Cinema Godard alla Fondazione Prada

Grandi novità in questo 2023 per il Cinema della Fondazione Prada, in seguito alla nomina di Paolo Moretti, dopo la sua esperienza alla Quinzaine des Realizateurs di Cannes.

Il nuovo Cinema Godard alla Fondazione Prada – Milano

La Fondazione Prada renderà un tributo permanente al pioniere della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard.
A partire da settembre, il cinema ospitato presso la sede milanese dell’istituzione culturale sarà rinominato proprio Cinema Godard in onore del defunto regista franco-svizzero, scomparso lo scorso anno all’età di 91 anni, la cui opera ha influenzato generazioni di cinefili, artisti e spettatori. D’altronde, lui è il cinema, come amava
dire di se stesso. La Fondazione Prada è l’unica istituzione internazionale ad ospitare lo studio di Godard, esposizione permanente personalmente supervisionata dal regista durante l’installazione nel 2019.
Il cinema è un laboratorio per nuove idee e uno spazio di
educazione culturale – per questa ragione abbiamo deciso di intitolare il nostro cinema a Jean-Luc Godard“, ha dichiarato Miuccia Prada.
La potenza sperimentale e visionaria delle sue opere è
un’ispirazione costante per rinnovare l’impegno della nostra
fondazione nel diffondere linguaggi cinematografici e visivi ed esplorare forme narrative emergenti, attivando un luogo in cui le persone possano comprendere il mondo e le loro vite“.
Dan Bohnams

Campari al Festival di Cannes

Una serata memorabile all’insegna del rosso Campari. Tra i tanti ospiti da tutto il mondo del Campari Discover Red si annoverano Alessandra Ambrósio, Charles Melton e Luke Evans. Non solo Venezia dunque. Campari è tornato per il secondo anno consecutivo al Festival de Cannes, di cui è partner ufficiale, e l’ha  fatto alla grande, organizzando l’ evento “Discover Red” al quale hanno partecipato numerose star del cinema e della moda.

Campari a Cannes. Courtesy gettyimages

La serata è stata un’occasione unica per gustare le creazioni culinarie dello chef Christian Sinicropi, fresco delle due stelle Michelin, che ha curato i quattro piatti del menu, mentre Tommaso
Cecca, responsabile dello storico “Camparino” nella Galleria
Vittorio Emanuele II a Milano, ha abbinato le creazioni di Sinicropi con sofisticati cocktail a base Campari,  ovviamente.
Tra le specialità si potevano gustare il classico Negroni, il Campari spritz, il Negroni Sbagliato e il signature Red Carpet—Edizione Cannes ispirato alla Riviera e al cinema.
L’evento si è tenuto presso l‘Hôtel Martinez by Hyatt.
“Essendo questa la seconda volta che siamo partner ufficiali del Festival de Cannes, l’obiettivo di Discover Red era creare una serata che riunisse le icone di Campari e del cinema, entrambe fonti di ispirazione indimenticabile”, ha dichiarato Julka Villa, responsabile del marketing globale del Gruppo Campari. “Come uno dei festival cinematografici globali più celebrati, il nostro evento ha tratto ispirazione dal fascino aspirazionale del Festival di Cannes, portandolo al livello successivo e offrendo l’esperienza
elevata che le persone si aspettano sia da Campari che dal
Festival. Per fare ciò, ogni momento di Discover Red ha catturato la relazione unica tra Campari, il cinema e il Festival, immergendo gli ospiti in questo mondo attraverso tutti i sensi e la serata è stata un altro ottimo esempio di come Campari superi le aspettative.”
Dan Bonahms

Cronenberg alla Fondazione Prada con le cere anatomiche de La Specola di Firenze

La Fondazione Prada non è nuova a collaborazioni con registi di caratura internazionale.

David Cronenberg, Cere anatomiche e disegni de La Specola esposti alla Fondazione Prada a Milano, da “Intoscana” web

