Arte è Donna a Mestre (Venezia)

Francesco Bianchi, Francesca Bonollo, Mestre, 2021
Francesco Bianchi, Francesca Bonollo, Mestre, 2021

Il fotografo Francesco Bianchi  ha documentato per Art in Italy “Arte è donna“, uno dei primi eventi post-lockdown che, lo scorso marzo, ha promosso l’esposizione diffusa  di 100 opere al femminile – di cui alcune sono ancora in mostra – nei negozi di vicinato della Municipalità di Mestre-Carpenedo.
Prevista all’interno del progetto Marzo Donna 2021., l’idea, nata in seno della Commissione delle Elette della Municipalità è stata coordinata da Fabians Rizza e da Monica Fortuna, rispettivamente come Presidente e Vicepresidente della Commissione stessa, al fine di promuovere piccole creazioni d’arte realizzate da donne, all’interno delle botteghe storiche del centro cittadino. In tal modo, si è voluto incentivare l’acquisto al dettaglio nei negozi del vicinato, in cui è ancora possibile il rapporto umano, offrendo alla cittadinanza un’opportunità di fruire la bellezza di oltre 100 quadri, fotografie, sculture e poesie. Un segnale di positività in un momento difficile per l’intero paese.

Francesco Bianchi, Susanna Fiori
Francesco Bianchi, Susanna Fiori, 2021

La Presidente del Consiglio Comunale Ermelinda Damiano e l’Assessore comunale Paola Mar hanno sostenuto l’impresa e hanno aderito alla proposta l’associazione “Fai Centro! Mestre Shopping District” e i commercianti di Mestre.
Hanno aderito le artiste Anna Arban, Marilisa Boldrin, Francesca Being Bonollova,Annamaria Bortolozzo, Roberta Boscolo, Marilisa Brocca, Manù Brunello, Silvia Bruttomesso, Claudia Caenazzo,  Cinzia Capece Eak, Giovanna Caputo, Wanda Casaril, Patrizia Carraro, Lucia Chiavegato, Veronica Croce, Linda Damiano, Franca Ester, Susanna Fiori, Mileydis Francia, Grazia Guadagni, Valeria Gubbati, Rosalba Giannuzzi,  Anna Manfrinati, Elisabetta Masato, Alessandra Pignatto, Flavia Pitarresi, Giorgia Pollastri, Alessandra Puppola,  Manuerita Ribaudi, Laura Riccobono, Chiara Rigo, Franca Scarpi, Raffaella Tassinari,  Maria Pia Teso, Angelica Tonizzo, Stefania Tommasi, Roberta Vasselii, Marie-Christine Vezzoli, Maria Lucia Vianello, Ida Giulia Vicentini, Angelina Vizzolini.

Francesco Bianchi, Anna Manfrinati, 2021
Francesco Bianchi, Anna Manfrinati, 2021


Un’iniziativa importante e da ripetere, ispirata forse al recente e più generalizzato movimento spontaneo delle vetrine dismesse e affittate o cedute ad artisti e alle loro opere,
Arte è Donna , nell’occasione dell’Otto Marzo, ha colto infatti la necessità degli artisti di mostrare le propri lavori in un periodo in cui le mostre erano inaccessibili, il diritto dei cittadini a fruire della bellezza artistica nella città, la sopravvivenza dei  piccoli commercianti stritolati dalle chiusure e da grandi magazzini e supermercati, e non ultima l’esigenza della città di vivificare il tessuto sociale e urbanistico del centro storico, di ritornare ad una vita dalla dimensione umana e solidale.

Roberta Reali

Commissione delle Elette della Municipalità d Mestre-Venezia
Francesco Bianchi https://instagram.com/francescobianchi.photo?utm_medium=copy_link

Isernia – Art For a Change – Finissage

Paul Yves Poumay, Triptyque lowers in esposizione allo Spazio Arte Petrecca d’Isernia

Per tutto il mese di maggio (8-29) allo  Spazio Arte Petrecca d’Isernia si è tenuta una personale dell’artista belga Paul-Yves Poumay, a cura di Carmen D’Antonino e Martina Scavone, con la collaborazione di Anna Maria Griseri, patrocinata dal Comune di Isernia.

