Venezia72 / Premio Persol a Jonathan Demme

 Jonathan Demme esibisce il Persol Tribute al pubblico del red carpet. Venezia72 foto Octavian Micleusanu
Jonathan Demme esibisce il Persol Tribute al pubblico del red carpet. Venezia72 foto Octavian Micleusanu

Il Persol Tribute to Visionary Talent Award quest’anno è stato assegnato ieri in Sala Darsena al regista, produttore e sceneggiatore americano Jonathan Demme, presente alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica anche in qualità di presidente della Giuria Orizzonti.
Talento riconosciuto del film della tensione (pensiamo all’Oscar Il Silenzio degli innocenti, del 1991) fin dall’esordio, avvenuto nel 1974 con il lungometraggio Femmine in gabbia prodotto da Roger Corman, in realtà il regista ha diretto più di trenta film, frequentando generi diversi, spesso a sfondo politico e sociale, dall’horror alla commedia, al documentario e al film musicale, al film indipendente, annoverando i grandi attori hollywoodiani tra i protagonisti (Meryl Streep, Denzel Washington, Kevin Kline, Tom Hanks, Anne Hathaway, Tim Robbins..). Leggi tutto “Venezia72 / Premio Persol a Jonathan Demme”

#Venezia71 – I Cuori Affamati di Saverio Costanzo

Alba Rohrwacher, Coppa Volpi alla 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Credits Valentina Zanaga
Alba Rohrwacher, Coppa Volpi alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Credits Valentina Zanaga

Hungry Hearts è il quarto lungometraggio di Saverio Costanzo. Tratto dal libro “Il bambino indaco” dello scrittore padovano Marco Franzoso, il film racconta la storia di una ragazza italiana e un ragazzo newyorkese che si conoscono rimanendo bloccati in un bagno di un ristorante cinese della grande mela, finendo per fidanzarsi e ad avere un figlio. Le vicende prenderanno poi una piega un po’ diversa, quando la madre, interpretata da un’ottima Alba Rohrwaker (Coppa Volpi), comincerà a controllare maniacalmente l’alimentazione del figlio, convinta di trovarsi davanti a un “bambino indaco“. Molto bravo nel ruolo del padre l’attore californiano Adam Driver, presente al Lido l’anno scorso con Tracks. Leggi tutto “#Venezia71 – I Cuori Affamati di Saverio Costanzo”

Il superamento della distonia nella musica di Leon Fleisher

Leon Fleisher, Two hands, cd, 2004, Indie Blu Music Holdings LLC, 51551
Leon Fleisher, Two hands, cd, 2004, Indie Blu Music Holdings LLC, 51551

La distonia focale del musicista è la sorella stupida del Parkinson. È pure lei un disordine neurologico del movimento, ma non cagiona terribili e umilianti invalidità per il normale vivere quotidiano. Semplicemente non ti permette più di suonare. Tutto qui.

È una sorta di ipereccitazione dei gangli della base o della corteccia sensomotoria – sono ancora molti i misteri di questa malattia – che dovrebbero coordinare i movimenti dei muscoli, e che invece, dopo anni di comandi puntuali e precisi da parte di chi con le mani vuole creare suoni e dunque emozioni, vengono presi dal panico o dall’insofferenza alla disciplina, e si imbizzarriscono; ne consegue che il delicato e vitale palleggio fra muscoli flessori e muscoli estensori all’improvviso impazzisce in un fuoco di fila di contrazioni violente e incontrollabili. E addio musica.

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L’enarmonia Sur-naturale di Ketty Tagliatti alla MLB Home Gallery

MLB Home Gallery, foto di Marco Caselli Nirmal
MLB Home Gallery, foto di Marco Caselli Nirmal

Chi frequenta abitualmente la casa-galleria MLB ben sa di essere avvolto da un’accogliente e raffinata atmosfera. I galleristi e padroni di casa, infatti, conducono alla scoperta di un angolo di Rinascimento che sposa felicemente l’arte contemporanea, fin nella stanza da letto, dove le numerose opere d’arte raggiungono letteralmente il soffitto. Leggi tutto “L’enarmonia Sur-naturale di Ketty Tagliatti alla MLB Home Gallery”

Roberto Cascone stories III – Media e Artherapy

R. Cascone, "Macchia della sicurezza", da "Artherapy", 2007: "Funziona per gli insicuri i quali, in un test di Rorschach al contrario, devono cercare di rivedere le cose che una persona sicura (e quindi “sana”) ha visto nella macchia"
R. Cascone, "Macchia della sicurezza", da "Artherapy", 2007: "Funziona per gli insicuri i quali, in un test di Rorschach al contrario, devono cercare di rivedere le cose che una persona sicura (e quindi “sana”) ha visto nella macchia"

La terza ed ultima tranche della serie di spot dedicati a Roberto Cascone indaga sul suo rapporto con i media e dello suo concetto di arte come terapia.

Come ti relazioni con i media?
Ho un rapporto scevro da pregiudizi. Ma in passato non era così. Quando militavo nell’area bolognese di Lotta Continua, nel 1977, il rapporto con i media era farcito di dietrologia, sospetti, “paranoie”. Soprattutto la TV, che incarnava un modello culturale americano, quindi da combattere, asservita alla classe dominante. Tutto ciò che riguardava i media era associato a mass-media, e quindi alla idea di “massa”, anonima e snaturata, piatta e monocorde, alla quale veniva contrapposto un modello di individualismo nel collettivismo, con la fine delle ideologie e l’avvento del post-moderno, ridotto al solo individualismo. Leggi tutto “Roberto Cascone stories III – Media e Artherapy”