Venezia/Ultimi giorni per il Tintoretto del Museo Pushkin alla chiesa di San Fantin

Gary Hill, Let it cry-iceuninted ice, 2019, Chiesa di San Fantin, Venezia, mostra There is a beginning in the End, Museo Pushkin

In occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario di Jacopo Tintoretto, tra i massimi artisti veneziani, e tra i più legati alla modernità, il Museo PushkinStella Art Foundation hanno allestito all’interno della restaurata chiesa di San Fantin a Venezia una mostra d’arte contemporanea dedicata al grande pittore rinascimentale, a cura di Marina Loshak e Olga Shishko: There is a beginning in the end. La confraternita segreta di Tintoretto.
Tre artisti contemporanei, Dmitry Krymov (Russia), Irina Nakhova (Russia), Gary Hill (USA), sono stati scelti per interpretare con progetti site-specific l’opera di Jacopo Robusti, spesso legata all’architettura, e rivoluzionaria nel concetto spaziale plastico, dinamico e spiritualizzato, che si determina nel rapporto tra i valori di luce ed ombra.
La mostra comprende due dipinti originali: una è L’origine di Amore (1562), di proprietà dell’antiquario veneziano Piero Scarpa, opera di soggetto neoplatonico commissionata dal Procuratore di San Marco Federico Contarini, tra i fondatori della Compagnia della Calza degli Accesi. Originariamente si trovava ad ornamento dell’antisala della libreria Marciana, dove i membri della potente confraternita usavano incontrarsi.

Jacopo Tintoretto, L'origine d'amore, 1562, Collezione Pietro Scarpa, Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin
Jacopo Tintoretto, L’origine d’amore, 1562, Collezione Pietro Scarpa, Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin

Il soggetto, tratto dal Dialogo d’Amore di Sperone Speroni, raffigura il dio Apollo tra le Veneri Urania e Pandemia, reggente un braciere dove la luce del Sole accende l’animo umano.
La seconda opera storica in mostra è uno degli ultimi Tondi del veneziano Emilio Vedova, artista novecentesco, ispiratosi alla forza gestuale del segno tintorettesco, rapido e incisivo, che nel non finito consente alla luce d’informare e rivelare lo spazio plastico. Nell’interpretazione informale, inoltre, Vedova reinventa la dialettica degli opposti bianco/nero, e la risolve nella dinamicità della forma circolare dell’opera, riferita allo scorrere del tempo e spesso ispirata ai conflitti storici e umani che hanno luogo sul pianeta Terra.

Emilio Vedova, Tondo, 1987 © Grisha Galanthyy, 768×1152 Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin

La messa in scena dell’esposizione si articola in diverse fasi: l’apertura è affidata alla teatrale proiezione dell’artista Dmitry Krymov che occupa tutta la zona absidale della chiesa, ricreandone la spazialità con le dimensioni eroiche – e retoriche – di un dramma contemporaneo ispirato all’Ultima cena della chiesa di San Trovaso a Venezia.
Molto interessante l’installazione multimediale di Irina Nakhova, che rivisita alcune opere di soggetto biblico del maestro veneziano, immergendole visualmente nel confronto con il vissuto contemporaneo dell’artista, con il suo pensiero sulla realtà.
Suggestivo il videomapping con occhio di cielo sulla cupola centrale, mentre sulle pareti della navata domina la proiezione della Creazione degli Animali, dipinto un tempo collocato nella Scuola della Trinità alla Salute e oggi alle Gallerie dell’Accademia. Considerata universalmente un lavoro giovanile, oggi si tende ad attribuirla alla Scuola. 

Irina Nakhova Tintoretto, tritych, 2019 ©-grisha-galanthyy, Venezia, hiesa di San Fantin, mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin,
Irina Nakhova, Tintoretto, tritych, 2019 ©-grisha-galanthyy, Venezia, hiesa di San Fantin, mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin

Così come già sperimentato nella cupola, Nakhova coglie il  “senso panico della natura” e di “un paesaggio che si colora dello stato d’animo dell’intera composizione” (Pallucchini) dove gli uccelli e i pesci si muovano veloci nell’aria “come scoccati dal gesto del Creatore” (Valcanover), ridisegnando il quadro dell’artista che imita l’operare divino della natura. L’immagine emerge dall’acqua e si dissolve nelle acque inquinate della civiltà odierna, in un canone di rigenerazione che oscilla tra solve e coagula.
 Gary Hill (USA) ha realizzato infine una suggestiva installazione elettro-visiva, potentemente dark nell’ambiente interamente oscurato dello spazio architettonico – che viene completamente ricreato come spazio della coscienza – molto turbolenta e rumorosa.
La mostra sarà aperta al pubblico fino all’11 settembre 2019.

