#Venezia76 ZUMIRIKI di Oscar Alegria

Venezia76# Una scena del film Zumiriki, del regisa Oskar Alegria, già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Credits Octavian Micleusanu
Venezia76# Il regista e attore Oskar in una scena del film Zumiriki è l’ultimo film presentato alla 76a Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti
Venezia76# Il regista e attore Oskar Alegria in una scena del film Zumiriki è l’ultimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Credits Octavian Micleusanu

Zumiriki è l’ultimo film presentato alla 76a Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti ed è una riflessione sui ricordi, sulla loro origine e sulla possibilità di riviverli due volte.
In lingua basca la parola significa “isola in mezzo al fiume”, ed è proprio di questo che si narra: di un’isola ora scomparsa a causa di una nuova diga costruita che ha alzato drasticamente il livello dell’acqua. Era il luogo in cui Alegria amava rifugiarsi da bambino e come a molti di noi è capitato, ora quel luogo non esiste più o è stato in qualche modo modificato.
È difficile inquadrare un film come questo: un po’ diario personale, un po’ documentario, ma anche avventura e sperimentazione. Al termine della proiezione e durante le quale, in sala Darsena, il regista ha accettato la definizione del pubblico di film “indefinibile”, sostenendo essere essa stessa una definizione.
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#Venezia 76 / Brad Pitt – Per aspera ad Astra

 

lido di venezia. 01 settembre 2019. festival venezia ’76. foto di Valentina Zanaga

Con “Ad AstraJames Gray gira il suo primo film fantascentifico dopo il romantico “Two Lovers” ed il dramma “I padroni della notte”.
Il protagonista è un astronauta interpretato da Brad Pitt che viene arruolato per un viaggio interstellare verso Nettuno alla ricerca del Padre (Tommy Lee Jones) di cui non si hanno più notizie da almeno 10 anni. Leggi tutto “#Venezia 76 / Brad Pitt – Per aspera ad Astra”

#Venezia 76 / Marriage Story

Venezia76 Scarlett Johansson al photocall per “Marriage Story” di Noah Baumbach per Netflix. Foto Octavian Micleusanu

Noah Baumbach torna al Lido dopo 4 anni (l’abbiamo visto nel 2015 con il documentario su De Palma) e presenta “Marriage story”, una produzione Netflix che vedrete comodamente dal divano in dicembre (in sala meglio dato che è stato girato in 35 mm).
Prettamente autobiografico mette in scena le dinamiche più profonde di un divorzio, film molto personale e riuscitissimo, con protagonisti Scarlett Johansson e Adam Diver,

Venezia76 Il regista Noah Baumbach al photocall per "Marriage Story", Netflix. Foto Octavian Micleusanu
Venezia76 L’attore Adam Diver al photocall per “Marriage Story”, Netflix. Foto Octavian Micleusanu

azzardando già probabili coppe Volpi per la miglior interpretazione. Leggi tutto “#Venezia 76 / Marriage Story”

Venezia/Ultimi giorni per il Tintoretto del Museo Pushkin alla chiesa di San Fantin

Gary Hill, Let it cry-iceuninted ice, 2019, Chiesa di San Fantin, Venezia, mostra There is a beginning in the End, Museo Pushkin

In occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario di Jacopo Tintoretto, tra i massimi artisti veneziani, e tra i più legati alla modernità, il Museo PushkinStella Art Foundation hanno allestito all’interno della restaurata chiesa di San Fantin a Venezia una mostra d’arte contemporanea dedicata al grande pittore rinascimentale, a cura di Marina Loshak e Olga Shishko: There is a beginning in the end. La confraternita segreta di Tintoretto.
Tre artisti contemporanei, Dmitry Krymov (Russia), Irina Nakhova (Russia), Gary Hill (USA), sono stati scelti per interpretare con progetti site-specific l’opera di Jacopo Robusti, spesso legata all’architettura, e rivoluzionaria nel concetto spaziale plastico, dinamico e spiritualizzato, che si determina nel rapporto tra i valori di luce ed ombra.
La mostra comprende due dipinti originali: una è L’origine di Amore (1562), di proprietà dell’antiquario veneziano Piero Scarpa, opera di soggetto neoplatonico commissionata dal Procuratore di San Marco Federico Contarini, tra i fondatori della Compagnia della Calza degli Accesi. Originariamente si trovava ad ornamento dell’antisala della libreria Marciana, dove i membri della potente confraternita usavano incontrarsi.

