Winetown Firenze, un brindisi nella città del vino

 

Michelangelo Buonarroti, Bacco (part.), Museo del Bargello
Michelangelo Buonarroti, Bacco (part.), Museo del Bargello

Winetown Firenze 2010 è partita e fino al due ottobre propone un ricco carnet di conferenze, mostre, intrattenimenti e itinerari di degustazone vinicola con sede in venticinque dimore fiorentine, tra i giardini, i chiostri, le piazze e i cortili del centro storico.
Sarà così possibile godere della bellezza del cortile di palazzo Guicciardini Strozzi, dell’armonioso disegno di giardino Antinori, del magico raccoglimento dei chiostri di Santa Caterina e degli Angeli, gli storici Palazzo Vecchio e Palazzo Medici Riccardi, solo per annotare alcune proposte.
In particolare segnaliamo l’itinerario Vino e arte, che prevede alla settecentesca Palazzina della Livia la mostra Da Mantegna a Manet. Capolavori del Borro, una selezione di incisioni che hanno per soggetto il vino e le sue rappresentazioni, provenienti dalla collezione privata di Ferruccio Ferragamo e conservate presso la Tenuta Il Borro. Tra le opere in mostra i Baccanali cinquecenteschi di Andrea Mantegna e di Pieter Paul Rubens, i notturni del grande Rembrandt e le cantine pompeiane di Giovan Battista Piranesi, la Fiera di Callot e il Chanteur espagnol di Éduard Manet.
Palazzo Medici Riccardi ospiterà invece l’esposizione Un’antica tradizione : gli Etruschi. Il Vino e il Simposio, una proposta del Museo Archeologico Nazionale di Firenze che allestisce nella Galleria delle Carrozze un’esposizione di reperti archeologici provenienti dal territorio toscano: le carismatiche ceramiche nere e altri oggetti attinenti alla sfera del vino sono allestiti nell’intento di ripercorrere la storia della produzione vinicola nelle terre dell’antica Etruria.
All’Istituto per l’Arte e Restauro di Palazzo Spinelli si terranno visite guidate ed eventi sul tema. Artisti italiani e stranieri realizzeranno opere d’arte “in situ” nella cantina, fra le vigne, nelle cappelle del Castello Di Ama, nel senese. Leggi tutto “Winetown Firenze, un brindisi nella città del vino”

I “caci” di Michelangelo a Urbino

Ritratto di Francesco Amadori nel Giudizio Universale di Michelangelo (Cappella Sisitina)
Ritratto di Francesco Amadori nel Giudizio Universale di Michelangelo (Cappella Sisitina)

Il 18 settembre, nell’ambito del Mese delle Biodiversità, si terrà  al Collegio Raffaello di Urbino una giornata dedicata alla Caciotta dop, che prevede una tavola rotonda intitolata “La Casciotta d’Urbino nella storia da Michelangelo ai giorni nostri”.
Infatti, sembra che l’artista fiorentino fosse un estimatore di tale squisito prodotto caseario, passione di cui abbiamo testimonianza nella corrispondenza del periodo in cui il Buonarroti era intento alla decorazione della Cappella Sistina.
Infatti l’artista richiedeva i caci del Montefeltro nelle sue missive rivolte a Cornelia Colonnelli di Casteldurante, vedova di uno dei suoi più stretti collaboratori, Francesco Amadori (detto l’Urbino). A testimonianza di questa amicizia resta il ritratto dello stesso Amadori, raffigurato per la mano del Buonarroti negli affreschi della Sistina.
Alla tavola rotonda seguirà la degustazione di un piatto preparato dallo chef Rolando Ramoscelli, seguendo proprio una storica ricetta dell’artista rinascimentale.
Durante la giornata sarà possibile assaggiare altri prodotti tipici del territorio e seguire un breve corso di degustazione del Vino Santo di Sant’Angelo in Vado. Danze tradizionali, il  “Cinema da mangiare” con “Cous Cous”  di Abdel Kechiche e la cena col tipico piatto nordafricano accompagnato dall’ultima annata del Bianchello del Metauro concluderanno la serata. Leggi tutto “I “caci” di Michelangelo a Urbino”

La domenica di RAI Radio 3 Suite: viaggio nelle ‘regioni dell’arte’


Castello di Rivoli - collegamento con la Manica Lunga, by .mau.
Castello di Rivoli - collegamento con la Manica Lunga, by .mau.

Una trasmissione per conoscere i luoghi dell’arte dei centri minori, fuori dalle grandi città, dove spesso l’elevata qualità dell’offerta culturale si coniuga alle bellezze del paesaggio o all’interesse storico-sociale dei siti. Un punto di riferimento ideale per chi ama trascorrere piacevoli week-end in nuove ed attraenti ambientazioni.

Tutte le domeniche del mese di agosto, alle ore 20.00, il curatore Costantino D’Orazio presenta  “Le regioni dell’arte” su RAI Radio 3 Suite, una formula per viaggiare via etere tra castelli e dimore storiche,  ex fabbriche, parchi e  tanti piccoli musei che,  sull’esempio francese e tedesco, ormai costellano il territorio italiano.
Ogni reportage descrive brevemente il paesaggio e la struttura ospitante, eventi artistici spesso di levatura internazionale e poi s’intervistano i curatori. Le quattro regioni di questa perlustrazione sono il Piemonte, la Sicilia, il Veneto, la Toscana.

