Haitham Al Khatib – Fotografo di pace in un mondo di guerra

Palestinese, di religione musulmana, tra gli ebrei ci sono i suoi migliori amici. Parla l’ebraico e l’arabo, legge il Corano e la Bibbia.

Il fotografo Haitham Al Khatib abbraccia Zoya Hosseini di Restiamo Umani con Vick nella campagna per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi a Venezia. Credits Valentina Zanaga
Il fotografo Haitham Al Khatib abbraccia Zoya Hosseini di Restiamo Umani con Vick e un altro partecipante alla campagna per la liberazione del prigioniero politico palestinese Murad. Credits Valentina Zanaga

Il fotografo Haitham Al Khatib, quest’anno vincitore del primo premio “colori” e del terzo “bianco e nero” al concorso torinese Scatt…Abili, domenica 20 settembre ha presentato a Venezia (Scoletta dei Calegheri)  il suo documentario Najah all’interno della mostra fotografica: La Palestina attraverso la mia lente. Leggi tutto “Haitham Al Khatib – Fotografo di pace in un mondo di guerra”

Teosofi e pensiero teosofico alla Biennale di Venezia

Carl Gustav Jung, The Red Book [page 655], 1915-1959, Paper, ink, tempera, gold paint, red leather binding, 40 x 31 x 10cm, © 2009 Foundation of the Works of C.G. Jung, Zürich. First published by W.W. Norton & Co., New York 2009
Carl Gustav Jung, The Red Book [page 655], 1915-1959, Paper, ink, tempera, gold paint, red leather binding, 40 x 31 x 10cm, © 2009 Foundation of the Works of C.G. Jung, Zürich. First published by W.W. Norton & Co., New York 2009
Palazzo enciclopedico e wunderkammer dell’arte – contenitore in cui si misura un elevato gradiente estetico  fra opere raffinatissime, spesso storicizzate, e feroci icone del degrado contemporaneo, oltre ai lavori dei soliti noti – la 54a Biennale di Massimiliano Gioni si ammanta di un’aura mista di esoterismo, esotismo, antropologia visuale e tecnologia, calcando le orme della storia da fine Ottocento ai giorni nostri: un immaginario curatoriale che, nella migliore tradizione biennalesca, “cita” Aby Warburg e André Breton, Jean Baudrillard, Harald Szeemann e Paolo Portoghesi. Finalmente, poi, Gioni riscopre le visioni Liberty di Galileo Chini al Padiglione centrale, che l’architetto romano aveva già restaurato per la sua Arte e Scienza del 1986. Leggi tutto “Teosofi e pensiero teosofico alla Biennale di Venezia”

Paesaggio, sogno, desiderio: Salvador Dalì torna a Palazzo Reale

La main de Dalì retirant une Toison d'Oren forme de nueage pour montrerà a Gala l'aurore toute nue tres, tres loin derriere le soleil - 1977

A partire da mercoledì 22 settembre e fino al 30 gennaio 2011, 50 opere provenienti da musei nazionali e internazionali arricchiranno le sale di Palazzo Reale a Milano con l’estro creativo di Salvador Dalì.L’artista spagnolo ritorna così a Milano dopo la mostra personale che si svolse nell’ottobre del 1954 nella stessa sede, nella Sala delle Cariatidi. L’allestimento della esposizone Salvador Dalí. Il sogno si avvicina, curata da Vincenzo Trione, è dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí, autore, insieme con il Maestro surrealista, della sala Mae West nel museo di Figueras e del famoso sofà Dalilips. Per la prima volta la sala di Mae West verrà realizzata all’interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí: una sorprendente installazione contemporanea.Nel percorso della mostra sarà fruibile il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato prima in Italia: Dalí lavorò al fianco di Disney tra il 1945 e il 1946 ma il film fu completato solo nel 2003 grazie ai disegni originali conservati dall’Animation Research Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California, alcuni dei quali saranno eccezionalmente esposti grazie alla collaborazione con The Walt Disney Company.La mostra intende approfondire il rapporto tra l’artista spagnolo e il tema del paesaggio. Si tratta di un aspetto poco conosciuto dal grande pubblico, che offre inattesi spunti di riflessione in merito al legame di Dalí con la pittura rinascimentale italiana, il surrealismo e la metafisica, in un processo che, secondo il curatore Vincenzo Trione, porta il pittore dal caos dell’inconscio al silenzio.Quadri che vogliono documentare un “altro” Dalì: mistico, religioso, spirituale.