Jacopo Tintoretto, L'origine d'amore, 1562, Collezione Pietro Scarpa, Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin
Jacopo Tintoretto, L’origine d’amore, 1562, Collezione Pietro Scarpa, Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin

Il soggetto, tratto dal Dialogo d’Amore di Sperone Speroni, raffigura il dio Apollo tra le Veneri Urania e Pandemia, reggente un braciere dove la luce del Sole accende l’animo umano.
La seconda opera storica in mostra è uno degli ultimi Tondi del veneziano Emilio Vedova, artista novecentesco, ispiratosi alla forza gestuale del segno tintorettesco, rapido e incisivo, che nel non finito consente alla luce d’informare e rivelare lo spazio plastico. Nell’interpretazione informale, inoltre, Vedova reinventa la dialettica degli opposti bianco/nero, e la risolve nella dinamicità della forma circolare dell’opera, riferita allo scorrere del tempo e spesso ispirata ai conflitti storici e umani che hanno luogo sul pianeta Terra.

Emilio Vedova, Tondo, 1987 © Grisha Galanthyy, 768×1152 Chiesa di San Fantin, Venezia, Mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin

La messa in scena dell’esposizione si articola in diverse fasi: l’apertura è affidata alla teatrale proiezione dell’artista Dmitry Krymov che occupa tutta la zona absidale della chiesa, ricreandone la spazialità con le dimensioni eroiche – e retoriche – di un dramma contemporaneo ispirato all’Ultima cena della chiesa di San Trovaso a Venezia.
Molto interessante l’installazione multimediale di Irina Nakhova, che rivisita alcune opere di soggetto biblico del maestro veneziano, immergendole visualmente nel confronto con il vissuto contemporaneo dell’artista, con il suo pensiero sulla realtà.
Suggestivo il videomapping con occhio di cielo sulla cupola centrale, mentre sulle pareti della navata domina la proiezione della Creazione degli Animali, dipinto un tempo collocato nella Scuola della Trinità alla Salute e oggi alle Gallerie dell’Accademia. Considerata universalmente un lavoro giovanile, oggi si tende ad attribuirla alla Scuola. 

Irina Nakhova Tintoretto, tritych, 2019 ©-grisha-galanthyy, Venezia, hiesa di San Fantin, mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin,
Irina Nakhova, Tintoretto, tritych, 2019 ©-grisha-galanthyy, Venezia, hiesa di San Fantin, mostra There is a beginning in the end, Museo Pushkin

Così come già sperimentato nella cupola, Nakhova coglie il  “senso panico della natura” e di “un paesaggio che si colora dello stato d’animo dell’intera composizione” (Pallucchini) dove gli uccelli e i pesci si muovano veloci nell’aria “come scoccati dal gesto del Creatore” (Valcanover), ridisegnando il quadro dell’artista che imita l’operare divino della natura. L’immagine emerge dall’acqua e si dissolve nelle acque inquinate della civiltà odierna, in un canone di rigenerazione che oscilla tra solve e coagula.
 Gary Hill (USA) ha realizzato infine una suggestiva installazione elettro-visiva, potentemente dark nell’ambiente interamente oscurato dello spazio architettonico – che viene completamente ricreato come spazio della coscienza – molto turbolenta e rumorosa.
La mostra sarà aperta al pubblico fino all’11 settembre 2019.

 

Fotografia poetica e politica. Imperdibile. Letizia Battaglia a Venezia

Chi fotografa ha un mezzo meraviglioso in mano per esistere, per essere,

Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia - Casa dei Tre Oci, Venezia
Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia – Casa dei Tre Oci, Venezia

per incontrare il mondo, per amarlo, per denigrarlo. Letizia Battaglia

Letizia = gioia, felicità, allegria, giubilo, contentezza, gaudio, entusiasmo, esultanza, serenità, bene.
Battaglia = combattimento, scontro, conflitto, guerra, campagna, attacco, lotta, duello, confronto.
Le due parole che compongono il suo nome sono esattamente la sintesi del suo approccio alla realtà, della sua capacità di partecipare alle vicende del mondo e della sua relazione con gli esseri umani Francesca Alfano Miglietti, curatrice della mostra

Una mostra che ti ipnotizza, toglie il respiro, ti abbraccia dove la vita stessa della grande fotografa e poetessa dell’immagine Letizia Battaglia si intreccia profondamente con tutti i soggetti deboli, emarginati, spesso non voluti e allontanati dalla società. Un continuum tra messaggio e medium dove l’allestimento perfetto viene arricchito da due preziosissime testimonianze video in cui Letizia Battaglia parla direttamente di sé delle sue scelte, del suo lavoro, di quello in cui crede e che per lei è irrinunciabile. Senza dubbi. Senza ripensamenti. Leggi tutto “Fotografia poetica e politica. Imperdibile. Letizia Battaglia a Venezia”