Bambini, appuntamenti con l’arte

Matteo Rubbi e bambini, Festa dei Pirati, Ars_Artists in Residence Show, Fondazione Arnaldo Pomodoro
Matteo Rubbi e bambini, Festa dei Pirati, Ars_Artists in Residence Show, Fondazione Arnaldo Pomodoro

Le occasioni per avvicinare i più piccoli all’arte sono molteplici. Ne segnaliamo alcune.
L’arte per bambini è di casa al museo Peggy Guggenheim per le ultime domeniche di giugno con speciali KIDS  DAY dedicati a visite guidate al museo e laboratori a tema rivolti al pubblico più giovane, mentre i genitori possono fruire dell’esposizione in corso, “Utopia Matters. Dalle confraternite al Bauhaus”.
Per tutto il XX secolo buona parte del dibattito artistico e delle opere di grandi artisti, come Kandinsky,  Klee e Picasso, si è ispirato al lavoro dei bambini, delle popolazioni cosiddette primitive e anche dei malati mentali, cogliendo l’aspetto estetico di una creatività “non mediata” da sovrastrutture sociali. D’altro canto tra le priorità fondanti del vivere sociale è notoriamente l’educazione dei bambini e l’educare attraverso l’arte è una via privilegiata d’accesso alle idee alle strutture e al linguaggio che rappresentano il sostrato culturale di una società.
Dopo aver esplorato l’arte di Mondrian e il rapporto tra arte e parola nelle opere del Novecento, i prossimi KIDS DAY alla Guggenheim, verteranno, domenica prossima, sull’apprendimento della lingua inglese tramite la tecnica del puntinismo e, la seguente, sui libri d’artista: da sempre ricettacoli di creatività e sorprese, il libro d’artista spesso fu dedicato proprio bambini, pensiamo ad esempio alla storia del quadrato rosso e del quadrato nero di El Lizzitzky ( Su due quadrati, 1922) e all’opera imprescindibile di Bruno Munari.
Il museo veneziano si propone di “aiutare i piccoli visitatori a comprendere le opere del museo attraverso semplici analogie con la realtà quotidiana e l’esperienza diretta con le opere stesse. L’approccio metodologico fondamentale è rendere i concetti astratti o complessi il più immediati e comprensibili possibili. Altro obiettivo è coinvolgere i bambini attraverso le opere del museo utilizzando mezzi divertenti e stimolando le loro abilità creative attraverso laboratori. L’attività didattica non solo permette ai bambini di vedere le opere e l’arte econdo una modalità pensata e formulata in base ai loro interessi e al loro grado di attenzione, ma offre inoltre ai genitori l’opportunità di apprezzare la collezione in tranquillità e secondo i propri tempi mentre i bambini imparano giocando“. (www.guggenheim-venice.it)

Da qualche tempo infatti fioriscono in tutt’Italia prestigiose iniziative dedicate ai bambini, come la Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” di Rezzato (BS) che, grazie all’apporto di artisti ed insegnanti specializzati si propone di formare adulti e bambini di ogni nazionalità all’espressione creativa con programmi riconosciuti a livello europeo (http://www.pinac.it/). Leggi tutto “Bambini, appuntamenti con l’arte”

I percorsi dell’Utopia

Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York
Theodor Rehbenitz (1791 - 1861) Tobia e l’angelo - Foto: Andres Kilger SCALA/Art Resource, New York

In occasione della recente inaugurazione della mostra Utopia Matters. Dalle confraternite alla Bauhaus alla galleria Peggy Guggenheim di Venezia, percorriamo la traccia invisibile che unisce i temi dell’esposizione ad altri eventi attualmente in corso sul territorio nazionale.

