Biennale Arte 57/Il padiglione Ucraino – Studio Cannaregio, Cannaregio 1345/D.

Il padiglione Ucraino ha scelto di affidare il padiglione nazionale ad uno dei fotografi più rappresentativi della nazione, Boris Mikhailov.

Boris Mikhailov al Padiglione Ucraina - 57a Esposizione d'AErte Contemporanea a Venezia
Boris Mikhailov al Padiglione Ucraina – 57a Esposizione d’Arte Contemporanea a Venezia

Il progetto presentato – Parliament – è stato iniziato dall’artista nel 2014 ed è ancora in corso, cerca di esaminare il rapporto tra la società ed i nuovi media, concentrandosi nel punto di vista della fotografia. Analogico e digitale non sono mai stati così tanto in contrapposizione come nell’ultimo decennio, Mikhailov ne indaga la tematica sperimentandone i mezzi ed il linguaggio.

Sin dagli inizi degli anni Settanta Boris Mikhailov ha sviluppato un linguaggio concettuale nella fotografia che ha minato i canoni ufficiali ed i tabù dell’arte del realismo socialista. Il lavoro di Mikhailov lo ha portato ad un incredibile rispetto internazionale e ha ampiamente definito il ruolo della città di Kharkiv nell’arte ucraina contemporanea. Onesto e sfumato, la sua visione continua a nutrire il lavoro degli artisti emergenti.

Boris Mikhailov al Padiglione Ucraina - 57a Esposizione d'AErte Contemporanea a Venezia
Boris Mikhailov al Padiglione Ucraina – 57a Esposizione d’Arte Contemporanea a Venezia

Boris Mikhailov è nato nel 1938, lo stesso anno in cui iniziò la trasmissione televisiva in URSS.
Si è dedicato alla fotografia intorno al 1967, quando le sue opere di sovrapposizione sono emerse nello stesso momento in cui la televisione a colori ha iniziato a diffondersi nell’Ucraina sovietica. Nel mondo di oggi sempre più influenzato dai media la sua analisi risulta quantomai necessaria.

Davide B.

#Venezia 74 / Nico, Viaggio al termine della notte

#Venezia 74 Trine Dyrholm, Orso d'Oro 2016, al photocall di "Nico, 1988". Foto Octavian Micleusanu
#Venezia 74 Trine Dyrholm, Orso d’Oro 2016, al photocall di “Nico, 1988”. Foto Octavian Micleusanu

In Nico, 1988,  Susanna Nicchiarelli ripercorre gli ultimi due anni di vita della celebre cantante tedesca – scoperta da Andy Warhol assieme ai Velvet Underground – che ha poi intrapreso una carriera solista.
Il film, che apre la sezione Orizzonti del 74. Festival del Cinema a Venezia,  funziona benissimo nel suo formato 4:3 molto in uso all’epoca, in cui la composizione dell’immagine della regista risulta sempre adatta al contesto, precisa e bilanciata.
Nel suo road movie Nicchiarelli mette in scena l’ultimo tour europeo di Christa Päffgen in arte Nico, seguita dal gruppo e dai suoi assistenti.
In un periodo in cui molti cineasti italiani si impegnano in progetti fuori confine, Susanna completa un lungometraggio di qualità, che, raccontando solo gli ultimi due anni della vita della cantante, evita di figurare come il più classico dei biopic e le consente una libertà narrativa maggiore.
E’ infatti qui rappresentato il momento in cui l’artista Nico si è già liberata del cliché di modella e diva della (FashionFactory di Andy Wharol. Leggi tutto “#Venezia 74 / Nico, Viaggio al termine della notte”

Venezia 73 / Voyage of Time: Life’s Journey. Terrence Malick, l’occhio della Natura

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Venezia 73. Cate Blanchett, voce narrante di Voyage of Time di Terrence Malick

90 minuti, 14 miliardi di anni. Terrence Malick sceglie di posizionarsi tra l’uomo e l’universo, fondendo il suo sguardo con quello della natura, fornendo definitivamente alla macchina da presa uno sguardo altro, superiore, estraneo. L’occhio del regista diventa nel suo ultimo film un tutt’uno con la natura stessa. Leggi tutto “Venezia 73 / Voyage of Time: Life’s Journey. Terrence Malick, l’occhio della Natura”

Venezia 73 / Always Shine, psycho-horror

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Venezia 73. La regista Sophia Takal al Club73 della Biennale di Venezia al Lido. Credits Gaspar Ozur

Il film della regista Sophia  Takal, che abbiamo incontrato a Venezia presso il Club73 della Biennale, parla della storia di due donne, del loro essere attrici e della gelosia che indissolubilmente le porterà ad un tragico finale. Always Shine si distingue per una messa in scena cruda e egoica. Un movimento tellurico fra due intime amiche, Anna e Beth, attrici (Mackenzie Davis Caitlin FitzGerald) che si accusano di rubar l’una il lavoro all’altra: un pavoneggiarsi mefitico da prime donne orchestrato egregiamente dai due ruoli di scena. Verso fine del plot, il colpo di scena, il détournement scandito da una colonna sonora curata ed elegante (non a caso a firma di  Michael Montes) prende spazio in una silenziosa area del “big sur” fuori Los Angeles, dove le due cercavano distacco e pace. Leggi tutto “Venezia 73 / Always Shine, psycho-horror”

Venezia 73 / Incontri. Satya de la Manitou, indossare reliquie

 A.Darkish, Nick Ebeling
Venezia 73. Satya de la Manitou, Alexander Darkish e Nick Ebeling al Media press space del Lido di Venezia. Credits Gapar Ozur

Nick Ebeling (con il suo magnifico doc. Along for the Ride), accompagna il vecchio Satya, che si presenta effigiato di un Kymono sbilenco, prontamente rattoppato dalla Stylist…
Alle domande si rivelano due affabili e attenti interlocutori, di certo due personaggi incommensurabili rispetto alla Hollywood di oggi, strapiena di compromessi. Leggi tutto “Venezia 73 / Incontri. Satya de la Manitou, indossare reliquie”