Pavia / Arte ed artisti del Padiglione Tibet al Castello Visconteo

Ombrelli e Khata al Padiglione Tibet, Castello Visconteo di Pavia, 2016 (foto Gigi Marussi)
Ombrelli e Khata al Padiglione Tibet, Castello Visconteo di Pavia, 2016 (foto Gianni Marussi)

L’undici Marzo 2016 con la sobrietà ed eleganza che distingue la scuola lombarda dell’art director Ruggero Maggi, una magnifica mostra è stata inaugurata al Castello Visconteo di PaviaPadiglione Tibet. Spiritualità ed Arte come cibo per la mente e per l’anima. Leggi tutto “Pavia / Arte ed artisti del Padiglione Tibet al Castello Visconteo”

How to build a manifesto for the future of a Festival? Appunti da Santarcangelo Festival 2015

Piattaforma della danza Bailnese, Sala del Consiglio Comunale, Santarcangelo dei Teatri 2015
Piattaforma della danza Bailnese, Sala del Consiglio Comunale, Santarcangelo dei Teatri 2015

Come ogni anno nella piccola graziosa cittadina romagnola di Santarcangelo si anima il Festival Internazionale del Teatro di Piazza, quest’anno arrivato alla 45. edizione. Anche quest’anno affidata alla direzione artistica di Silvia Bottiroli e della sua rinnovata e giovane équipe di collaborazione. Leggi tutto “How to build a manifesto for the future of a Festival? Appunti da Santarcangelo Festival 2015”

Teosofi e pensiero teosofico alla Biennale di Venezia

Carl Gustav Jung, The Red Book [page 655], 1915-1959, Paper, ink, tempera, gold paint, red leather binding, 40 x 31 x 10cm, © 2009 Foundation of the Works of C.G. Jung, Zürich. First published by W.W. Norton & Co., New York 2009
Carl Gustav Jung, The Red Book [page 655], 1915-1959, Paper, ink, tempera, gold paint, red leather binding, 40 x 31 x 10cm, © 2009 Foundation of the Works of C.G. Jung, Zürich. First published by W.W. Norton & Co., New York 2009
Palazzo enciclopedico e wunderkammer dell’arte – contenitore in cui si misura un elevato gradiente estetico  fra opere raffinatissime, spesso storicizzate, e feroci icone del degrado contemporaneo, oltre ai lavori dei soliti noti – la 54a Biennale di Massimiliano Gioni si ammanta di un’aura mista di esoterismo, esotismo, antropologia visuale e tecnologia, calcando le orme della storia da fine Ottocento ai giorni nostri: un immaginario curatoriale che, nella migliore tradizione biennalesca, “cita” Aby Warburg e André Breton, Jean Baudrillard, Harald Szeemann e Paolo Portoghesi. Finalmente, poi, Gioni riscopre le visioni Liberty di Galileo Chini al Padiglione centrale, che l’architetto romano aveva già restaurato per la sua Arte e Scienza del 1986. Leggi tutto “Teosofi e pensiero teosofico alla Biennale di Venezia”

Paul Gauguin / Robert Rey: gli Onze Menus

Rupe Farani Rupe Tahiti (Menu n. 5), dagli Onze Menus di Paul Gauguin, 1900, proprietà privata
Rupe Farani Rupe Tahiti (Menu n. 5), dagli Onze Menus di Paul Gauguin, 1900, proprietà privata

“Rupe Farani, Rupe Tahiti” (in lingua maori, Bella Francia, Bella Thaiti), questo è il titolo del Menu n. 5, una delle 450 riproduzioni d’autore degli Undici Menu di Paul Gauguin pervenuta in Italia presso privati dopo essere passata per i mitici Apple Studios della RCA a New York e, detto tra le righe, sembrerebbe, già di proprietàdell’ancor più mitico John Lennon.

La storia degli Onze Menus di Paul Gauguin risale agli ultimi anni della sua vita, quando l’anziano maestro, già malatissimo, si ritirò a Papeete (Thaiti), prima del definitivo approdo a Hiva Oa, nelle isole Marchesi, dove morì nel 1903. Leggi tutto “Paul Gauguin / Robert Rey: gli Onze Menus”

Giovanni Biasin: le Metamorfosi di Ovidio a Palazzo Gobatti, un tributo di Giovanni Biasin al Risorgimento rodigino

G. Biasin, Zefiro e Flora, dipinto a tempera, Palazzo Gobatti a Rovigo
G. Biasin, Zefiro e Flora, dipinto a tempera, Palazzo Gobatti a Rovigo

Nel 1864 il possidente Antonio Gobatti commissiona al pittore veneziano Giovanni Biasin il primo incarico di cui si abbia notizia nella città di Rovigo: le decorazioni della propria dimora dominicale a Porta Sant’Agostino. Di questo ciclo, situato al piano nobile dell’edificio, rimane oggi qualche significativa testimonianza nel salone centrale e in due delle quattro sale laterali distribuite secondo il modello classico della pianta veneta di ascendenza altinate.

Nel salone è raffigurato un aereo loggiato di gusto neoclassico dipinto a monocromo e ritmato da colonne trompe-l’oeil in finto marmo rosso di Verona che si aprono come quinte sullo sfondo paesaggistico delle Quattro Stagioni. Leggi tutto “Giovanni Biasin: le Metamorfosi di Ovidio a Palazzo Gobatti, un tributo di Giovanni Biasin al Risorgimento rodigino”