Venezia 19. Biennale Architettura.Padiglione Canada, Pikoplanctonics. Sede: Giardini. Photo by Octavian Micleusanu
Dopo Il variegato e policromo “Laboratorio del futuro” dell’edizione precedente, curata da Leslie Lokko, L’architetto e ingegnere Carlo Ratti ha chiuso la Biennale Architettura 2025 con un bilancio positivo fatto di grande affluenza, dibattiti intensi e un forte focus su intelligenza artificiale e sostenibilità. L’edizione di Ratti ha segnato un ritorno italiano alla direzione dopo 25 anni e ha portato Venezia al centro del discorso globale sull’architettura contemporanea. La 19ª Mostra Internazionale di Architettura, con oltre 750 partecipanti e 65 padiglioni nazionali, tra cui quattro debutti (Azerbaigian, Oman, Qatar e Togo), si è presentata come un’edizione ricca, ambiziosa e profondamente legata al tema scelto dal curatore Carlo Ratti: “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.” Un titolo che invita a riflettere sulle molte forme di intelligenza che oggi influenzano l’architettura: quella umana, quella delle comunità, quella degli ecosistemi e quella delle tecnologie emergenti. La Biennale Architettura ha guidato un percorso che ha intrecciato tecnologia, ambiente e società, ponendo l’accento sull’uso dell’intelligenza – umana e artificiale – come risorsa per affrontare le sfide di un mondo in crisi. Leggi tutto “Venezia,19. #Mostra Internazionale di Architettura – Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”
William Basinski – The Garden Of Brokenness – 12.1. 69. Festival Internazionale di Musica Contemporanea – CvT
La musica di Basinski mi dà spesso la sensazione di una piovosa domenica pomeriggio: un senso di interiorità, mentre le lacrime del mondo piovono sulle finestre, da ogni direzione. Ci guida a elaborare il lutto in modo dolce, pur offrendoci il comfort di una tazza di cioccolata calda e di calzini caldi. Ci sentiamo al sicuro, mentre la tempesta, in questo momento, è ormai lontana e si è trasformata in gocce morbide ma costanti che continuano a piovere per tutto il tempo, fino alla fine. È un maestro in questo stile che ha perfezionato, sottraendo, togliendo, parti sempre più grandi di un ricordo (motivo/schema melodico), mescolandole nello spazio, tra gli strumenti, sempre eternamente riconoscibili, ma in qualche modo sempre diverse. Leggi tutto “Ita/En 63#Biennale#musica William Basinski – The Garden Of Brokenness – 12.1”
67. Festival Internazionale di Musica Contemporanea 2023, CBM 8032 AV di Robert Henke al Teatro Malibran di Venezia. Foto di Cobi
Robert Henke, ingegnere e compositore, ha presentato il suo celebre progetto CBM 8032 AV nello spazio acustico del Teatro Malibran.
Lo spettacolo incomincia comincia con Henke che introduce i computer CBM 8032 come “i nonni del famoso C-64 (Commodore 64) […] Diversamente dal C-64, non avevano scheda audio né colore e neanche grafica, solo testo e simboli. Sono oggetti iconici degli albori dell’era del personal computer, e funzionavano con la stessa CPU, che è stata usata anche nei computer Apple I e Apple II. Gli sviluppi di questa tecnologia hanno trasformato gli hippy in nerds, e poi in miliardari; hanno avuto un enorme impatto sulla cultura popolare a molti livelli, dal cinema alla poesia, dalla musica al graphic design“. Henke aggiunge che i limiti del sistema (in opposizione alle opzioni illimitate) sono esattamente ciò che gli piace per produrre buona musica/arte. Egli è alla ricerca proprio di queste limitazioni. Leggi tutto “Venezia – Biennale Musica23# ROBERT HENKE – CBM 8032 AV”
L’attesissimo “Oppenheimer“, in uscita nelle sale italiane il 23 agosto – che abbiamo avuto il privilegio di vedere in anteprima – è il nuovo film diretto da Christopher Nolan, un’opera audace e ambiziosa che esplora la vita e la mente di J. Robert Oppenheimer, il riluttante padre della bomba atomica.
Manifesto del film “Oppenheimer” di Christopher Nolan
Con il suo stile distintivo e la sua narrazione stratificata, Nolan ci guida attraverso un viaggio cinematografico che va ben oltre la storia, scavando nelle profondità dell’anima umana. “Oppenheimer” offre infatti uno sguardo intimo sulla vita e le scelte del celebre scienziato, dal suo ruolo nella creazione della bomba atomica durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al suo tormento morale e alle conseguenze delle sue azioni. Nolan non si limita a raccontare una biografia lineare, ma si addentra nelle complessità del personaggio, esplorando le sue motivazioni, i suoi conflitti interiori e le sfide etiche che lui e il suo gruppo di ricerca hanno dovuto affrontare. Il tocco di Nolan è inconfondibile, a partire dalla sua abilità nel creare una tensione costante e nell’alternare tra diverse linee temporali. Il regista utilizza una miscela di immagini suggestive con tanto di sequenze oniriche da trip psichedelico (durante le visioni del protagonista da studente) combinando abilmente una regia efficace, sebbene meno eclettica dei film precedenti di Nolan, e una narrazione non lineare ma mai dispersiva, come poteva in certi frangenti sembrare Tenet. Cillian Murphy e Robert Downey Jr. (la grande sorpresa del film) sono assolutamente da Oscar. Il sound design a cura di Ludwig Göransson farà sentire lo spettatore come se avesse preso una bomba al petto, contribuendo a rendere Oppenheimer un’esperienza cinematografica a 360 gradi. Sempre più maturo, Christopher Nolan continua a sfidare i confini del cinema convenzionale, con un film che lungi dall’essere perfetto, offre sicuramente un’esperienza cinematografica tanto coinvolgente quanto riflessiva, sia per la nicchia cinefila degli “happy few” che per il grande pubblico. Una pellicola del tutto attuale che fa riflettere sulle implicazioni etiche e morali delle azioni umane, nonché sui panni sporchi degli Stati Uniti, ribaltando magistralmente le aspettative dello spettatore, in quello che fino a metà inoltrata del film sembrava essere il classico racconto di propaganda americana. Forse, in profondità, può esserlo comunque, ma anche se fosse, ciò non andrebbe minimamente a minare la qualità del film. Gino Pellicani
“Oppenheimer“, regia di Christopher Nolan, Regno Unito, Stati Uniti d’America, 2023, 180 min, B/N e a colori, prodotto da Syncopy Films, Atlas Entertainment, distribuzione italiana Universal Pictures
Kandinsky Colour Experience – Montecatini Terme: W. Kandinsky – Circles in a Circle (1923) Installazione interattiva (leap motion). Foto Alessio Bortot
In epoca seicentesca si diffuse l’utilizzo nelle corti europee di un oggetto ingegnoso e al contempo curioso destinato a evolversi tecnologicamente fino all’epoca contemporanea: la lanterna magica. Tale marchingegno, frutto di ricerche e sperimentazioni scientifiche, dovette apparire ai fruitori dell’epoca come qualcosa di sovrannaturale capace di innescare un senso di meraviglia e incredulità attraverso la proiezione negli ambienti di corte di fantasmagoriche immagini mai viste prima in tale forma. Leggi tutto “Kandinsky Color Experience: Arte e tecnologia”
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