Piranesi a Venezia: ultimo weekend

Giovan Battista Piranesi, veduta della Piramide Cestia, XVIII sec.
Giovan Battista Piranesi, veduta della Piramide Cestia, XVIII sec.

Imperdibile: ‘Le arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista e designer’, ideata e realizzata da Michele de Lucchi, curata da Giuseppe Pavanello e Adam Lowe, fino al 9 gennaio alla Fondazione Cini di Venezia.

Una mostra innovativa, multiforme e multimediale quella che la Fondazione Cini ha allestito sul genio di Giovan Battista Piranesi.
Le ermetiche vedute secentesche del veneziano sono accostate alle opere fotografiche che Gabriele Basilico ha scattato negli stessi siti; parte dell’arredo della mostra è costituito da scenografiche gigantografie e da suggestive riproduzioni in tridimensione dei complessi oggetti piranesiani; inoltre è possibile consultare i due taccuini d’artista in touch-screen e, per di più, una particolarissima ricostruzione video rende possibile l’addentrarsi nell’oscura complessità delle famose Carceri. Tutto ciò corrisponde all’aspetto innovativo di questa esposizione.
Lo studioso apprezzerà invece l’omaggio che la Fondazione Cini tributa al grande incisore veneto esibendo una selezione di oltre trecento opere grafiche originali tratte dalle proprie collezioni ed esemplarmente esposte in ordine cronologico e tematico. Leggi tutto “Piranesi a Venezia: ultimo weekend”

I Beni Culturali approdano a Venezia

Lessinia
Stand della Lessinia al bbc Expo 2009

Il Quattordicesimo Salone dei Beni e delle Attività Culturali bbcc Expo è in procinto di inaugurare (2-4 dicembre, Venezia terminal passeggeri) in concomitanza con il VI Salone del restauro dei Beni Culturali in un momento particolarmente scottante per la cultura, a causa dei tagli ministeriali, il blocco delle assunzioni, la scarsa manutenzione, gli investimenti nulli, l’inquinamento e lo sfruttamento massimo delle risorse umane, culturali e ambientali…
Si spera ancora in un rilancio, specie  all’indomani delle parole spese da Napolitano a favore della cultura e del “patrimonio straordinario che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e di valorizzare”.
Al salone si incontreranno i maggiori esponenti del mondo pubblico e privato negli ambiti preposti all’ industria delle grandi mostre: il settore assicurazioni, quello multimedialità, editoria, servizi informatici e digitali, l’università, i giovani della Bevilacqua la Masa, i rappresentati dei ministeri e molti altri.
Al terminal veneziano approderanno inoltre la XI Borsa del Turismo Culturale e la XII edizione del Premio alla Comunicazione. Saranno presenti, tra gli altri, gli stand del Mibac, del Fai, del Touring Club, della Biennale, dello IUAV e di Ca’ Foscari, che organizzerà alcuni incontri, ma anche espositori che presenteranno prodotti tipici regionali.
Per i visitatori l’ingresso è gratuito e darà diritto ad un coupon d’ingresso gratuito per uno a scelta dei Musei Civici veneziani.

XIV Salone dei Beni e delle Attività Culturali
Venezia Terminal Passeggeri padiglioni 107 – 108
Porto di Venezia
2 – 3 – 4 dicembre 2010
ore 9.30 – 18.00
tel. +39 041 714066  fax +39 041 713151
www.bbccexpo.it
[email protected]

Trevignano Fotografia – Tracciati visionari

IIa edizione di Trevignano fotografia, villa Onigo, Trevignano (TV)
IIa edizione di Trevignano fotografia, villa Onigo, Trevignano (TV)

Fino al 24 ottobre la prestigiosa sede di Villa Onigo (XVI-XVII sec.) a Trevignano ospiterà tra gli affreschi di Giovanni Colombini la IIa edizione di Trevignano Fotografia, Tracciati visionari, a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune.
Dodici autori contemporanei presentano un centinaio di stampe a tema libero che hanno come denominatore comune la ricerca nel soggetto, nella materia e nella tecnica fotografica.
Specialmente interessanti le sperimentazioni rivolte alla destrutturazione dell’immagine ma anche dei supporti, condotte  investigando il farsi del processo fotografico classicamente inteso  fino a toccare il nuovo mondo del digitale. Considerevoli le incursioni della visione nel dominio dell’irreale e le indagini condotte sui classici soggetti dell’uomo, della sua storia e del paesaggio.
Una rassegna di video suddivisa in due serate,  il 15 e  il 21 ottobre (quest’ultima incentrata sulle Immagini dal mondo di Cesare Gerolimetto) completa l’evento, curato da Paolo Croci e Francesca Della Toffola.
Gli autori in esposizione: Alessandra Baldoni Raffaele Bonuomo, Francesca Della Toffola, Franco Donaggio, Luigi Erba, Alberto Furlani, Diego Landi, Michele Mattiello, Andrea Miatto, Pavel Pecha, Roberto Kusterle, Sergio Scabar.