La scorsa domenica, il primo viaggio virtuale ha toccato il Piemonte, regione in cui le istituzioni pubbliche hanno saputo stimolare il mondo finanziario per il rilascio di fondi destinati alla cultura.
D’Orazio ha visitato per gli ascoltatori il museo d’arte contemporanea italiano più noto all’estero e più strettamente collegato alla realtà artistica europea fin dalla sua fondazione, nel 1984: il Castello di Rivoli, residenza sabauda alle porte di Torino, ristrutturata da Filippo Juvarra nel XVIII secolo. Architettura non finita e non fortificata, il castello fu sede della collezione di Vittorio Emanuele II, che lì visse la sua pazzia. In un contesto ambientale in cui convivono le bellezze dell’antico e del contemporaneo, si sono susseguiti direttori prestigiosi come Rudi Fuchs, Ida Gianelli ed oggi Andrea Bellini con Beatrice Merz. Quest’ultima ha recentemente coinvolto gli artisti della collezione permanente (in cui dominano gli stili dell’Arte Povera, Concettuale e Land Art) e le nuove leve nel riallestimento di vecchi e nuovi spazi, per creare un  inedito percorso storico artistico che copra l’arco dell’ultimo decennio.

Patrizia Sandretto, dell’omonima Fondazione, ha descritto invece il suo innovativo progetto di residenza per curatori e artisti, che prevede la produzione e l’allestimento espositivo d’opere d’arte da parte di curatori invitati da ogni parte del mondo a visitare per quattro mesi l’Italia (fino ad Enna, in Sicilia), scoprire talenti e allestire gli spazi dell’imponente Palazzo Re Rebaudengo di Guarene d’Alba (Cuneo), a 10 km dalla città del tartufo. Anche qui spazi dedicati al contemporaneo convivono con le volte affrescate, gli stucchi e le tappezzerie di una dimora storica settecentesca, aperta al pubblico dal 1997 come spazio per l’arte contemporanea.

Filatoio di Caraglio, foto courtesy http://www.marcovaldo.it/welcome.lasso
Filatoio di Caraglio, foto courtesy http://www.marcovaldo.it/welcome.lasso

Sempre in provincia di Cuneo, ai confini con la Francia, si trova il Filatoio di Caraglio, che nel ‘700 era uno dei centri industriali più attivi d’Europa per la produzione della seta. Lisa Parola fa parte del gruppo curatoriale a.titolo (collegato all’associazione Marcovaldo e alla Regione Piemonte), una realtà tutta al femminile, come la manodopera del tessile.
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Gualtiero Marchesi, l’arte in cucina

mousse cavolfiore con ananas
Una chicca di Gualtiero Marchesi

Ultimi giorni per visitare la mostra “Gualtiero Marchesi e la grande cucina italiana”, che celebra gli ottant’anni del maestro nell’originale allestimento delle Sale Viscontee del Castello Sforzesco di Milano.
L’arte della cucina qui si confronta con le altre discipline (pittura, scultura, musica, architettura) ed ha come leit-motif il numero 7, lo stesso delle arti, delle note e delle pennellate dell’artista Hsiao Chin sulla copertina del menu. Infine sette sono le sezioni in cui è suddiviso questo insolito quanto gradito percorso espositivo.
Dai luoghi d’origine di Marchesi (Terre d’acqua – Radici) il visitatore si sposta nella strada e nel mercato, dove si reperiscono le materie prime, quindi è invitato a contemplare l’alchimia della preparazione del piatto (Strumenti e Tecnica – Pentole) e dell’apparecchiatura della tavola (Occhio e Mano). Poi visita Alma, la scuola- bottega-laboratorio internazionale del maestro, i luoghi prediletti della cucina regionale italiana e i suoi ristoranti a  Milano e Roma, Parigi e Franciacorta. Infine (La cucina italiana) Marchesi esprime la sua filosofia, ripercorrendo la propria carriera, dalla nouvelle cuisine alla cucina totale, fino a giungere alla fama mondiale con la personale formula della nuova cucina italiana. Leggi tutto “Gualtiero Marchesi, l’arte in cucina”

Da Monte Verità a Monte Visione

Emil Fahrenkamp, albergo in stile razionalista, Monte Verità - Foto Massimo Pedrazzini

Il Palazzo Franchetti Cavalli di Venezia, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti,  ha recentemente ospitato la presentazione di “Monte Visione”, il progetto di rilancio culturale e  fundraising per il restauro del Museo di Monte Verità, complice il concerto per arpa celtica eseguito da Vincenzo Zitello ed il rinfresco “Sapori veri” con le specialità della Svizzera italiana.

Art In Italy ha sentito il direttore del museo Claudio Rossetti e lo storico e curatore Andreas Schwab, che rispondono ad alcune domande:

Claudio Rossetti, qual è la relazione tra l’attuale mission del Museo e lo spirito originario in cui fu fondata la colonia di Monte Verità?

Raccontare la storia di Monte Verità e della sua Utopia affinché i giovani abbiano la possibilità di credere nelle utopie. In questo ha creduto anche il Festival del cinema giovane di Bellinzona, Castellinaria, che ha istituito un premio Utopia per promuovere il bisogno di sognare in questa società. Irene Bignardi, direttore artistico del Festival di Locarno, è tra i sostenitori del nostro progetto.

Qual era l’idea che lo storico dell’arte Harald Szeemann ha realizzato a Monte Verità?

Dopo il periodo di gestione del Barone von der Heydt, che fece costruire il famoso albergo in stile Bauhaus ed il Teatro San Materno, lo slancio creativo di Monte Verità si era in qualche modo esaurito.
Fu Harold Szeemann a rilanciare il museo. Szeemann era molto legato al tema dell’utopia e la sua visione storico-artistica ha contribuito con elementi significativi a valorizzare questa sede espositiva sul piano internazionale. Leggi tutto “Da Monte Verità a Monte Visione”