Venezia – Art Déco e Futurismo della collezione Marzadori a Ca’ Pisani

Inaugurata oggi a Venezia – e aperta al pubblico dal 28 Marzo, la mostra Ca’ Pisani. Il 900 ritrovato, una selezione di giocattoli d’autore, arredi e oggetti quotidiani proveniente dalla Collezione Marzadori (Freak Andò, Bologna). L’esposizione è suddivisa in due sezioni: oggetti del quotidiano tra Futurismo ed Art DécoGiocattoli Futuristi e del Novecento.

Giocattoli autarchici del periodo fascista. Bambola "Balilla" e treni con le insegne del regime, Collezione Marzadori in mostra a Ca' Pisani, Venezia. Foto Octavian Micleusanu
Cavallino in ceramica rossa di Giovanni Gariboldi (Richard Ginori, 1933). Collezione Marzadori, in mostra a Ca’ Pisani, Venezia.

Il catalogo-design della mostra, rivestito d’alluminio policromo, è esposto in una delle eleganti vetrine d’epoca presenti nella hall dell’albergo, anch’esso arredato in stile, con armadi, specchiere, arazzi degli anni ‘30 e ‘40, e tempere originali di Fortunato Depero.
La scelta degli oggetti è allestita secondo un disegno ben preciso sui tre piani dell’albergo veneziano, di proprietà della famiglia Serandrei, che ha acquisito parte della collezione in mostra per l’arredo delle stanze dell’Hotel Design. Leggi tutto “Venezia – Art Déco e Futurismo della collezione Marzadori a Ca’ Pisani”

Venezia72 / Fuori concorso- Everest [3D]

Venezia72 - Kathryn Boyd con Josh Brolin sul red carpet del flm Everest - foto Valentina Zanaga
Venezia72 – Kathryn Boyd con Josh Brolin sul red carpet del flm Everest – foto Valentina Zanaga

Dopo due anni in cui il film d’apertura della Mostra del cinema di Venezia è coinciso con la statuetta al miglior film agli Oscar, c’era molta attesa ieri per la prima mondiale di Everest, pellicola scelta dal direttore Alberto Barbera per inaugurare la 72a edizione e tratta dai fatti realmente accaduti nel 1996 in cui persero la vita otto persone, tentando di scalare la montagna più alta del mondo, raggiungendo gli 8848 metri. Leggi tutto “Venezia72 / Fuori concorso- Everest [3D]”

Sentimento, conflitti e nuove tecnologie alla 43. Biennale Teatro

Agrupación Señor Serrano, A House in Asia, Biennale Teatro 2015
Agrupación Señor Serrano, A House in Asia, Biennale Teatro 2015

La Biennale Teatro 2015 è finita da pochi giorni in cui la città era popolata di giovani attori, registi e drammaturghi provenienti da diversi paesi del mondo ad attendere i workshop di Biennale College.
Anche quest’anno la Biennale ci ha riservato belle sorprese dirette dai nomi più interessanti del teatro d’oggi.
La consegna del Leone d’Oro (più che meritato) a Christoph Marthaler e il Leone d’Argento a Agrupación Señor Serrano sono stati momenti indimenticabili. Primo perché il regista svizzero è riuscito nella sua ricerca a creare un linguaggio personale, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Leggi tutto “Sentimento, conflitti e nuove tecnologie alla 43. Biennale Teatro”

Ed Templeton, la Street Art al Man di Nuoro

Ed Templeton: Portrait of Deanna
Ed Templeton: Portrait of Deanna (Books) acrilico su tela, 2008

Neoprimitivo, artista di strada, skater professionista, vegano, il losangelino Ed Templeton, classe 1972, da quindici anni vive on the road e si dedica allo sport ma anche alla pittura su skateboard, poi alla fotografia, alla scultura al film e al design. Le sue scarpe negli States sono diventate il simbolo della libertà creativa.
Dal 29 luglio al 3 ottobre il Man di Nuoro gli dedica una grande personale intitolata Il cimitero della ragione. Infatti, fino a tal segno è giunta la follia della società globalizzata, secondo l’artista, forse memore dell’oscuro Sonno della ragione di Goya.
I soggetti favoriti dei suoi lavori sono tratti dall’esperienza della strada ma anche dal mondo dell’arte contemporanea: bizzarre scene di vita vissuta, ritratti di gente comune, gli artisti e i loro discorsi si alternano a episodi erotici, ai viaggi, ai murales, alla pubblicità, dove la musica punk spesso è la colonna sonora. Templeton, che nel 1993 fonda la  “Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company” – una ditta che produce skateboard, musica, film e altro – in realtà, come quasi tutti i naif, è un artista colto, come indicano le copertine dei libri che spesso sono disseminate nei suoi lavori. Ama Schiele, Balthus e David Hockney.
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Mario Sironi – Il ciclista (1916)

Mario Sironi - Il ciclista, collezione Peggy Guggenheim
Il ciclista (1916) Olio su tela, 96 x 71 cm Fondazione Peggy Guggenheim Venezia © Mario Sironi, by SIAE 2008

Omaggio nel 2008 dei coniugi Pandini alla Fondazione Peggy Guggenheim, Il Ciclista di Mario Sironi è una delle opere più interessanti tra quelle di recente acquisizione.
Nato a Sassari, Sironi frequentò l’Accademia di Belle Arti di Roma e lo studio di Giacomo Balla ed ebbe tra i suoi amici Gino Severini e Umberto Boccioni.
Trasferitosi a Milano, Mario Sironi aderì al Futurismo, condividendo l’esperienza bellica di volontario ciclista assieme a Marinetti.
“Il ciclista” appartiene a questo periodo, ma la pittura dell’artista si dimostra già molto personale.
Iinfatti Sironi non pare interessato a rendere il movimento – tema forte del Futurismo -: in questa ipera i campi di colore sono netti e l’attenzione cade sui volumi.
Tuttavia, pur interessato al Cubismo come anche alla pittura Metafisica di De Chirico – che cercava l’integrazione tra la tradizione artistica italiana e la sua avanguardia moderna, proponendo volumi solidi e monumentali e forme nettamente definite – Sironi  certamente aderisce alla poetica del Futurismo.

Possiamo ascoltare un commento sull’opera Il ciclista grazie agli Icecubes di Ca’ Foscari:

ascolta: Il ciclista di Sironi

Approfondimenti sulla collezione sul sito della Fondazione Peggy Guggenheim.