HAPPYSPRITZ@GUGGENHEIM!

In tempi di apéro géant alla francese, Venezia, capitale dello spritz, certamente non è da meno soprattutto dal punto di vista dello stile: dopo il successo dell’ HAPPYSPRITZ@GUGGENHEIM! nel 2009, quest’anno, ogni lunedì di maggio ritorna, grazie ad Aperol,  l’appuntamento con l’Happy Spritz nel giardino di Peggy Guggenheim dalle 19 alle 21.30.

foto: Andrea Sarti/CAST1466
foto: Andrea Sarti/CAST1466

L’edizione 2010, che festeggia il trentennale della Collezione, oltre al programma musicale curato da Riky Russo/In Orbita, prevede la partecipazione di MTV come media partner dell’evento.
L’opening delle serate veneziane è affidato al triestino dj Stoner, con il suo raffinato mix di sonorità multietniche. Seguiranno Frankie HI NRG MC + Miguel Selekta (Venezuela) con tematiche sociali e hip-hop; la dj Nanou, dal black groove al new funk; il rapper Dargen D’Amico per chiudere il 31 maggio con l’Electrosacher dj’s collective.
Socialità, musica e arte moderna e contemporanea costituiscono gli ingredienti speciali dell’aperitivo nello storico Palazzo Venier dei Leoni, che Peggy Guggenheim acquistò nel 1949, precedentemente appartenuto alla marchesa Casati, eccentrica musa dannunziana. Qui, nel cuore di Venezia, la più famosa mecenate americana ha ospitato opere ed artisti delle avanguardie del XX secolo, da Duchamp a Max Ernst, Brancusi, Picasso.

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Emile Gallé, artista e artigiano: natura e utopia sociale

Tra i maestri dell’Art Nouveau, il grande “scultore del vetro” Emile Gallé è in questi anni al centro di iniziative relative all’arte, al design e alla gourmandise.

All’artista francese è stata recentemente dedicata la mostra Emile Gallé (1846-1904): la natura ed il simbolismo, le influenze del Giappone, presso il Museo Regionale Georges de la Tour a Vic su Seille (Lorena) ed oggi è in corso in Svizzera la mostra itinerante del nipote Jean Prouvé, architetto, ingegnere e designer, figlio dell’artista e collaboratore Victor.

Nel pensiero di Gallé, amante della natura e dell’oriente, la bellezza è nella verità e la verità è nella natura stessa: l’arte non è disgiunta dalla vita e quindi dal piacere del lavoro e dalla partecipazione politica e sociale.
Figlio di un vetraio, il maestro francese studia botanica, chimica e filosofia; frequenta i musei di Parigi e a Londra quello di South Kensington e Kew Gardens, viaggia in Svizzera e in Italia, trovando ispirazione nell’osservazione meticolosa di piante, insetti, minerali, tanto quanto nei reperti dell’oreficeria e della vetreria antica, del medioevo, dell’arte islamica, del rococò. L’apporto forse più significativo alla sua formazione proviene dall’incontro con il Giappone e dalla collaborazione con uno dei suoi allievi, Tokouso Takashima. Sui suoi vasi iniziano ad apparire citazioni letterarie (Shakespeare, Baudelaire, ecc.), come nello stile della pittura taoista. Riconoscendo il principio dell’unità delle arti, l’infaticabile artefice inizia, con Victor Prouvé, a produrre anche i mobili in legno che faranno scuola al giovane Jean.

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