Con la mostra “Cere anatomiche: La Specola di Firenze | David Cronenberg” si aggiunge un tassello fondamentale al progetto di ricerca che vede l’apertura ad altre importanti istituzioni museali, che è iniziata nel 2019 con “Spitzmaus Mummy in a Coffin and Other Treasures“, curata da niente di meno che Wes Anderson.
Per il progetto espositivo, la Fondazione Prada ospita nella sua sede di Milano parte della collezione de La Specola, facente parte del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, fondata nel 1775 dal visionario Granduca Pietro Leopoldo di Toscana.
Questa volta il curatore è il celeberrimo regista cult canadese David Cronenberg, fresco del successo critico del suo nuovo lungometraggio Crimes of the Futures.
La Specola ospita oltre 3,5 milioni di esemplari animali, la più grande collezione al mondo di cere anatomiche del XVIII secolo e la collezione del ceroplasta siciliano Gaetano Giulio Zumbo.
(1656-1701). Tra le opere in cera, di particolare bellezza e fascino, vengono presentate quattro figure femminili reclinabili, le cosiddette Veneri. L’esposizione milanese riunisce tredici ceroplasti raffiguranti modelli anatomici femminili con l’intento di focalizzarsi sulla rappresentazione dei corpi delle donne.
Tali modelli mostrano come il corpo femminile fosse visto in una società coeva puramente patriarcale, con un tocco artistico tanto inconfondibile quanto straniante, considerato che le cere furono create prima di tutto come strumento didattico per permettere di studiare l’anatomia del corpo umano.
Con questa operazione semantica le cere della Specola, esposte in Fondazione Prada, vengono ricontestualizzate, assurgendo a opere d’arte, comunicando con gli spazi concepiti da Rem Koolhaas.
A completare la mostra, un suggestivo cortometraggio del regista canadese, sempre affascinato dai corpi, che concentra il suo sguardo sull’espressione estatica delle Cere, ispirato dall’approccio artistico degli scultori dell’epoca.
Secondo il regista: «È stata questa scelta insolita degli scultori ad aver scatenato la mia immaginazione. E se la dissezione avesse indotto la sensazione di estasi, quel rapimento quasi spirituale?»
Dan Bonahms

Cere anatomiche: La Specola di Firenze | David Cronenberg
Milano, Fondazione Prada, 24 marzo – 17 luglio 2023

Venezia – Art Déco e Futurismo della collezione Marzadori a Ca’ Pisani

Giocattoli autarchici del periodo fascista. Bambola "Balilla" e treni con le insegne del regime, Collezione Marzadori in mostra a Ca' Pisani, Venezia. Foto Octavian Micleusanu

Inaugurata oggi a Venezia – e aperta al pubblico dal 28 Marzo, la mostra Ca’ Pisani. Il 900 ritrovato, una selezione di giocattoli d’autore, arredi e oggetti quotidiani proveniente dalla Collezione Marzadori (Freak Andò, Bologna). L’esposizione è suddivisa in due sezioni: oggetti del quotidiano tra Futurismo ed Art DécoGiocattoli Futuristi e del Novecento.

Giocattoli autarchici del periodo fascista. Bambola "Balilla" e treni con le insegne del regime, Collezione Marzadori in mostra a Ca' Pisani, Venezia. Foto Octavian Micleusanu
Cavallino in ceramica rossa di Giovanni Gariboldi (Richard Ginori, 1933). Collezione Marzadori, in mostra a Ca’ Pisani, Venezia.

Il catalogo-design della mostra, rivestito d’alluminio policromo, è esposto in una delle eleganti vetrine d’epoca presenti nella hall dell’albergo, anch’esso arredato in stile, con armadi, specchiere, arazzi degli anni ‘30 e ‘40, e tempere originali di Fortunato Depero.
La scelta degli oggetti è allestita secondo un disegno ben preciso sui tre piani dell’albergo veneziano, di proprietà della famiglia Serandrei, che ha acquisito parte della collezione in mostra per l’arredo delle stanze dell’Hotel Design. Leggi tutto “Venezia – Art Déco e Futurismo della collezione Marzadori a Ca’ Pisani”

Venezia72 / In concorso. The Danish girl: Lili Elbe, il primo transessuale

 Il cast di Danish girl sul red carpet di Venezia72: Amber Heard, Tom Hooper, Alicia Vikander, Eddie Redmayne, Martin Schoenharts. Foto Valentina Zanaga
Il cast di Danish girl sul red carpet di Venezia72: Amber Heard, Tom Hooper, Alicia Vikander, Eddie Redmayne, Martin Schoenharts. Foto Valentina Zanaga

Il regista londinese Tom Hooper presenta in anteprima, alla 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film The Danish girl, ispirato alle vite reali e d’artista di Lili Elbe e Gerda Wegener.
La storia d’amore della coppia danese nasce durante gli studi all’Accademia d’arte di Copenaghen agli inizi del Novecento. Gerda diventa un’illustratrice per giornali di moda e Lili, assegnata alla nascita al genere maschile sotto il nome di Mogens Einar Wegener, si specializza nella pittura di paesaggio. I due, legati da un affetto fortissimo, si sposano nel 1904 e viaggiano per tutta l’Europa decidendo poi di stabilirsi a Parigi. Leggi tutto “Venezia72 / In concorso. The Danish girl: Lili Elbe, il primo transessuale”