Tracciati visionari/ IIa edizione di Trevignano Fotografia
Villa Onigo, Via  Mons. Mazzarolo N. 5
Trevignano (TV)
9-24 ottobre 2010
lun- gio: 14.30-18.30; sab: 16.00-19.00, dom. 10.00-12.00 – 16.00-19.00
venerdì chiuso (eccetto serata video)
Ingresso libero
tel 0423-672842
email: [email protected]

I percorsi dell’Utopia

Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York
Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York

In occasione della recente inaugurazione della mostra Utopia Matters. Dalle confraternite alla Bauhaus alla galleria Peggy Guggenheim di Venezia, percorriamo la traccia invisibile che unisce i temi dell’esposizione ad altri eventi attualmente in corso sul territorio nazionale.

Primitifs, Nazareni e Preraffaelliti, tra Sette e Ottocento scelsero di vivere un ideale romantico ritirandosi in comunità artistiche, privilegiando il contatto con la natura e il piacere del lavoro artigianale in contrapposizione alla dimensione disumana del lavoro industriale. Fondarono in tal modo una nuova estetica della natura e del vivere sociale. Il richiamo, tra gli altri, a Dante, Shakespeare, Keats e Ruskin, all’arte arcaica e alla pittura del primo rinascimento italiano, ispirò loro una pittura luminosa e ricercata, dai toni brillanti e dalle tematiche tratte dalla storie nazionali interpretate nello spirito del cristianesimo delle origini.

Tra i pittori di riferimento, con Perugino e Raffaello, vi fu il domenicano Beato Angelico, che dai preziosismi aurei del gotico internazionale seppe trarre una visione estatica e ieratica del dato naturalistico, considerato nella visione razionale della prospettiva rinascimentale e nella luce zenitale di cui farà tesoro Piero della Francesca.
All’Angelico è dedicata la mostra fiorentina Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento Fiorentino, fino al 27 giugno, cui è correlata, a Siena, fino all’11 luglio, Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento. Leggi tutto “I percorsi dell’Utopia”

Sonata neodada per Arman

Arman - Lo strumento artistico
Arman - Lo strumento artistico

Che cosa se ne fa un pittore di un violino?
Molti si saranno fatti questa domanda guardando – ancor oggi con sorpresa – gli strumenti musicali di Arman, famosissimi in tutto il mondo, di cui una selezione sarà esibita dal 20 maggio alla galleria Vecchiato di Milano.
Lo usa per dipingere, naturalmente. Anche se dipingere non vuol dire solo fare dei segni su di una tela, ma anche meditare sull’arte e sulla storia e agire nell’esistenza con nuovi prospettive e nuovi procedimenti.
Tutto duchampiano, ad esempio, il “taglio” cinematografico del violino di Arman, composto nel ritmo dell’assemblaggio-scultura-pittura che ne moltiplica l’immagine e ne fissa la sequenza nel movimento del concerto, che è anche la ragion d’essere dello strumento. L’oggetto di Arman è pittura tridimensionale e vitale, che parla di sé, della sua storia e della sua bellezza che scaturisce dalla dialettica degli opposti: morte (trasform-azione) e rinascita.
Prima di tutto morte del significato che l’oggetto ha nelle nostre menti e nella vita quotidiana: morte alchemica per fuoco, per arma da taglio, per distruzione di vario genere, per cristallizzazione, cementificazione, fusione in bronzo ecc… tuttavia nell’azione stessa, pittorica e plastica del distruggere, l’oggetto viene rigenerato a nuova e forse più elevata, senz’altro immaginifica, vita e significazione.
Per sinestesia, infatti, archi, pianoforti e ottoni si aprono e suonano colori al posto di note, perché nella visione intuitiva dell’arte, come insegnano la poesia di Rimbaud o gli studi del Bauhaus, la vibrazione luminosa ha già trovato corrispondenza con quella sonora.
Figlio di un antiquario e di una violoncellista, Arman ha ereditato la passione per la musica e per le  collezioni, evidente in opere come i ritratti-robot di compositori – da Bach a Philip Glass – che sono evocati nell’assemblaggio di pentagrammi, strumenti musicali e oggetti vari. Leggi tutto “Sonata neodada per Arman”