Primitifs, Nazareni e Preraffaelliti, tra Sette e Ottocento scelsero di vivere un ideale romantico ritirandosi in comunità artistiche, privilegiando il contatto con la natura e il piacere del lavoro artigianale in contrapposizione alla dimensione disumana del lavoro industriale. Fondarono in tal modo una nuova estetica della natura e del vivere sociale. Il richiamo, tra gli altri, a Dante, Shakespeare, Keats e Ruskin, all’arte arcaica e alla pittura del primo rinascimento italiano, ispirò loro una pittura luminosa e ricercata, dai toni brillanti e dalle tematiche tratte dalla storie nazionali interpretate nello spirito del cristianesimo delle origini.

Tra i pittori di riferimento, con Perugino e Raffaello, vi fu il domenicano Beato Angelico, che dai preziosismi aurei del gotico internazionale seppe trarre una visione estatica e ieratica del dato naturalistico, considerato nella visione razionale della prospettiva rinascimentale e nella luce zenitale di cui farà tesoro Piero della Francesca.
All’Angelico è dedicata la mostra fiorentina Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento Fiorentino, fino al 27 giugno, cui è correlata, a Siena, fino all’11 luglio, Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento. Leggi tutto “I percorsi dell’Utopia”

L’arte terapeutica di Saint Phalle. Femminilità e joie de vivre nel giardino degli arcani

Le tre grazie
Le tre grazie

Ultimi giorni per fruire dell’eccezionale evento: oltre 100 opere di Niki de Saint Phalle (1930 -2002) in esposizione a Roma, tra cui i disegni preparatori del Giardino dei Tarocchi ubicato a Garavicchio, in Toscana.

Icona femminile del Nouveau Réalisme, tra le più grandi artiste del Novecento, Niki de Saint-Phalle, nata in Francia e poi traferitasi con la famiglia a New York, inizialmente è, fotomodella, attrice e poetessa. Ha due figli dal marito Harry Mattews, scrittore, con il quale nel 1951 torna a Parigi. Ricoverata in ospedale a Nizza in seguito ad una crisi nervosa, inizia a curarsi dedicandosi ad una pittura espressionista e naïf ,vicina all’ Art Brut. Conosce poi quello che sarà il suo futuro compagno, lo scultore Jean Tinguely e aderisce alla poetica del gruppo dei Nouveau Réalistes.

Raggiunge la notorietà con gli happening Tirs, in cui spara con un fucile su forme in gesso facendo esplodere sacchetti di colore in esse celati, ma la sua più importante invenzione è senza dubbio quella delle Nana, coloratissime pronipoti delle veneri madri primitive, nate nel 1965, la cui apoteosi giunge nel 1966 con l’allestimento della grande Hon (Lei), l’ Hon-en katedral del Moderna Museet di Stoccolma: una gigantesca installazione policroma, distesa sul dorso, in cui il pubblico entra dalla vagina e scopre le architetture utopistiche, le performance, i balletti, i concerti, le opere teatrali (Lisistrata) in essa realizzate, nella concezione di una grande opera totale eseguita con il contributo di molti artisti, tra cui Tinguely, Per Olof Ultlvedt, Rico Weber, Roland Petit.

Di qui segue una serie di viaggi, scorribande in tutte le forme d’arte (anche il cinema e i profumi) e molte commissioni mondiali, pubbliche e private, tra le quali, nel centro di Parigi, accanto al Centre Pompidou, la famosa Fontana Strawinsky, creata insieme a Jean Tinguely, il maestro delle macchine mobili.Tra le ultime, importanti realizzazioni di Saint Phalle, in seguito alla morte del compagno (1991), la sua prima scultura mobile, la Meta-Tinguelys e, prima della sua stessa scomparsa riesce ad inaugurare il Giardino dei Tarocchi (1998) nella tenuta dei Caracciolo presso Capalbio, ispirato al Parco Guell di Gaudì a Barcellona. Il progetto del giardino, costruito a proprie spese, cui hanno partecipato vari artisti tra cui Tinguely e Mario Botta, si è concretizzato in circa dieci anni e annovera le 22 figure dei tarocchi costruite in materiali diversi, come il cemento armato il vetro, il mosaico, la ceramica. Leggi tutto “L’arte terapeutica di Saint Phalle. Femminilità e joie de vivre nel giardino degli arcani”