L’Arte per il Cambiamento (Art for Change) è l’arte del futuro, un’arte che si impegna attivamente nel sociale per combattere le ingiustizie e portare un rinnovamento capillare in un sistema in gran parte corrotto. La libertà dell’arte è anche quella di portare alla luce tali tematiche anche molto complesse e controverse, che spesso dividono l’opinione pubblica e che sempre finiscono nell’insabbiamento, nell’oblio e nella riduzione a veline di notizie morbosamente e meccanicamente riprodotte nel lavaggio del cervello mediatico

Paul Yves Poumay, Interférences et harmonie. in esposizione allo Spazio Arte Petrecca d’Isernia

La denuncia di Poumay nei confronti della società contemporanea, dice il comunicato, non fa in tal senso alcuna eccezione e gli effetti della dilagante frenesia consumistica sono all’origine delle opere che compongono la prima sezione della mostra, testimonianza di come il capitalismo non debba essere considerato quale un modello al quale continuare ad ispirarsi negli anni a venire.
Le opere astratte e dai colori vibranti presenti in mostra illustrano l’aspetto più immorale di una società, che incendia il patrimonio forestale e tende ad annichilire ogni forma vivente, traendo vantaggio economico dal traffico di migranti, usando il capitalismo, la corruzione,  la violenza come forma di riduzione la popolazione in schiavitù, e incitando all’ostentazione di beni materiali.
Il concetto di ricostruzione è, invece alla base della seconda sezione della mostra, dove la degenerazione distruttiva dei lavori precedenti scompare , cedendo il passo ad un sentimento di rinascita. Qui l’artista-terapeuta rende omaggio ai giusti, agli onesti, alla brava gente che si adopera quotidianamente per offrire alle nuove generazioni un futuro migliore.

Locandina della mostra di Paul Yves Pomay “Art for a Change”

Il neo-primitivismo avanguardistico evocato dalle opere di Poumay, memore dell’Art Brut e del graffitismo newyorkese, è la risposta dell’artista a questa crisi dell’essere umano e del mondo intero. Deposte le armi delle contemporanee certezze pseudo-scientifiche e positiviste, nelle opere dell’artista-filantropo l’uomo torna ad una realtà primeva,  prive delle tecniche di sopravvivenza tipiche dell’era contemporanea.

La vera Arte per il Cambiamento trionfa dunque in questa seconda parte, che si configura quale un invito al fruitore a recepire i messaggi di  speranza, compassione, amore e rispetto verso la natura  veicolati dalla forma, dal segno e dl colore. Poumay, infatti, considera l’arte quale medium privilegiato per svelare le relazioni e  interconnessioni individuali e universali  che costituiscono l’intero cosmo vivente, nello spazio del  dialogo con l’opera e  nell’introspezione personale.

Paul-Yves Poumay
Spazio Arte Petrecca
Corso Marcelli 180 Isernia (IS)
Tel: 345 506 8036
Email: [email protected]
Web: www.artepetrecca.com
Ufficio stampa DG Press&Art
338 108 1096 | [email protected] | [email protected]

Venezia – Tutti i Leoni del 2020

L’attore Pierfrancesco Favino posa con la Coppa Volpi  ricevuta per il film “Padresnostro” alla consegna dei Leoni in Sala Grande al 77° Festival del cinema di Venezia, 12 settembre 2020, Lido di Venezia(foto Tiziana FABI / AFP) courtesy Getty Images

Si è appena conclusa la 77a Mostra del cinema di Venezia, è stata un’edizione per molti versi unica, caratterizzata dalle misure anti Covid19 e dalla prenotazione obbligatoria delle sale, molto comoda e funzionale.

