Biennale Danza 2017 / FIRST CHAPTER o sulla Fragilità e Ricchezza della Danza -parte I

Caitlin Scranton e Anne Lewis danzano in Campo Sant'Agnese a Venezia DANCE II (da Dance, 1979 – rev. 2010, 16’) coreografia del Leone d'Oro alla carriera Lucinda Childs musica Philip Glass produzione Pomegranate Arts. Biennale Danza IX, 23/11/2017. Foto Octavian Micleusanu
Caitlin Scranton e Anne Lewis danzano in Campo Sant’Agnese a Venezia “Dance II “(da “Dance”, 1979 – rev. 2010, 16’) coreografia del Leone d’Oro alla carriera Lucinda Childs musica Philip Glass produzione Pomegranate Arts. XI Biennale Danza, 23/11/2017. Foto Octavian Micleusanu

Pratiche sciamaniche, movimenti trascendentali, Sacre du Printemps, Dark Black, questioni di genere, danze collettive, assoli, duetti, abecedari della danza, quanto il folklore, il colonialismo e il decolonialismo, le provenienze influiscono sulle nuove creazioni autoriali; il pubblico assiste a classici della coreografia contemporanea risalenti agli ultimi decenni insieme a prime nazionali ed europee. Un repertorio che arricchisce la scuola di Biennale College insieme a nuove creazioni ad hoc per l’occasione, video e cinema di settore, incontri e talks pomeridiani, e la consegna del Leone alla Carriera, quest’anno assegnato a Lucinda Childs, accanto a un quotidiano dopo Festival alternato tra il ristorante dell’Arsenale e il cortile della Marceglia.

Lucinda Childs, Leone d'Oro alla carriera 2017, XI Biennale Danza, 23/06/2017. Foto Octavian Micleusanu
Lucinda Childs, Leone d’Oro alla carriera 2017 nella Sala delle Colonne a Ca’ Giustinian dopo la consegna del riconoscimento, XI Biennale Danza, Venezia, 23/06/2017. Foto Octavian Micleusanu

     Le immagini dal palco  rimangono nitide nei nostri occhi e superano il proverbiale limite dell’Arte dell’istante che la Danza e la Coreografia comportano ontologicamente. Una sorta di maratona non stop di Danza Contemporanea che per dieci giorni ha alternato i matineé in Campo Sant’Agnese  – estratti dei lavori che poi sono in scena ogni sera in Arsenale, quest’anno vero e proprio cuore pulsante della Biennale Danza – agli spettacoli stessi, distribuiti tra i vari spazi teatrali all’interno della sede Biennale.
L’edizione inaugurale di un nuovo ciclo quadriennale di programmazione artistica è stata affidata quest’anno a Marie Chouinard, già presente a precedenti edizioni di Biennale Danza con i lavori della sua compagnia di Montreal, QuebecCanada e ora invitata a dirigere l’intero settore.

Le coreografe Lucinda Childs, Leone d'Oro alla carriera e Marie Chouinard, direttrice della IX Biennale Danza, sulla terrazza di Ca' Giustinian a Venezia, dopo la consegna del Leone d'Oro. IX Biennale Danza, 23/06/2017. Foto Octavian Micleusanu
Le coreografe Lucinda Childs, Leone d’Oro alla carriera e Marie Chouinard, direttrice della XI Biennale Danza, sulla terrazza di Ca’ Giustinian a Venezia, dopo la consegna del Leone d’Oro il  23/06/2017. Foto Octavian Micleusanu

L’ XI edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia, che si è tenuto dal 23 giugno al 1 luglio 2017, si intitola First Chapter: è il I capitolo di un percorso che si svilupperà nel tempo con il preciso intento di costruire un dialogo con gli altri settori de La Biennale (Arte, Architettura, Musica, Teatro, Cinema) e di avvicinare alla Danza Contemporanea un nuovo pubblico eterogeneo sia con le serate a teatro, che attraverso films e incontri di approfondimento teorico e dialogante – curati dalla critica Elisa Guzzo Vaccarino – sullo stato dell’Arte delle discipline coreutiche nelle sue multiple espressioni contemporanee. In pochi giorni in una Venezia caldissima e già molto attiva, con padiglioni ed eventi ufficiali e satellitari in tutta la città, si è proposto con forza un ricco e articolato programma che ha visto presenti grandi protagonisti – come Lucinda Childs , Leone d’Oro alla carriera 2017, Louise Lecavalier, Xavier Le Roy, Benoît Lachambre, Robyn Orlin, Mathilde Monnier accanto a La Ribot, e alla stessa Co. Marie Chouinard – insieme ai nuovi nomi della creazione autoriale in forte ascesa come Dana MichelLeone d’Argento 2017 e, tra gli altri, Lisbeth Gruwez, e Ann Van den Broek.

ana Michel, Leone d'Argento 2017, in Yellow Towel. XI Biennale Danza. 2017, Foto courtesy dmtpress@labiennale.or
Dana Michel, Leone d’Argento 2017, in Yellow Towel. XI Biennale Danza. 2017, Foto courtesy dmtpress@labiennale.org

