I Silenzi Incantati di Irma Paulon nel parco di Casa Malipiero

Irma Paulon, Presenze di mezzo
Irma Paulon, Presenze di mezzo

L’artista Irma Paulon (Arquà Polesine, 1962) è stata scelta per l’allestimento delle mostra Silenzi Incantati nel parco di Casa Malipiero ad Asolo per la sezione Festival Fuori della 29a edizione dell’Asolo International Art Film Festival, che si terrà dal 27 agosto al 5 settembre 2010.
La rapida carriera di Irma Paulon inizia nel 2004 con le prime esposizioni in Polesine. Parallelamente l’artista si avvicina alle discipline orientali, viaggia in India, espone in tutt’Italia: partecipa a concorsi e collettive, poi ad Arte Fiera di Padova, al VI Salone dell’Arte Moderna di Pordenone, ad Arte Fiera di Istanbul, Arte Fiera di Vicenza, Expo Arte Fiera-Nizza, Expo Arte Fiera Forte dei Marmi, Immagina Arte Fiera di Reggio Emilia: personali a Rovigo, Rovereto, Ferrara, Firenze, Massa Carrara, Rieti, Mira, Lucca, Padova. Leggi tutto “I Silenzi Incantati di Irma Paulon nel parco di Casa Malipiero”

Gualtiero Marchesi, l’arte in cucina

mousse cavolfiore con ananas
Una chicca di Gualtiero Marchesi

Ultimi giorni per visitare la mostra “Gualtiero Marchesi e la grande cucina italiana”, che celebra gli ottant’anni del maestro nell’originale allestimento delle Sale Viscontee del Castello Sforzesco di Milano.
L’arte della cucina qui si confronta con le altre discipline (pittura, scultura, musica, architettura) ed ha come leit-motif il numero 7, lo stesso delle arti, delle note e delle pennellate dell’artista Hsiao Chin sulla copertina del menu. Infine sette sono le sezioni in cui è suddiviso questo insolito quanto gradito percorso espositivo.
Dai luoghi d’origine di Marchesi (Terre d’acqua – Radici) il visitatore si sposta nella strada e nel mercato, dove si reperiscono le materie prime, quindi è invitato a contemplare l’alchimia della preparazione del piatto (Strumenti e Tecnica – Pentole) e dell’apparecchiatura della tavola (Occhio e Mano). Poi visita Alma, la scuola- bottega-laboratorio internazionale del maestro, i luoghi prediletti della cucina regionale italiana e i suoi ristoranti a  Milano e Roma, Parigi e Franciacorta. Infine (La cucina italiana) Marchesi esprime la sua filosofia, ripercorrendo la propria carriera, dalla nouvelle cuisine alla cucina totale, fino a giungere alla fama mondiale con la personale formula della nuova cucina italiana. Leggi tutto “Gualtiero Marchesi, l’arte in cucina”

Monte Verità, dal Naturismo al Razionalismo

Danza e natura a Monte Verità
Danza e natura a Monte Verità

Oggi il nudo è una questione di moda e, in quanto sintomo sociale di modernità, è rientrato dalla finestra della storia dell’arte che per secoli l’aveva considerato essenzialmente come espressione di bellezza ideale. Tutto iniziò con la comunità utopica di Monte Verità (Ascona, Svizzera), che alla fine del XIX secolo aveva fatto del naturismo il vessillo di un vivere sano, emancipato, immerso nella natura e in profonda armonia con essa, tanto da promuovere anche il vegetarismo e l’arte come terapia e antidoto al sentimento di alienazione individuale e sociale che cominciava a diffondersi nella società dell’industria.
Promosso da Ida Hofmann, Henri Oedenkoven e da Karl e Gusto Gräser e sviluppatosi in diverse fasi, l’esperimento di Monte Verità (innestato sul progetto originario dei teosofi Pioda, Hartmann e Wachtmeister) ebbe un successo eccezionale, tanto da attirare personalità tra le più rilevanti nel mondo dell’arte della medicina, della filosofia, della politica e tale da diventare uno dei laboratori del rinnovamento europeo: fra gli altri, vi parteciparono gli psicanalisti Carl Gustav Jung, Otto Grass, Eric Fromm e Michael Balint; politici del calibro di Bakunin, Lenin, Trozkji e Adenauer, danzatori e coreografi come Isadora Duncan Charlotte Bara e Rudolf von Laban, pittori astrattisti, dadaisti espressionisti e cubisti, tra cui: Paul Klee, Jean Arp, Hugo Ball, Alexej von Jawlenski, El Lizzitsky, Oskar Schlemmer. Teosofi, antroposofi e liberi pensatori, un nome fra tutti, Rudolf Steiner, ma anche personalità controverse come Alister Crowley. Tra gli scrittori Thomas Mann, André Gide, Herman Hesse e il filologo Karoly Kerényi; tra i registi Billy Wilder, tra i musicisti, Giacinto Scelsi ed il pedagogo Émile Jaques-Dalcroze. Leggi tutto “Monte Verità, dal Naturismo al Razionalismo”

