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Art in Italy | luoghi, persone, storie e sapori dell'arte

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"Espansione" di Andrea Rigobello, Pescheria Nuova, Rovigo 2011

"Espansione" di Andrea Rigobello, Pescheria Nuova, Rovigo 2011

Il 25 novembre Andrea Rigobello, dopo qualche anno, torna alla Pescheria Nuova di Rovigo con un’esposizione che ne conferma la maturità artistica e la poetica originale: Nous, Noi, Anima Mundi si presenta infatti come un inno alla gioia, alla leggerezza e alla profonda coscienza (sat, chit, ananda,sanskr.) dei sottili rapporti psicologici,e non di meno materialistici, che costituiscono il tessuto dell’universo, vibrante di pensieri, relazioni, meditazioni umane. (altro…)

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R. Cascone,“The Two cities”, 2010. (Courtesy GiuseppeFrau Gallery, Gonnesa -CI)

R. Cascone,“The Two cities”, 2010. (Courtesy GiuseppeFrau Gallery, Gonnesa -CI)

Art In Italy chiede a Roberto Cascone di raccontare i prodromi di una delle sue più eclatanti invenzioni artistiche e poi gli sviluppi della propria propensione alla creazione di happening, situazioni, eventi.

Negli anni 90 tra le tue operazioni spicca senza dubbio il Cattelan Funs Club. Come è nata l’idea e qual è il tuo rapporto con Maurizio Cattelan?
Il Club, come accennato, nasce dal tentativo di superare difficoltà relazionali, ai limiti della fobia sociale. Quando Claudia Colasanti mi presentò Maurizio nel 1992, provai attrazione ma anche repulsione per lui. Fui gentile, ma lui, senza motivo, attaccò a fare battute su fatto che mi firmassi Mistika Zero (mi chiamava Mistiche Nutelle, un gruppo oggi sciolto). Cattelan dunque rappresentò subito un problema, creando in me invidia e simpatia, incarnando le mie difficoltà relazionali all’interno del sistema dell’arte. Le parole di uno dei massimi sostenitori economici del Club, il collezionista PierLuigi Mazzari, che un giorno mi rilasciò un’intervista in cui sosteneva che detestava Cattelan come persona almeno quanto lo amava come artista, spiegano bene il mio conflitto emotivo.

R. Cascone, L'incontro della madre di Cascone con Cattelan, da  “Cattelanews”, 1997.

R. Cascone, L'incontro della madre di Cascone con Cattelan, da “Cattelanews”, 1997.

Non potevo che trasformare il problema sublimando la rabbia in “amore fanatico”. Così, sempre nel ’94, esposi  Omaggio a Maurizio Cattelan (il calco dei miei denti, argentati e fluttuanti in un cielo blu metallizzato), poi, a fine anno, progettai qualcosa che fosse virale, simbiotico ai limiti del parassitismo, giusto per lui al punto che non potesse sottrarsi all’operazione, ma che mi desse libertà di manovra. Funzionò. Infatti creò fraintendimenti e qualcuno arrivò a scambiarlo per una sua operazione. La cosa ci stava, ma Maurizio si infuriò al punto che, senza nemmeno voler sapere chi la pensava così (tra i tanti Giorgio Verzotti), mi ingiunse di scrivere sulla fanzine, Cattelanews, che considerava un cretino chi lo diceva.
Il Club, quindi, ha una matrice diciamo biografica e “terapeutica”, ma va inquadrato in un progetto più ampio, quello di RA First Agency, nata a sua volta dall’esperienza di Rentwork, agenzia di noleggio opere d’arte, e di Artplan, l’archivio delle idee. Col primo lavoro mi ero creato un’identità da promoter, mentre col secondo gestore di una banca dati alla quale chiunque poteva accedere purchè depositasse almeno un’idea della quale perdeva il copyright (una sorta di collettivizzazione dei progetti).
Il RA è composto dalle iniziali delle due operazioni, ma, come tutta la sigla, vuole ricordare e dare vita ad un fantasioso progetto di mio fratello, purtroppo arenatasi in un letto di contenzione. Egli nel 1985, convinto di essere la reincarnazione di Ammone RA, deciso a raccogliere fondi per un concerto per l’Africa, aprì, con tanto di partita IVA, l’Agenzia, arrivando a ricevere l’interessamento di vari potentati economici, tra cui Fiat, Fininvest, ecc.

Massimo Cascone interpreta il video “Comico a domicilio”. Arte x tutti, 1997.

Massimo Cascone interpreta il video “Comico a domicilio”. Arte x tutti, 1997.

