Il Sor Pampurio alla Mostra del Fumetto di Reggio Emilia

Sor Pampurio, 45ª Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia
Sor Pampurio, 45ª Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia

Chi si ricorda le prime annate del Corriere dei Piccoli? Nel 1908, c’erano le storie americane di Bibì e Bibò, Fortunello, Arcibaldo e Petronilla, fino alla comparsa dei primi personaggi italiani, tra cui il mitico Signor Bonaventura di Sergio Tofano e senz’altro il Sor Pampurio di Carlo Bisi, che presentavano nel disegno gli inconfondibili stilemi futuristi ed Art Déco.
Ed è proprio a Carlo Bisi, fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo, che l’Anafi (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione) dedicherà il convegno Un maestro dell’ironia borghese, sabato 4 dicembre 2010, alle ore 15.00, all’interno delle manifestazioni della 45ª Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia. Al Convegno seguirà, nei primi mesi del 2011, il volume degli Atti.
Nell’ambito della Mostra, allo stesso autore saranno dedicate, inoltre, due piccole esposizioni: un Tributo al Sor Pampurio da parte di trenta autori di fumetti e Pampurio e non solo, una selezione di tavole tratte dal Corriere dei Piccoli, che riprendono tutti i personaggi seriali che Bisi ha disegnato in oltre 45 anni di carriera.
Nato a Brescello nel 1890 (e scomparso a Reggio Emilia nel 1982), Carlo Bisi si diploma in disegno all’Accademia di Belle Arti di Parma nel 1910 e fin dall’anno seguente aderisce al futurismo e disegna vignette satiriche per le riviste locali “La Doccia” e “La Puntura”.
Nel 1918 lavora su registri stilistici differenti per due riviste nazionali : per “Numero”, rivolto ad un pubblico colto e borghese, illustrazioni e vignette saranno disegnate nell’elegante stile Liberty – Secessione, mentre per il popolare “Giornale del soldato” lo stile sarà realista, atto alla propaganda dei valori patriottici. Nell’immediato dopoguerra, sullo stesso giornale, e sul “Il Giornale di Tutti” sarà la linea Déco a prevalere.
Negli anni Venti Parma è un fervente centro culturale e i suoi caffé sono frequentati da artisti come  Erberto Carboni, Attanasio Soldati, Carlo Mattioli, giornalisti, letterati quali Giovannino Guareschi e Attilio Bertolucci e maestri del cinema come Cesare Zavattini.
Tuttavia Bisi ben presto si reca a Milano e partecipa come pittore, incisore e illustratore a varie edizioni della Biennale di Venezia (nel 1934 vince il concorso per la sezione manifesti), della Quadriennale di Roma e ad altri concorsi nazionali e internazionali (Mostra Universale di Parigi nel 1937).
Collabora inoltre ad pubblicazioni come “Satana-Beffa”, “Il Giornalino della Domenica”, “Guerin Meschino”, “La Domenica dei fanciulli”, “La Domenica del Corriere”, illustra volumi per ragazzi, tra cui “Pinocchio” e “David Copperfield” e la serie “Tompusse” di Mario Buzzichini. Collabora con Utet, Paravia, Notari, Garzanti, Sonzogno.
Dalla metà degli anni Venti, realizza “Teatri dei burattini”: scenografie colorate intrise dello humor satirico che lo contraddistingue.
Artista eclettico, le cui opere sono esposte nelle principali gallerie d’arte moderna italiane, dal 1916 Bisi inizia la collaborazione con il “Corriere dei Piccoli” che durerà ininterrotta per 36 anni e  per la quale è maggiormente ricordato, tratteggiando ironici personaggi-burattini ammiccanti alla grafica del secondo futurismo, quali il Sor Pampurio e poi il Dottor Piramidone, lo Zio Domingo Aggiustatutto, Luccichino e Farfarello, La gazza servizievole e la Famiglia Doggidì.

Un maestro dell’ironia borghese
Carlo Bisi, fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo
sabato 4 dicembre 2010, ore 15.00,
Sala Convegni Fiere di Reggio Emilia
45ª Mostra Mercato del Fumetto
Tributo al Sor Pampurio e Pampurio e non solo
Fiere di Reggio Emilia
Via Filangieri, 15
4 – 5 dicembre 2010, ore 9 – 19
tel. +39 392 9806784
[email protected]
www.amicidelfumetto.it

Vincino in giro, fumetti solidali a Milano

Vicino in giro a Milano

Sagome, disegni, i personaggi disegnati dal suo tratto semplice ed inconfondibile… sono esposti a Milano all’interno dello spazio di CorsoMagenta10 Per l’Arte Contemporanea. Stiamo parlando di Vincino (nom de plume di Vincenzo Gallo) autore di fumetti tra i più noti ed apprezzati.
I suoi disegni raccontano storie di cronaca, di politica, di attualità, di costume, d’amore, di spettacolo, di vita quotidiana.