Fortunatamente la mostra è terminata senza imprevisti e la qualità dei film non ne ha risentito, infatti il livello era molto alto. Ecco dunque i premiati dalla giuria presieduta da Cate Blanchett e composta da Matt Dillon, Veronika Franz, Joanna Hogg, Nicola Lagioia, Christian Petzold e Ludivine Sagnier:

Leone d’oro per il miglior film: Nomadland di Chloé Zhao
Gran premio della giuriaNuevo orden di Michel Franco
Leone d’argento per la miglior regia: Kiyoshi Kurosawa per Moglie di una spia
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Vanessa Kirby per Piece of a woman
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Pierfrancesco Favino per Padrenostro
Miglior sceneggiatura: Chaitanya Tamhane perThe Disciple
Premio Marcello Mastroianni: Rouhollah Zamani per Sun Children
Premio speciale della giuriaCari compagni! di Andrej Končalovskij (Russia)
Miglior film della sezione OrizzontiThe Wasteland di Ahmad Bahrami
Premio Leone del futuro per la miglior opera prima: Listen di Ana Rocha de Sousa

Il film che ha vinto il leone d’oro è della regista cinese Chloé Zhao e di produzione USA, è interpretato da Francis McDormand, conosciuta per i suoi ruoli in “Three Billboards” e “Fargo”. Ambientato durante la grande recessione, racconta la storia di una donna che una volta perso il marito e la stabilità economica attraversa il Nevada con il suo furgone alla ricerca di un posto dove stare. Le musiche di Giovanni Allevi si adattano benissimo ai paesaggi desertici dell’America dell’Ovest, la regia è ottima (Chloé ha collezionato già diversi premi ai festival col film “The rider”) e l’interpretazione magistrale, Mc Dormand è infatti fresca di oscar alla migliore attrice.

I leoni d’argento al messicano Michel Franco ed al giapponese Kiyoshi Kurosawa sono meritati, il primo è un film distopico che racconta di una manifestazione fuori controllo che porta instabilità nel paese centroamericano, il secondo una spy story giapponese ambientata nel 1940.

Pierfrancesco Favino vince il premio al miglior attore grazie al fatto di non avere rivali in concorso (la maggior parte dei film aveva per protagoniste donne o ruoli maschili poco interessanti). Grande interpretazione invece per Vanessa Kirby, vincitrice della coppa Volpi per la migliore attrice e presente a Venezia con ben due film (The world to come e Pieces of a woman, per il quale ha vinto il premio)

Davide Bonotto

77a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Premiazione

THE WASTELAND

 

Venezia#77 Ahmad Bahrami, The Wasteland, 2020, courtesy Gettyimages

In concorso nella sezione Orizzonti, questo film iraniano in bianco e nero è una grande sorpresa, struggente ed emozionante, a tratti ipnotico, narra di un mattonificio nel deserto iraniano che produce mattoni alla vecchia maniera dove lavorano famiglie di diverse etnie.
Alla notizia di una prossima chiusura gli equilibri vengono meno e gli uomini cominciano a cercare soluzioni alternative tra diverse liti e rassegnazione.
Il personaggio principale è Lotfollah che – come dichiarato dal regista in conferenza stampa -rappresenta una figura ricorrente nel territorio iraniano, quella di un intermediario tra il proprietario d’azienda ed i lavoratori, una figura amministrativa non semplice.
Il cinema di Ahmad Bahrami rircorda quello di Béla Tarr e Kiarostami. Il regista ha detto di essersi ispirato alla vita di suo padre che ha lavorato in fabbrica ed essere andato in pensione dopo trent’anni di fatiche.
Davide Bonotto

77a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia
The Wasteland

Sezione: Orizzonti
Regia: Ahmad Bahrami
Produzione: Saeed Bashiri
Durata: 103’
Paese: Iran

Rovigo – In chiusura Il Giapponismo la mostra che ha incantato migliaia di visitatori

Mostra “Giapponismo” al palazzo Roverella di Rovigo. Credits Valentina Zanaga
Mostra “Giapponismo” al palazzo Roverella di Rovigo. Credits Valentina Zanaga a

Chiude il sipario il 26 gennaio prossimo, con un enorme successo di pubblico – più di 42.000 visitatori – e di critica, la mostra: Il Giapponismo. Venti d’Oriente nell’arte europea. 1860 – 1915, inaugurata nel settembre scorso a Palazzo Roverella. L’evento riconferma che Rovigo è entrato ufficialmente nel circuito delle città delle grandi mostre in Italia. Leggi tutto “Rovigo – In chiusura Il Giapponismo la mostra che ha incantato migliaia di visitatori”