Con l’Agenzia, che come molte attività nostre era a conduzione famigliare, collaboravano mia moglie Mari Iodice, e, occasionalmente, mia madre Maria Luisa, il vero “problema” di casa. Nel 1997, quando RA First (e quindi il CFC che era la nostra operazione di maggior successo), fece la mostra “Arte per tutti” con Loredana Parmesani, portammo oltre al Club, Lavori in corso (di cui parlo più avanti) e il Comico a domicilio, paghi solo se ridi, un video in cui mio fratello leggeva i titoli di alcuni miei racconti comici, mentre sul suo capo incombeva un quadro ad olio in misura reale che mi rappresenta a un anno di vita. Il video, che non ha niente di divertente, nonostante i racconti siano piaciuti a Paolo Rossi che li ha voluti per il suo show Scatafascio, fu gradito da Maurizio che mi fece i complimenti, quindi, conosciuta la mamma, staccò da una parete un’opera altri artisti e gliela diede a mò di fiore. Le foto le pubblicai subito sulla fanzine che testimonia un interesse e l’adesione di diverse centinaia di soci, a favore e persino contro Maurizio (sul lavoro del fachiro alla Biennale ho scritto un editoriale a favore e uno contro), anche perchè eravamo funs, e Maurizio divideva noi e il mondo, favorendo un’atmosfera di ambiguità dal sapore paradossale e non sense. (altro…)

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Tamara de Lempicka Il telefono, 1930 Olio su tavola, 34,9 x 26,9 cm Collezione privata ©1980 TAH / Museum Masters International NYC

Tamara de Lempicka Il telefono, 1930 Olio su tavola, 34,9 x 26,9 cm Collezione privata ©1980 TAH / Museum Masters International NYC

Le morbide curve delle odalische di Ingres e i solidi volumi geometrici del cubismo sintetico. La linea serpentinata e i colori  metallici del Pontormo  e l’algida perfezione formale del Bronzino, sommate all’esaltazione della tecnologia e al dinamismo futurista, congelato tuttavia nel ritorno all’ordine internazionale degli anni Venti. Gli Anni Folli: tutto questo e ancor di più nella pittura Déco di Tamara de Lempicka, nuovamente alla ribalta con una grande mostra (oltre 120 tra dipinti, foto e film) recentemente inaugurata al Complesso del Vittoriano a Roma, Tamara de Lempicka. La regina del moderno. La pittrice della mondanità e dell’emancipazione femminile, nata a Mosca (1898-1980) da madre polacca di origine francese e dal ricco padre ebreo russo, dipinge familiari ed amici in un contesto di ricchezza, fascino e raffinatezza, ma anche di trasgressione e glamour che è quello stesso che permea la sua vita. Travestita da contadina polacca  si presenta con un oca al guinzaglio ad una festa al futuro marito, Tadaeusz Lempicki; Tamara incarna lo stile aggressivo e disinibito della donna metropolitana che ritrae nelle sue tele: libera nei costumi sessuali fa uso di cocaina, ama uomini e donne che spesso ritrae nelle sue opere; seduce e respinge perfino un attempato D’Annunzio, nell’intento di ritrarlo per ricavarne pubblicità. Allestisce grandi e costose feste, conosce e frequenta gli artisti delle avanguardie, assorbendone l’insegnamento e, nel pieno spirito del Déco, si diletta anche come arredatrice, realizza abiti e  crea un colore per rossetto della Revlon. Il suo successo è enorme nella prima parte della sua vita, cui segue il matrimonio col Barone Kuffer e, dopo la crisi del ’29 un periodo di depressione, la svolta pauperista e astrattista. Quindi il trasferimento negli Stati Uniti e nel Messico, l’ oblio e poi, dal 1972, il rilancio e un successo crescente che perdura ancor oggi. Le ceneri di Lempicka, scomparsa nel 1980, sono state asperse sul vulcano Popocatepeti.

Tamara de Lempicka. La regina del moderno
Complesso del Vittoriano
Via san Pietro in Carcere, Fori Imperiali, Roma
11 Marzo – 3 luglio 2011
lun-gio 9.30-19.30; ven sab 9.30-23.30; dom 9.30-20.30
tel 06 780664
segreteria-vittoriano@comunicareorganizzando.it

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LDPFFino al 12 dicembre, La Donna è protagonista della sesta edizione del  festival internazionale di fotografia e video arte di  Lucca, LUCCADigitalPHOTOfest: 17 mostre, workshop, conferenze di grandi autori, incontri al Photocafè hanno invaso il centro storico della città toscana.

Ospite d’onore del Festival quest’anno è l’artista statunitense Sandy Skoglun, presente a Villa Bottini fino al 30 gennaio con la retrospettiva The power of imagination, ricca delle sue immaginifiche messe in scena.
Tra le molte iniziative, è da menzionare a Palazzo Ducale l’anteprima assoluta la mostra “Bye bye baby, Marylin”,   un’ottantina d’immagini della collezione Giuliana Scimé che presentano l’attrice icona della sensualità nell’interpretazione di grandi fotografi come Richard Avedon, George Barris, Bruno Bernard Andre de Dienes, John Florea, Philippe Halsman, Tom Kelley, Bert Stern, ma anche di professionisti che l’hanno ritratta nel set e nel privato. Ci sarà inoltre una sezione “Marilyn e il desiderio collettivo” , con oggetti rari e divertenti ispirati alla diva.
Sempre a palazzo ducale, la mostra Horst P. Horst, 50 foto di moda, ritratti e studi di nudo, tra cui rarissime stampe vintage e al platino di  uno dei più celebrati fotografi glamour, ma anche un’esposizione più intima, con le foto di  Francesca Woodman (collezione Sozzani).

