Venezia – Tutti i Leoni del 2020

L’attore Pierfrancesco Favino posa con la Coppa Volpi  ricevuta per il film “Padresnostro” alla consegna dei Leoni in Sala Grande al 77° Festival del cinema di Venezia, 12 settembre 2020, Lido di Venezia(foto Tiziana FABI / AFP) courtesy Getty Images

Si è appena conclusa la 77a Mostra del cinema di Venezia, è stata un’edizione per molti versi unica, caratterizzata dalle misure anti Covid19 e dalla prenotazione obbligatoria delle sale, molto comoda e funzionale.

Fortunatamente la mostra è terminata senza imprevisti e la qualità dei film non ne ha risentito, infatti il livello era molto alto. Ecco dunque i premiati dalla giuria presieduta da Cate Blanchett e composta da Matt Dillon, Veronika Franz, Joanna Hogg, Nicola Lagioia, Christian Petzold e Ludivine Sagnier:

Leone d’oro per il miglior film: Nomadland di Chloé Zhao
Gran premio della giuriaNuevo orden di Michel Franco
Leone d’argento per la miglior regia: Kiyoshi Kurosawa per Moglie di una spia
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Vanessa Kirby per Piece of a woman
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Pierfrancesco Favino per Padrenostro
Miglior sceneggiatura: Chaitanya Tamhane perThe Disciple
Premio Marcello Mastroianni: Rouhollah Zamani per Sun Children
Premio speciale della giuriaCari compagni! di Andrej Končalovskij (Russia)
Miglior film della sezione OrizzontiThe Wasteland di Ahmad Bahrami
Premio Leone del futuro per la miglior opera prima: Listen di Ana Rocha de Sousa

Il film che ha vinto il leone d’oro è della regista cinese Chloé Zhao e di produzione USA, è interpretato da Francis McDormand, conosciuta per i suoi ruoli in “Three Billboards” e “Fargo”. Ambientato durante la grande recessione, racconta la storia di una donna che una volta perso il marito e la stabilità economica attraversa il Nevada con il suo furgone alla ricerca di un posto dove stare. Le musiche di Giovanni Allevi si adattano benissimo ai paesaggi desertici dell’America dell’Ovest, la regia è ottima (Chloé ha collezionato già diversi premi ai festival col film “The rider”) e l’interpretazione magistrale, Mc Dormand è infatti fresca di oscar alla migliore attrice.

I leoni d’argento al messicano Michel Franco ed al giapponese Kiyoshi Kurosawa sono meritati, il primo è un film distopico che racconta di una manifestazione fuori controllo che porta instabilità nel paese centroamericano, il secondo una spy story giapponese ambientata nel 1940.

Pierfrancesco Favino vince il premio al miglior attore grazie al fatto di non avere rivali in concorso (la maggior parte dei film aveva per protagoniste donne o ruoli maschili poco interessanti). Grande interpretazione invece per Vanessa Kirby, vincitrice della coppa Volpi per la migliore attrice e presente a Venezia con ben due film (The world to come e Pieces of a woman, per il quale ha vinto il premio)

Davide Bonotto

77a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Premiazione

Venezia / Pietro Beretta: I ritratti espressionisti

Pietro Beretta, Ritratto di Signora - Aure complementari, della serie "Sguardi"
Pietro Beretta, Aure complementari, tecnica mista su tela, 40 x 40, serie “Sguardi”, 2019

Per tutto il mese di settembre 2020 i Ritratti Espressionisti dell’artista svizzero Pietro Beretta saranno in esposizione alla Galleria Café Imagina  di Venezia.
Beretta
è nato nel 1942 ad Ascona, alle pendici del mitico Monte Verità, crocevia di culture, e – dalla sua fondazione, ai primi del Novecento, da parte di una colonia teosofica, vegetariana, e naturista – luogo d’incontro di alcune tra le più grandi personalità della cultura del secolo: da Carl Jung che vi tenne un circolo teosofico, Eranos, cui parteciparono alcuni tra i maggiori intellettuali dell’epoca (tra cui il primo mitografo dell’era contemporanea, Karoly Kerenyi, e il filologo Max Muller) allo scrittore Thomas Mann che vi s’ispirò per la sua Montagna incantata, ad Hermann Hesse e D.H. Lawrence, a Marianne Werefkin e Alexandre von Jawlensky, questi ultimi, espressionisti provenienti dal Blaue Reiter di Kandinsky. Furono a Monte Verità anche El Lizzitsky, Hugo Ball, Jean Arp e Hans Richter, esponenti di Dada e Cabaret Voltaire, Arthur Segal, e Rudolf Von Laban, Mary Wigwam, Isadora Duncan, Charlotte Bara, e poi il Bauhaus di W. Gropius con Albers, Bayer, Breurer, Schlemmer, Feininger, Schavinsky, Mohloy-Nagy (nell’era del barone Von der Heydt) con la costruzione dell’hotel di Emil Fahrenkamp (pare, disegnato da Mies van der Rohe), e, sembra, Lenin, Trotsky e Bakunin. che aveva vissuto nella vicina Minusio. Tra i pittori ricordo anche l’astrattista di seconda generazione Luigi Pericle, recentemente riscoperto in una mostra alla veneziana Querini Stampalia. Leggi tutto “Venezia / Pietro Beretta: I ritratti espressionisti”

THE WASTELAND

 

Venezia#77 Ahmad Bahrami, The Wasteland, 2020, courtesy Gettyimages

In concorso nella sezione Orizzonti, questo film iraniano in bianco e nero è una grande sorpresa, struggente ed emozionante, a tratti ipnotico, narra di un mattonificio nel deserto iraniano che produce mattoni alla vecchia maniera dove lavorano famiglie di diverse etnie.
Alla notizia di una prossima chiusura gli equilibri vengono meno e gli uomini cominciano a cercare soluzioni alternative tra diverse liti e rassegnazione.
Il personaggio principale è Lotfollah che – come dichiarato dal regista in conferenza stampa -rappresenta una figura ricorrente nel territorio iraniano, quella di un intermediario tra il proprietario d’azienda ed i lavoratori, una figura amministrativa non semplice.
Il cinema di Ahmad Bahrami rircorda quello di Béla Tarr e Kiarostami. Il regista ha detto di essersi ispirato alla vita di suo padre che ha lavorato in fabbrica ed essere andato in pensione dopo trent’anni di fatiche.
Davide Bonotto

77a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia
The Wasteland

Sezione: Orizzonti
Regia: Ahmad Bahrami
Produzione: Saeed Bashiri
Durata: 103’
Paese: Iran

Rovigo – In chiusura Il Giapponismo la mostra che ha incantato migliaia di visitatori

Mostra “Giapponismo” al palazzo Roverella di Rovigo. Credits Valentina Zanaga
Mostra “Giapponismo” al palazzo Roverella di Rovigo. Credits Valentina Zanaga a

Chiude il sipario il 26 gennaio prossimo, con un enorme successo di pubblico – più di 42.000 visitatori – e di critica, la mostra: Il Giapponismo. Venti d’Oriente nell’arte europea. 1860 – 1915, inaugurata nel settembre scorso a Palazzo Roverella. L’evento riconferma che Rovigo è entrato ufficialmente nel circuito delle città delle grandi mostre in Italia. Leggi tutto “Rovigo – In chiusura Il Giapponismo la mostra che ha incantato migliaia di visitatori”