 

Venezia – Nazra Film Festival: Uno sguardo sulla Palestina

Un'immagine del cortometraggio " Mate superb"del regista palestinese Hamdi Alhroub ( 2013) selezionato per la sezione Look from Palestine (Palestinian author) documentary
Un’immagine del cortometraggio ” Mate superb” del regista palestinese Hamdi Alhroub ( 2013) selezionato per la sezione Look from Palestine (Palestinian author) documentary. Photo courtesy Nazra

Dal 27 al 29 settembre alla Casa del Cinema di Venezia (approdo San Stae) si terrà ad ingresso libero la prima edizione del Nazra Palestine Short Film Festival, la cui presentazione si è tenuta l’8 di settembre all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia nell’ambito della 74a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Il festival viaggerà a Firenze, Roma, Bologna e Napoli per poi salpare per Gaza e Gerusalemme e Ramallah, in Palestina. All’inaugurazione veneziana, alle ore 18.00 sarà presente come ospite speciale l’attore Moni Ovadia, mentre la giornata finale sarà allietata dalla presenza dell’Ambasciatrice di Palestina in Italia Mai Alkaila, Registi e attori dei corti parteciperanno alle giornate del Festival, che, nelle parole della curatrice Franca Bastianello “è nato con l’obiettivo di sostenere il valore del cortometraggio per riflettere su tematiche come la libertà, la giustizia, i diritti umani, la conoscenza, la pace, la multiculturalità attraverso forme di partecipazione, dialogo e riflessione sulla forma cinematografica e per incoraggiare (specialmente per quel che riguarda gli autori palestinesi) l’uso del cinema come mezzo di comunicazione ed espressione, in particolare da parte dei giovani“. Leggi tutto “Venezia – Nazra Film Festival: Uno sguardo sulla Palestina”

Venezia 73 / Voyage of Time: Life’s Journey. Terrence Malick, l’occhio della Natura

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Venezia 73. Cate Blanchett, voce narrante di Voyage of Time di Terrence Malick

90 minuti, 14 miliardi di anni. Terrence Malick sceglie di posizionarsi tra l’uomo e l’universo, fondendo il suo sguardo con quello della natura, fornendo definitivamente alla macchina da presa uno sguardo altro, superiore, estraneo. L’occhio del regista diventa nel suo ultimo film un tutt’uno con la natura stessa. Leggi tutto “Venezia 73 / Voyage of Time: Life’s Journey. Terrence Malick, l’occhio della Natura”

Venezia 73 / The War Show

Venezia 73. Un episodio della guerra civile in Siria, tratto da The War Show di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon
Venezia 73. Un episodio della guerra civile in Siria, tratto da The War Show di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon.

Un film sulle primavere Arabe e sulla mortale repressione di Assad, complici noi tutti, eppure non riesce ad emozionare questo film di produzione norvegese.
Corpi straziati e cicatrici affiorano da una tranquilla storia di giovani annoiati della Capitale: la regista “a women of fire after 5 years of sorrow” secondo la produttrice che incontriamo ad una festa privata presso Villa Aurora… Nell’immancabile Kermesse del Lido. Leggi tutto “Venezia 73 / The War Show”

Pavia / Arte ed artisti del Padiglione Tibet al Castello Visconteo

Ombrelli e Khata al Padiglione Tibet, Castello Visconteo di Pavia, 2016 (foto Gigi Marussi)
Ombrelli e Khata al Padiglione Tibet, Castello Visconteo di Pavia, 2016 (foto Gianni Marussi)

L’undici Marzo 2016 con la sobrietà ed eleganza che distingue la scuola lombarda dell’art director Ruggero Maggi, una magnifica mostra è stata inaugurata al Castello Visconteo di PaviaPadiglione Tibet. Spiritualità ed Arte come cibo per la mente e per l’anima. Leggi tutto “Pavia / Arte ed artisti del Padiglione Tibet al Castello Visconteo”