Sandy Skoglund,Revenge of the Goldfish, © 1981

Sandy Skoglund,Revenge of the Goldfish, © 1981

In altre sedi, si prosegue con Il dono analisi di Giorgia Fiorio (patrocinio Unesco),10013 – TriBeCa di Donna Ferrato( The W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography 1985).
Not only Women di Michel Comte, Paralipomeni di Paola Binante, Il Teatro della Vita di Jan Saudek, Cvetana Maneva, ritratto-istallazione dei due artisti bulgari
Boris Missirkov e Georgi Bogdanov, quindi Di treni, di sassi e di vento, lavoro sulle comunità di zingaridi Sara Munari che ha vinto il Roberto de Carlo – LUCCAdigitalPHOTO Contest 2010 e infine le 200 World Press Photo,  premiate quest’anno dalla World Press Foundation.

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Sor Pampurio, 45ª Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia

Sor Pampurio, 45ª Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia

Chi si ricorda le prime annate del Corriere dei Piccoli? Nel 1908, c’erano le storie americane di Bibì e Bibò, Fortunello, Arcibaldo e Petronilla, fino alla comparsa dei primi personaggi italiani, tra cui il mitico Signor Bonaventura di Sergio Tofano e senz’altro il Sor Pampurio di Carlo Bisi, che presentavano nel disegno gli inconfondibili stilemi futuristi ed Art Déco.
Ed è proprio a Carlo Bisi, fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo, che l’Anafi (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione) dedicherà il convegno Un maestro dell’ironia borghese, sabato 4 dicembre 2010, alle ore 15.00, all’interno delle manifestazioni della 45ª Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia. Al Convegno seguirà, nei primi mesi del 2011, il volume degli Atti.
Nell’ambito della Mostra, allo stesso autore saranno dedicate, inoltre, due piccole esposizioni: un Tributo al Sor Pampurio da parte di trenta autori di fumetti e Pampurio e non solo, una selezione di tavole tratte dal Corriere dei Piccoli, che riprendono tutti i personaggi seriali che Bisi ha disegnato in oltre 45 anni di carriera.
Nato a Brescello nel 1890 (e scomparso a Reggio Emilia nel 1982), Carlo Bisi si diploma in disegno all’Accademia di Belle Arti di Parma nel 1910 e fin dall’anno seguente aderisce al futurismo e disegna vignette satiriche per le riviste locali “La Doccia” e “La Puntura”.
Nel 1918 lavora su registri stilistici differenti per due riviste nazionali : per “Numero”, rivolto ad un pubblico colto e borghese, illustrazioni e vignette saranno disegnate nell’elegante stile Liberty – Secessione, mentre per il popolare “Giornale del soldato” lo stile sarà realista, atto alla propaganda dei valori patriottici. Nell’immediato dopoguerra, sullo stesso giornale, e sul “Il Giornale di Tutti” sarà la linea Déco a prevalere.
Negli anni Venti Parma è un fervente centro culturale e i suoi caffé sono frequentati da artisti come  Erberto Carboni, Attanasio Soldati, Carlo Mattioli, giornalisti, letterati quali Giovannino Guareschi e Attilio Bertolucci e maestri del cinema come Cesare Zavattini.
Tuttavia Bisi ben presto si reca a Milano e partecipa come pittore, incisore e illustratore a varie edizioni della Biennale di Venezia (nel 1934 vince il concorso per la sezione manifesti), della Quadriennale di Roma e ad altri concorsi nazionali e internazionali (Mostra Universale di Parigi nel 1937).
Collabora inoltre ad pubblicazioni come “Satana-Beffa”, “Il Giornalino della Domenica”, “Guerin Meschino”, “La Domenica dei fanciulli”, “La Domenica del Corriere”, illustra volumi per ragazzi, tra cui “Pinocchio” e “David Copperfield” e la serie “Tompusse” di Mario Buzzichini. Collabora con Utet, Paravia, Notari, Garzanti, Sonzogno.
Dalla metà degli anni Venti, realizza “Teatri dei burattini”: scenografie colorate intrise dello humor satirico che lo contraddistingue.
Artista eclettico, le cui opere sono esposte nelle principali gallerie d’arte moderna italiane, dal 1916 Bisi inizia la collaborazione con il “Corriere dei Piccoli” che durerà ininterrotta per 36 anni e  per la quale è maggiormente ricordato, tratteggiando ironici personaggi-burattini ammiccanti alla grafica del secondo futurismo, quali il Sor Pampurio e poi il Dottor Piramidone, lo Zio Domingo Aggiustatutto, Luccichino e Farfarello, La gazza servizievole e la Famiglia Doggidì.

Un maestro dell’ironia borghese
Carlo Bisi, fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo
sabato 4 dicembre 2010, ore 15.00,
Sala Convegni Fiere di Reggio Emilia
45ª Mostra Mercato del Fumetto
Tributo al Sor Pampurio e Pampurio e non solo
Fiere di Reggio Emilia
Via Filangieri, 15
4 – 5 dicembre 2010, ore 9 – 19
tel. +39 392 9806784
info@amicidelfumetto.it
www.amicidelfumetto.it

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