La mostra presenta circa 1000 vignette tra disegni, fogli, foglietti, tavole, appunti.
Il catalogo è pubblicato all’interno della collana quaderni di CM10, in edizione speciale.
Il progetto ‘Vincino in giro?, all’interno dell’attività di CorsoMagenta10 per l’Arte, sostiene l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo.
Tutti i proventi derivanti dal progetto verranno interamente devoluti in beneficenza a favore dell’Associazione.
Vincino in giro
CorsoMagenta10 Per l’Arte Contemporanea
Corso Magenta 10 – Milano
Ingresso libero
fino al 31 gennaio 2011

Pino Ninfa/Paolo Fresu, omaggio ad Hugo Pratt

Hugo Pratt nello studio di Grandvaux, foto Pino Ninfa - 1994
Hugo Pratt nello studio di Grandvaux, foto Pino Ninfa - 1994

Domenica primo agosto, Venezia Jazz Festival.
Nell’atrio di Palazzo Grassi scorrono in b/w immagini di Cuba sul riverbero delle prime note, in sordina, della tromba di Paolo Fresu, accompagnata dall’incalzare del bandoneon di Daniele di Bonaventura.
Uno strumento, quest’ultimo, che Hugo Pratt talora si dilettava a suonare, cantando canzoni per intrattenere gli amici.
Il dialogo tra musica, immagini e letteratura dedicato al grande maestro del fumetto si realizza Sulle strade dell’avventura, nei luoghi prattiani e non, rivisitati dalle foto di Pino Ninfa: sulle tracce della “porsche di Hemingway” a Cuba, poi nella Buenos Aires del tango e degli anni giovanili e nell’Africa degli Scorpioni del deserto, che nell’eccelsa interpretazione di Fresu diventa anche l’Africa di Coltrane; nel Missisipi del blues, dove tra chitarre, ottoni e percussioni spunta la tomba di Robert Johnson; nella settecentesca villa di Arconate, dove è comparsa una lettera dall’Etiopia

Alcune tavole di Saint Exupéry - L'ultimo volo, l'ultimo racconto di Hugo Pratt - 1995
Saint Exupéry - L'ultimo volo, Hugo Pratt, foto Pino Ninfa - 1994

di Arthur Rimbaud.
Tra luci ed ombre emergono il volto, le mani e il piano di Michel Petrucciani, una splendida Fenice e poi foto di Venezia e di San Lazzaro degli Armeni. Infine, gli ultimi, commoventi, ritratti di Hugo Pratt ripreso insieme alle sue tavole di letteratura disegnata nello studio di Grandvaux,  poco prima della sua scomparsa. Il concerto si conclude con il fantastico duetto tra Bonaventura e Fresu: calatosi tra il pubblico, quest’ultimo riesce quasi a sospendere lo scorrere del tempo sulla nota finale, tenuta sullo strumento per quasi due minuti.
Una performance, quella dell’artista sardo, che ne conferma il  talento carismatico dal timbro essenziale, devoluto all’attenzione di un pubblico stregato.
Anticipato da una piccola esposizione al Caffè Quadri, l’affascinante evento multimediale del Grassi, ricco di richiami letterari, è incominciato proprio col ritrovamento del servizio fotografico sull’artista veneziano, originariamente concepito per la rivista Max, ma rimasto inedito a causa della scomparsa di HP.

Pino Ninfa

 

Come hai conosciuto Hugo Pratt?
Io lavoravo presso Rizzoli e lui era un disegnatore della stessa casa editrice: un giorno ci siamo incrociati per caso e così nell’inverno del 1994 è nato questo servizio per Max, che in realtà non è mai apparso perchè nel frattempo Pratt è deceduto (20 agosto 1995, ndr.).
Le tavole che hai fotografato allora sono quelle della sua ultima storia?
Esattamente, sono quelle di Saint-Exupery – L’Ultimo Volo, il suo ultimo fumetto.
Com’è nato l’omaggio ad HP, in collaborazione con Paolo Fresu?
Facendo il trasloco del mio studio ho trovato la scatola con le foto e mi è venuta voglia di dedicargli questo omaggio con i tanti racconti e le tante storie che ho realizzato per il mio lavoro. La scelta di  Paolo Fresu è venuta da sé: ci conosciamo da parecchio tempo e insieme abbiamo già collaborato ad altri progetti multimediali.

Paolo Fresu

 

Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura in concerto a Palazzo Grassi con foto di villa Arconati, Pino Ninfa, Venezia Jazz Festival, Omaggio a Hugo Pratt, foto Francesca Galluccio
Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura in concerto a Palazzo Grassi con foto di villa Arconati, Pino Ninfa, Venezia Jazz Festival, Omaggio a Hugo Pratt, foto Francesca Galluccio

Quale immagine ti viene a mente pensando al jazz?
Certamente un’immagine in bianco e nero, come i vecchi vinili e le vecchie fotografie d’epoca. Insomma, per quanto in tutti questi anni il genere si sia evoluto penso che l’immagine, l’icona del jazz sia sempre la stessa – molto pulita, molto rigorosa, forse solo un po’ sporca – in quanto rappresenta quel dato momento storico.
L’Africa, Venezia, il tango, il blues: quali sono le suggestioni che ti hanno maggiormente impressionato in questo viaggio fotografico?
Ho cercato di non focalizzare troppo l’attenzione su quei luoghi e su quei continenti. Ne conoscevo le storie perchè, dopo aver lavorato sulle immagini, ne avevo discusso a lungo con il fotografo, tuttavia questo non voleva essere un percorso didascalico che in qualche modo facesse da colonna sonora alla moda dell’Argentina o alla macchina di Hemingway a Cuba, ma un viaggio moderno e contemporaneo in cui i linguaggi in parte si mischiano, cercando di mantenere una traccia del sapore e del colore di quei luoghi. Leggi tutto “Pino Ninfa/Paolo Fresu, omaggio ad Hugo Pratt”