Venezia72 / Fuori concorso- Everest [3D]

Venezia72 - Kathryn Boyd con Josh Brolin sul red carpet del flm Everest - foto Valentina Zanaga
Venezia72 – Kathryn Boyd con Josh Brolin sul red carpet del flm Everest – foto Valentina Zanaga

Dopo due anni in cui il film d’apertura della Mostra del cinema di Venezia è coinciso con la statuetta al miglior film agli Oscar, c’era molta attesa ieri per la prima mondiale di Everest, pellicola scelta dal direttore Alberto Barbera per inaugurare la 72a edizione e tratta dai fatti realmente accaduti nel 1996 in cui persero la vita otto persone, tentando di scalare la montagna più alta del mondo, raggiungendo gli 8848 metri. Leggi tutto “Venezia72 / Fuori concorso- Everest [3D]”

Sentimento, conflitti e nuove tecnologie alla 43. Biennale Teatro

Agrupación Señor Serrano, A House in Asia, Biennale Teatro 2015
Agrupación Señor Serrano, A House in Asia, Biennale Teatro 2015

La Biennale Teatro 2015 è finita da pochi giorni in cui la città era popolata di giovani attori, registi e drammaturghi provenienti da diversi paesi del mondo ad attendere i workshop di Biennale College.
Anche quest’anno la Biennale ci ha riservato belle sorprese dirette dai nomi più interessanti del teatro d’oggi.
La consegna del Leone d’Oro (più che meritato) a Christoph Marthaler e il Leone d’Argento a Agrupación Señor Serrano sono stati momenti indimenticabili. Primo perché il regista svizzero è riuscito nella sua ricerca a creare un linguaggio personale, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Leggi tutto “Sentimento, conflitti e nuove tecnologie alla 43. Biennale Teatro”

Ed Templeton, la Street Art al Man di Nuoro

Ed Templeton: Portrait of Deanna
Ed Templeton: Portrait of Deanna (Books) acrilico su tela, 2008

Neoprimitivo, artista di strada, skater professionista, vegano, il losangelino Ed Templeton, classe 1972, da quindici anni vive on the road e si dedica allo sport ma anche alla pittura su skateboard, poi alla fotografia, alla scultura al film e al design. Le sue scarpe negli States sono diventate il simbolo della libertà creativa.
Dal 29 luglio al 3 ottobre il Man di Nuoro gli dedica una grande personale intitolata Il cimitero della ragione. Infatti, fino a tal segno è giunta la follia della società globalizzata, secondo l’artista, forse memore dell’oscuro Sonno della ragione di Goya.
I soggetti favoriti dei suoi lavori sono tratti dall’esperienza della strada ma anche dal mondo dell’arte contemporanea: bizzarre scene di vita vissuta, ritratti di gente comune, gli artisti e i loro discorsi si alternano a episodi erotici, ai viaggi, ai murales, alla pubblicità, dove la musica punk spesso è la colonna sonora. Templeton, che nel 1993 fonda la  “Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company” – una ditta che produce skateboard, musica, film e altro – in realtà, come quasi tutti i naif, è un artista colto, come indicano le copertine dei libri che spesso sono disseminate nei suoi lavori. Ama Schiele, Balthus e David Hockney.
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Mario Sironi – Il ciclista (1916)

Mario Sironi - Il ciclista, collezione Peggy Guggenheim
Il ciclista (1916) Olio su tela, 96 x 71 cm Fondazione Peggy Guggenheim Venezia © Mario Sironi, by SIAE 2008

Omaggio nel 2008 dei coniugi Pandini alla Fondazione Peggy Guggenheim, Il Ciclista di Mario Sironi è una delle opere più interessanti tra quelle di recente acquisizione.
Nato a Sassari, Sironi frequentò l’Accademia di Belle Arti di Roma e lo studio di Giacomo Balla ed ebbe tra i suoi amici Gino Severini e Umberto Boccioni.
Trasferitosi a Milano, Mario Sironi aderì al Futurismo, condividendo l’esperienza bellica di volontario ciclista assieme a Marinetti.
“Il ciclista” appartiene a questo periodo, ma la pittura dell’artista si dimostra già molto personale.
Iinfatti Sironi non pare interessato a rendere il movimento – tema forte del Futurismo -: in questa ipera i campi di colore sono netti e l’attenzione cade sui volumi.
Tuttavia, pur interessato al Cubismo come anche alla pittura Metafisica di De Chirico – che cercava l’integrazione tra la tradizione artistica italiana e la sua avanguardia moderna, proponendo volumi solidi e monumentali e forme nettamente definite – Sironi  certamente aderisce alla poetica del Futurismo.

Possiamo ascoltare un commento sull’opera Il ciclista grazie agli Icecubes di Ca’ Foscari:

ascolta: Il ciclista di Sironi

Approfondimenti sulla collezione sul sito della Fondazione Peggy Guggenheim.