci di Perugino e del Sanzio, conduce attraverso il secolo e al volgere del successivo fino alla smaterializzazione dell’oggetto nell’arte e alla sua consecutiva sublimazione nella forma pura.

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Arte e artigianato. Magia, ritualità e seduzione nella scrittura del tappeto berbero

tappeti berberi
Foto: J. Ing. Pietro Ravasi

Vernice bagnata sui colori infuocati dei tessuti tribali annodati a mano dalle donne berbere, nell’allestimento open-air dello studio di grafica editoriale Ready-made al Fuori Salone milanese di sabato 17 aprile.

Il freewriter Gaetano La Rosa commenta le rivisitazioni di Mohamed El Alami per la linea Berber Rugs di Afolki nella suggestiva cornice ottocentesca di un cortile interno, rivestito di arazzi e illuminato da lanterne.

Una magnifica installazione – afferma La Rosa – i tappeti tradizionali berberi erano stati collocati anche sui davanzali delle finestre e la pioggia giunta all’improvviso ha contribuito ad esaltare i timbri brillanti dei colori. Notevole pure la conferenza dell’esperta Chiara Battini.

Che valore ha il tappeto all’interno della tribù?

Il tappeto è l’unico oggetto di scambio per queste comunità del Maghreb, originariamente nomadi e autosufficienti, ma oggi per lo più stanziali. Le artiste sono donne: le tessitrici berbere gestiscono tutte le fasi della lavorazione, creano il tappeto in forma rituale, con simbolismi precisi e codificati, storie e messaggi che sono segni di identità e di appartenenza.

Che materiali vengono usati e che colori?

Lane e pigmenti vegetali. Prevalgono i gialli, i rossi e i neri, tratti da henné, cocco, melograno. Leggi tutto “Arte e artigianato. Magia, ritualità e seduzione nella scrittura del tappeto berbero”