Da Monte Verità a Monte Visione

Emil Fahrenkamp, albergo in stile razionalista, Monte Verità - Foto Massimo Pedrazzini

Il Palazzo Franchetti Cavalli di Venezia, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti,  ha recentemente ospitato la presentazione di “Monte Visione”, il progetto di rilancio culturale e  fundraising per il restauro del Museo di Monte Verità, complice il concerto per arpa celtica eseguito da Vincenzo Zitello ed il rinfresco “Sapori veri” con le specialità della Svizzera italiana.

Art In Italy ha sentito il direttore del museo Claudio Rossetti e lo storico e curatore Andreas Schwab, che rispondono ad alcune domande:

Claudio Rossetti, qual è la relazione tra l’attuale mission del Museo e lo spirito originario in cui fu fondata la colonia di Monte Verità?

Raccontare la storia di Monte Verità e della sua Utopia affinché i giovani abbiano la possibilità di credere nelle utopie. In questo ha creduto anche il Festival del cinema giovane di Bellinzona, Castellinaria, che ha istituito un premio Utopia per promuovere il bisogno di sognare in questa società. Irene Bignardi, direttore artistico del Festival di Locarno, è tra i sostenitori del nostro progetto.

Qual era l’idea che lo storico dell’arte Harald Szeemann ha realizzato a Monte Verità?

Dopo il periodo di gestione del Barone von der Heydt, che fece costruire il famoso albergo in stile Bauhaus ed il Teatro San Materno, lo slancio creativo di Monte Verità si era in qualche modo esaurito.
Fu Harold Szeemann a rilanciare il museo. Szeemann era molto legato al tema dell’utopia e la sua visione storico-artistica ha contribuito con elementi significativi a valorizzare questa sede espositiva sul piano internazionale. Leggi tutto “Da Monte Verità a Monte Visione”

I percorsi dell’Utopia

Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York
Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York

In occasione della recente inaugurazione della mostra Utopia Matters. Dalle confraternite alla Bauhaus alla galleria Peggy Guggenheim di Venezia, percorriamo la traccia invisibile che unisce i temi dell’esposizione ad altri eventi attualmente in corso sul territorio nazionale.

Primitifs, Nazareni e Preraffaelliti, tra Sette e Ottocento scelsero di vivere un ideale romantico ritirandosi in comunità artistiche, privilegiando il contatto con la natura e il piacere del lavoro artigianale in contrapposizione alla dimensione disumana del lavoro industriale. Fondarono in tal modo una nuova estetica della natura e del vivere sociale. Il richiamo, tra gli altri, a Dante, Shakespeare, Keats e Ruskin, all’arte arcaica e alla pittura del primo rinascimento italiano, ispirò loro una pittura luminosa e ricercata, dai toni brillanti e dalle tematiche tratte dalla storie nazionali interpretate nello spirito del cristianesimo delle origini.

Tra i pittori di riferimento, con Perugino e Raffaello, vi fu il domenicano Beato Angelico, che dai preziosismi aurei del gotico internazionale seppe trarre una visione estatica e ieratica del dato naturalistico, considerato nella visione razionale della prospettiva rinascimentale e nella luce zenitale di cui farà tesoro Piero della Francesca.
All’Angelico è dedicata la mostra fiorentina Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento Fiorentino, fino al 27 giugno, cui è correlata, a Siena, fino all’11 luglio, Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento. Leggi tutto “I percorsi dell’Utopia”