I percorsi disegnano i Paesaggi storici (guardare dietro di sé e intorno a sé) che annovera opere come La Venere di Milo con tiretti, proveniente dal museo Boymansvan Beuningen di Rotterdam, o le tele dedicate a Velaquez, la Melanconia Atomica del museo Reina Sofia di Madrid, il Visage de la guerre del Boijmans Museum di Rotterdam. Leggi tutto “Paesaggio, sogno, desiderio: Salvador Dalì torna a Palazzo Reale”

I percorsi dell’Utopia

Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York
Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York

In occasione della recente inaugurazione della mostra Utopia Matters. Dalle confraternite alla Bauhaus alla galleria Peggy Guggenheim di Venezia, percorriamo la traccia invisibile che unisce i temi dell’esposizione ad altri eventi attualmente in corso sul territorio nazionale.

Primitifs, Nazareni e Preraffaelliti, tra Sette e Ottocento scelsero di vivere un ideale romantico ritirandosi in comunità artistiche, privilegiando il contatto con la natura e il piacere del lavoro artigianale in contrapposizione alla dimensione disumana del lavoro industriale. Fondarono in tal modo una nuova estetica della natura e del vivere sociale. Il richiamo, tra gli altri, a Dante, Shakespeare, Keats e Ruskin, all’arte arcaica e alla pittura del primo rinascimento italiano, ispirò loro una pittura luminosa e ricercata, dai toni brillanti e dalle tematiche tratte dalla storie nazionali interpretate nello spirito del cristianesimo delle origini.

Tra i pittori di riferimento, con Perugino e Raffaello, vi fu il domenicano Beato Angelico, che dai preziosismi aurei del gotico internazionale seppe trarre una visione estatica e ieratica del dato naturalistico, considerato nella visione razionale della prospettiva rinascimentale e nella luce zenitale di cui farà tesoro Piero della Francesca.
All’Angelico è dedicata la mostra fiorentina Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento Fiorentino, fino al 27 giugno, cui è correlata, a Siena, fino all’11 luglio, Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento. Leggi tutto “I percorsi dell’Utopia”

La fede nella pittura di Gian Paolo Berto

Venezia ed Entelechia
Venezia ed Entelechia

Ogni cosa è santa!
Ognuno è santo!
Ogni luogo è santo!
Ogni giorno
È nell’eternita’
Ogni uomo è un angelo.

Allen Ginsberg (Howl,1955)

Il rapporto di Gian Paolo Berto con il sacro è totalizzante: tutto ciò che accade è sacro. Ogni manifestazione della vita è un’epifania del divino, è l’entelechia che nel tempo tende a realizzare la perfezione già iscritta in sé stessa quale propria finalità. E’ l’errante che cerca la sua terra promessa. E’ il bambino che cerca la propria madre, è l’uomo che cerca la propria origine. In questo percorso egli consegna allo spazio/tempo dell’etere le tracce della propria memoria individuale (che è parte della memoria collettiva dell’umanità), declinandovi il proprio pensiero e lasciando che il concetto di sé si estenda così nel passato come nel futuro come un’effluvio, un colore, un’emozione espressa sulla tela.

Che sia un barbone, un ladro o una somma Entelechia (natura) quale fu Dante, come ebbe da dire Goethe, ognuno è in sé stesso sostanza ed espressione divina.

L’arte, la religione, il pensiero, la grande umanità di Gian Paolo Berto si fondano su questo religioso principio di unità , di compassione e coinvolgimento di tutti gli esseri alla realizzazione della grande opera dell’esistenza, tramite la realizzazione individuale di ognuno. L’arte è di tutto questo esercizio suprema ascesi e, ancora una volta, realizzazione. Leggi tutto “La fede nella pittura di Gian Paolo Berto”