Vale la pena ricordare alcuni tra i migliori momenti che queste giornate veneziane in Arsenale ci hanno offerto.L’Inaugurazione del Festival con l’intervista in Sala delle Colonne di Ca’ Giustiniani con il Leone d’oro alla carriera 2017, la coreografa americana Lucinda Childs parla delle sue scelte fin dagli anni ’60, nell’arco di tutta la sua lunga carriera internazionale, tra le memorie di una Vita dedicata alla Danza e gli aneddoti e i racconti di spaccati di momenti storici della Danza Contemporanea. Un incontro prezioso ed emozionante insieme.
Dopo la avista mozzafiato dalla bellissima terrazza di Ca’ Giustinian per il brindisi al Leone d’oro per la Danza, consegnato dalla direttrice Marie Chouinard alla Childs – tutti corrono in Arsenale per assistere a tre classici del suo repertorio: Dance, titolo manifesto del minimalismo astratto di cui è pioniera e destinato a influenzare generazioni di danzatori ininterrottamente.

Lucinda Childa, "Dance", Teatro alle Tese, IX Biennale Danza, 23/06/2017. Foto Andrea Avezzù
Lucinda Childa, “Dance II”, Teatro alle Tese, XI Biennale Danza, 23/06/2017. Foto Andrea Avezzù, courtesy dmtpress@labiennale.org

Lo spettacolo nacque, infatti, dalla collaborazione della coreografa con Sol LeWitt e Philip Glass, e in questa occasione fu presentato per la prima volta in Italia con il film-décor in un affascinante bianco e nero che già nel 1979 l’artista americano LeWitt aveva creato. Le altre due opere della Childs hanno ripreso vita, adattate allo spazio all’aperto di Campo S. Agnese: Katema e Dance II, originariamente coreografati come 2 assoli ed ora riproposti dalla Childs come lavori per l’ensemble. (Continua – parte II)
Livia Marques
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Venezia 73 / Les Beaux Jours d’Aranjuez. Creazione, arte e vita. Un dialogo secondo Wim Wenders

73esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Wim Wenders al photocall di Les Beaux Jours d'Aranjuez, Credits Octavian Micleusanu
73esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Wim Wenders al photocall di Les Beaux Jours d’Aranjuez. Credits Octavian Micleusanu

Inizia con una macchina da scrivere, un juke-box e una finestra. Finisce con un dipinto.
Tre livelli d’osservazione. La macchina da presa di Wenders riprende uno scrittore intento ad osservare oltre ad una finestra il frutto della sua immaginazione: due personaggi, un uomo e una donna, che in un bel giorno d’estate sono seduti in giardino, cullati da una dolce brezza, mentre parlano e osservano la silhouette di Parigi oltre la terrazza.
Non si può dire che il regista tedesco classe 1945 abbia smesso di sperimentare. Les Beaux Jours d’Aranjuez, tratto dal romanzo di Peter Handke, è un film che Leggi tutto “Venezia 73 / Les Beaux Jours d’Aranjuez. Creazione, arte e vita. Un dialogo secondo Wim Wenders”

Venezia 73 / Voyage of Time: Life’s Journey. Terrence Malick, l’occhio della Natura

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Venezia 73. Cate Blanchett, voce narrante di Voyage of Time di Terrence Malick

90 minuti, 14 miliardi di anni. Terrence Malick sceglie di posizionarsi tra l’uomo e l’universo, fondendo il suo sguardo con quello della natura, fornendo definitivamente alla macchina da presa uno sguardo altro, superiore, estraneo. L’occhio del regista diventa nel suo ultimo film un tutt’uno con la natura stessa. Leggi tutto “Venezia 73 / Voyage of Time: Life’s Journey. Terrence Malick, l’occhio della Natura”

Venezia 73 / La La Land. Ogni canzone ad un certo punto finisce

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Venezia 73. Emma Stone, Coppa Volpi per l’interpretazione in La La Land al photocall del film. Credits Octavian Micleusanu

Los Angeles, oggi. C’è traffico, molto traffico nelle nostre vite. Autostrada bloccata, centinaia di auto in coda. Una voce alla radio ci ricorda che i tempi di percorrenza verso la Città delle stelle (come si canta nel film) sono lunghi… abbastanza lunghi da permettere a Damien Chazelle di farci sognare. Con la mente, infatti, i suoi personaggi non si rassegnano, vanno comunque avanti. È la vita. È La La Land, caotica e sfiancante. Si potrebbe prendere la prima uscita e abbandonare la strada, ma non è questo il caso: La La Land bisogna guadagnarsela sapendo aspettare, lottando per trovare il proprio posto e soprattutto essendo pronti a sacrificare ogni cosa. Leggi tutto “Venezia 73 / La La Land. Ogni canzone ad un certo punto finisce”

Venezia 73 / Lalaland – scimmie urlatrici in una Los Angeles indifferente

Venezia 73. La La Land. Credits Gaspar Ozu
Venezia 73. La La Land. Credits Gaspar Ozur

Forse la critica ha preso un abbaglio, ma le alte quotazioni di stelline di certo non convincono per questo polpettone americanista dalla bella fotografia, certo, ma se un bel contenitore è vuoto, che me ne faccio?
Un pianista con l’ambizione di aprire un locale jazz e una cameriera sono i protagonisti di questa commediuccia, la quale, a sua volta si serve del mezzuccio scadente del Musical perché a corto di Idee . Leggi tutto “Venezia 73 / Lalaland – scimmie urlatrici in una Los Angeles indifferente”